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Dal primo esproprio di chiese alla Lavra delle Grotte di Kiev sono passati oltre tre anni: in tutto questo tempo, il regime ha continuato a offrire luoghi di culto agli scismatici di Kiev, e si è continuato a vedere lo stesso schema: le chiese restano pressoché vuote finché non arriva una visita ufficiale di Dumenko, e i locali si popolano di "fedeli" fatti arrivare da lontano in autobus (tipicamente impiegati statali in "vacanza premio" obbligatoria). Appena Dumenko se ne va, ritorna il deserto. Alla luce di questo spettacolare fallimento di una Chiesa di regime, suonano davvero ipocriti i tentativi di Zorja, il portavoce degli scismatici, di dichiarare un interesse "per la verità e non per i numeri".
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