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L'atteggiamento ortodosso nei confronti dell'intelligenza artificiale: tra ansia e speranza

del sacerdote Tarasij Borozenets

Orthochristian.com, 11 dicembre 2025

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In un'epoca di rapido sviluppo tecnologico, la questione dell'atteggiamento della Chiesa nei confronti dell'intelligenza artificiale assume un'importanza sempre maggiore. Che cos'è l'intelligenza artificiale dal punto di vista della visione ortodossa? Esiste una posizione ufficiale della Chiesa? Quali argomenti adducono teologi e pastori? Cerchiamo di fare chiarezza, basandoci sulla Sacra Scrittura, sul patrimonio patristico e sul dibattito ecclesiale contemporaneo.

Che cos'è l'intelligenza artificiale?

L'intelligenza artificiale è un campo dell'informatica che si occupa della creazione di macchine e programmi capaci di imitare le funzioni cognitive umane: apprendimento, risoluzione di problemi, riconoscimento di schemi ed elaborazione del linguaggio naturale.

Sistemi di intelligenza artificiale moderni:

  • apprendimento automatico e reti neurali;

  • modelli generativi (testo, grafica, audio);

  • sistemi decisionali autonomi;

  • robotica con elementi di "autoapprendimento".

La questione chiave è: l'intelligenza artificiale può possedere coscienza, volontà e la capacità di compiere scelte morali, proprietà che, secondo la teologia cristiana, appartengono solo all'uomo, creato a immagine di Dio (Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò – Gen 1:27)? L'intelligenza artificiale può essere equiparata alla personalità umana, unica e dotata di libertà e senso morale?

Posizione ufficiale della Chiesa: ne esiste una?

Fino a oggi, la Chiesa ortodossa russa non possiede un documento specifico che regoli il suo atteggiamento nei confronti dell'intelligenza artificiale. Non esiste nemmeno una decisione conciliare dell'intera Chiesa su questo tema.

Tuttavia, l'argomento viene trattato in documenti chiave.

Nel documento "I fondamenti della concezione sociale della Chiesa Ortodossa Russa" [1], del 2000, sono formulati i principi di atteggiamento nei confronti della scienza e della tecnologia:

Le tecnologie devono essere al servizio dell'uomo, non soggiogarlo; è inaccettabile creare sistemi che violino la libertà e la dignità della persona.

Nei materiali della Presenza Interconciliare e negli interventi dei vescovi, si sottolinea la necessità di una competenza etica in materia di nuove tecnologie. [2]

Pertanto, sebbene non esista ancora un "dogma" ufficiale sull'intelligenza artificiale, esiste un chiaro sistema di linee guida morali, l'antropologia ortodossa e la concezione della Chiesa del progresso scientifico e tecnologico. Sulla base di tutto ciò, i cristiani ortodossi possono formarsi con una certa sicurezza una propria opinione sull'intelligenza artificiale.

Approcci all'intelligenza artificiale nel discorso ortodosso contemporaneo

Negli ambienti ecclesiastici si possono distinguere diversi approcci al problema dell'intelligenza artificiale, rappresentati da diverse voci autorevoli. Questi approcci non si contraddicono, bensì si completano a vicenda.

1. Scetticismo cauto e avvertimenti sui rischi

Numerosi membri del clero e leader spirituali considerano lo sviluppo dell'intelligenza artificiale una minaccia per la vita spirituale umana.

Il patriarca Kirill ha parlato ripetutamente delle potenziali minacce associate all'intelligenza artificiale. Ha sottolineato che preferire la comunicazione con le macchine all'interazione con le persone può portare al degrado della personalità e della società, nonché all'offuscamento dei confini tra bene e male, il che, a suo parere, potrebbe avvicinare "l'era dell'anticristo". Il patriarca invita a una riflessione ponderata e responsabile sull'influenza dell'intelligenza artificiale sulla vita spirituale umana. Aggiunge inoltre:

La Chiesa non ha mai respinto il progresso scientifico e tecnologico in quanto tale... Osserviamo con interesse e attenzione le autentiche conquiste del pensiero scientifico e abbiamo sempre cercato di dare una valutazione morale alle possibilità aperte dalla ricerca scientifica. [3]

Il sacerdote Dmitrij Tribushnyj considera l'intelligenza artificiale una tentazione e osserva che l'immersione nel mondo digitale ostacola la vita spirituale. Mette in guardia dai rischi di degradazione spirituale e perdita di umanità dovuti all'eccessiva dipendenza dalle tecnologie. [4]

L'anziano Emilianos di Simonopetra sul Monte Athos avvertì che le tecnologie dell'informazione privano una persona della pace dell'anima, dell'autocontrollo e della capacità di contemplazione, trasformandola in uno "schiavo delle immagini e delle informazioni". [5]

Il sacerdote David Bobrov sottolinea:

Se una persona inizia a preferire la comunicazione con una macchina a quella con una persona in carne e ossa, sostituisce la preghiera con conversazioni con un bot o affida all'intelligenza artificiale la risoluzione di questioni spirituali, questo è già un problema. Non un problema tecnico, ma spirituale. [6]

2. Approccio pragmatico con particolare attenzione all'etica

I rappresentanti di questa corrente riconoscono il potenziale dell'intelligenza artificiale, ma insistono su rigidi quadri etici per la sua applicazione.

