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Leggiamo un appello del nostro amico il metropolita Luka (Kovalenko, nella foto) di Zaporozh'e e Melitopol' al suo gregge e a tutti i cristiani ortodossi perseguitati: le sue sono parole di avvertimento (scacciando monaci e fedeli ortodossi dalle loro chiese, il regime ucraino si priva della stessa protezione che la città di Sodoma perse quando scacciò Lot), ma anche di conforto a quanti hanno perso i luoghi sacri a loro cari e il frutto di decenni di sacrifici (nulla è perduto, poiché la grazia di Dio non è legata ai luoghi, ma ai cuori dei fedeli, che a suo tempo ritorneranno a edificare).
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