Il metropolita Kliment di Kaluga e Borovsk sottolinea la necessità di un atteggiamento ragionevole e cauto nei confronti dell'intelligenza artificiale. Osserva che è categoricamente inaccettabile dichiarare l'intelligenza artificiale un soggetto morale o una personalità, e auspica lo sviluppo di una terminologia unificata per comprendere gli aspetti etici delle tecnologie. [7]

Il presidente della Commissione patriarcale per le questioni familiari, la tutela della maternità e dell'infanzia, il sacerdote Fjodor Lukjanov, ha proposto una serie di misure per regolamentare l'intelligenza artificiale:

  • divieto legislativo di trasferire l'immagine umana alle macchine;

  • etichettatura dei contenuti creati dalle reti neurali;

  • protezione dei minori dall'accesso precoce all'intelligenza artificiale. [8]

3. Ottimismo moderato con riserve

I sostenitori di questo approccio considerano l'intelligenza artificiale uno strumento neutrale, la cui utilità o pericolosità è determinata dagli obiettivi del suo utilizzo.

L'arciprete Dmitrij Smirnov ha paragonato l'intelligenza artificiale a un coltello: lo strumento può essere usato per il bene (per esempio, per elaborare informazioni) o per il male (manipolazione della coscienza). Ha sottolineato l'importanza dello scopo per cui si utilizzano le tecnologie. [9]

Il presidente del Dipartimento sinodale per i rapporti tra la Chiesa, la società e i media, Vladimir Legojda, ritiene che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale non sia un problema globale per la Chiesa, ma un caso particolare per la filosofia cristiana della tecnologia: uno strumento è neutrale dal punto di vista dei valori. Se viene usato per il bene, è un bene; l'abuso di qualsiasi strumento è un male. [10]

Il rettore della chiesa dei aanti Apostoli Pietro e Paolo a Hong Kong, padre Dionisij Pozdnjaev, considera anch'egli l'intelligenza artificiale uno strumento eticamente neutro. Tutto dipende da chi e per quale scopo viene utilizzata. L'intelligenza artificiale non crea nuovi significati, ma si limita a formattare le idee che vi vengono caricate. [11]

4. Ricerca e dialogo

Alcuni rappresentanti della Chiesa si concentrano sullo studio del problema e sulla ricerca di risposte cristiane alle sfide dell'epoca.

L'arciprete Aleksandr Abramov (segretario della Commissione sinodale di bioetica) osserva che le opere tradizionali dei santi Padri non contengono indicazioni dirette sulle tecnologie, il che complica l'applicazione dei loro insegnamenti alle questioni relative all'intelligenza artificiale. La Chiesa sta attivamente studiando questo argomento, basandosi sulle idee della filosofia russa della tecnologia dei primi del Novecento, e si impegna a sviluppare risposte cristiane adeguate alle sfide contemporanee. [12]

Principali sfide etiche

Il pensiero ortodosso individua una serie di "linee rosse" nello sviluppo dell’intelligenza artificiale:

1. Tentativo di imitare la spiritualità

La creazione di "sacerdoti digitali", chatbot per la "confessione" o le pratiche di preghiera, rappresenta un pericoloso sostituto della pastorale vivente. Come scrisse sant'Ignazio Brjanchaninov:

Chiunque cerca la sapienza fuori da Cristo rinnega Cristo, rigetta la sapienza e acquisisce una ragione illusoria, che è il possesso degli spiriti decaduti. [13]

2. Minaccia all'autonomia personale

I sistemi di previsione del comportamento, le "valutazioni sociali", la manipolazione della coscienza attraverso contenuti personalizzati contraddicono la concezione cristiana della libertà. La Bibbia ci ricorda:

C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma alla fine conduce alla morte (Pr 14:12).

3. Disumanizzazione del lavoro

La sostituzione di massa delle persone con algoritmi può portare alla perdita del significato dell'attività, che nel cristianesimo è considerata una forma di servizio. San Gregorio il Teologo osservava:

"Il Verbo Creatore, pur avendo istituito vari mestieri e arti attraverso diversi inventori, li ha tuttavia messi tutti a disposizione di chiunque lo desideri, per unirci con vincoli di fraternità e filantropia e rendere la nostra vita più civile". [14]

4. Applicazioni militari dell'intelligenza artificiale

I sistemi d'arma autonomi che prendono decisioni di vita o di morte senza la partecipazione umana violano il principio della responsabilità morale.

5. Sostituzione delle relazioni umane

Come avverte il patriarca Kirill, se il legame tra gli uomini si spezza, la società si degrada o addirittura scompare... Che cosa diventerà il mondo in cui vivranno persone che hanno perso la capacità di comunicare tra loro, e quindi la capacità di amare, perdonare e provare compassione? [15]

Linee guida cristiane nell'era dell'intelligenza artificiale

Nell'attuale contesto di rapido sviluppo tecnologico, è fondamentale per un cristiano ortodosso affidarsi a principi spirituali immutabili. Questi contribuiscono a preservare la dignità umana e i valori morali nel mondo digitale.

1. Priorità della personalità e della moralità

Le tecnologie devono essere al servizio dell'uomo, non sostituirlo. Come si legge nelle Scritture, Dio creò l'uomo affinché avesse dominio sul creato (Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che si muove sulla terra" – Gen 1:28), anziché diventarne schiavo. Ogni tecnologia è soggetta a valutazione morale: distrugge la dignità umana, sostituisce i rapporti viventi o viola la libertà della persona?

2. Responsabilità per le conseguenze

Gli sviluppatori, gli utenti e gli enti regolatori dell'intelligenza artificiale hanno una responsabilità personale per l'impatto che le tecnologie hanno sulla società. L'apostolo Paolo ci ricorda: " Così ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso" (Rm 14:12). Il principio evangelico " Tutto quello che volete che gli uomini facciano a voi, fatelo anche voi a loro; questa infatti è la legge e i profeti" (Mt 7:12) è applicabile anche all'ambiente digitale.

3. Preservazione della comunicazione umana e della dimensione spirituale

La conversazione viva, la compassione, la preghiera, la partecipazione ai sacramenti e la comunione nella comunità ecclesiale non possono essere delegate alle macchine. La promessa di Cristo: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro" (Mt 18:20) si applica esclusivamente alla comunicazione viva. Le tecnologie non hanno alcun potere su ciò che costituisce l'essenza della vita spirituale.

4. Uso consapevole e pensiero critico

È importante non soccombere alla dipendenza digitale, preservando la capacità di disconnettersi dal flusso di informazioni, per rimanere in contatto con se stessi, con i propri cari e con Dio. È necessario sviluppare la capacità di distinguere l'autentico dall'imitazione, il vivo dall'artificiale, la verità dalla manipolazione. Come esorta la Scrittura: Carissimi, non credete a ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti per vedere se vengono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti nel mondo. (1 Gv 4:1)

5. Protezione delle persone vulnerabili

Occorre prestare particolare attenzione alla protezione dei bambini, degli anziani e di coloro che sono soggetti a manipolazione. La Chiesa insiste sulla necessità di barriere legislative ed etiche per proteggere l'uomo dallo sfruttamento tramite l'intelligenza artificiale.

6. Dialogo anziché isolamento

La Chiesa non invita alla fuga dalle tecnologie, bensì alla partecipazione attiva alla loro comprensione. Ciò richiede la collaborazione di teologi, scienziati, ingegneri e legislatori per creare norme etiche conformi ai valori cristiani.

7. Sobrietà escatologica

Non c'è bisogno di vedere nell'intelligenza artificiale né una "soluzione miracolosa" a tutti i problemi, né un "segno della fine dei tempi". La cosa principale rimane immutata: l'amore per Dio e per il prossimo, la ricerca della santità e il servizio al prossimo nel tempo in cui viviamo. Come è scritto: la carità non viene mai meno (1 Cor 13:8).

Note

[1] Fondamenti della concezione sociale della Chiesa ortodossa russa

[2] Feoktist (Igumnov), vescovo. Moralità per un robot: una visione evangelica dei problemi etici delle innovazioni tecnologiche

[3] Dal discorso del patriarca Kirill alla sessione del Consiglio Supremo della Chiesa, 25 giugno 2025

[4] Dudnik, Ekaterina. I robot fanno il lavoro, non gli uomini!

[5] Pericoli spirituali dell'intelligenza artificiale

[6] Un prete spiega se l'intelligenza artificiale può sostituire l'andare in chiesa

[7] L'intelligenza artificiale è un algoritmo e una tecnologia, niente di più

[8] Sacerdote Svjatoslav Shevchenko. Una realtà diversa: come le reti neurali influenzano i cristiani ortodossi

[9] Ortodossia e intelligenza artificiale: al crocevia tra tecnologia e fede

[10] Dal discorso di Vladimir Legojda al Forum economico internazionale di San Pietroburgo 2025

[11] Né immagine né somiglianza: la Chiesa ortodossa russa vuole "deumanizzare" l'intelligenza artificiale

[12] Teologi sull'intelligenza artificiale: serve un approccio cristiano

[13] Dal capitolo 57 delle "Esperienze ascetiche" di Sant'Ignazio (Brianchaninov).

[14] Творения. Т. 1. С. 98, M., 2007.

[15] Dal discorso del patriarca Kirill alla sessione del Consiglio Supremo della Chiesa, 25 giugno 2025.