→ Il Blog del Parroco
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30/07/2014
Un consigliere di Putin parla dell'Ucraina
Sergej Glaz'ev (nella foto) è uno dei principali consiglieri economici del presidente russo Vladimir Putin. In un'intervista del 21 luglio con Alena Berezovskaja della rivista Rusinform, Glaz'ev discute la posizione della Russia nella geopolitica mondiale, nella geoeconomia, la crisi in corso in Ucraina e lo stato della nascente Novorossija. Presentiamo il testo originale russo dell'intervista e la nostra traduzione italiana (con alcuni riferimenti ad articoli di approfondimento rilevanti dal blog The Soul of the East di Mark Hackard) nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
29/07/2014
Che cosa ci impedisce di diventare santi
Il monastero della santa Trinità e di sant’Antonio di Sija, che citiamo tra le nostre fonti russe on-line in lingua italiana, ha recentemente pubblicato la traduzione italiana di un interessante discorso sul monachesimo dello schi-archimadrita Ioachim (Parr), anch’egli citato in uno dei nostri collegamenti in un video di conversazione con l'arciprete Dimitri Smirnov a Mosca. Abbiamo messo a posto alcune imperfezioni grammaticali nella traduzione, e presentiamo il testo del discorso di padre Ioachim nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti. in questo testo, oltre a consigli di vita spirituale per i monaci e per tutti i cristiani, padre Ioachim racconta la straordinaria storia di un vescovo divenuto novizio al Monte Athos.
Il sito della diocesi di Gorlovka e Slavjansk riporta la notizia della consacrazione della chiesa di Nostra Signora di Kazan, di cui riportiamo i dati e una galleria fotografica nella sezione "Figure dell'Ortodossia contemporanea" dei documenti. Invitiamo a osservare questa galleria di immagini (scattate dal diacono Mikhail Andreev), che oltre a offrire un ottimo resoconto di come si consacra una chiesa, mostra il vero carattere della popolazione ortodossa del Donbass. Al termine della funzione di consacrazione, avvenuta con il rumore di sottofondo delle esplosioni, il primo celebrante, il metropolita Ilarion di Donetsk e Mariupol, ha sottolineato quanto sia alto il prezzo della pace per cui si prega in tutte le funzioni della Chiesa.
27/07/2014
Il Donbass potrà perdonare Kiev?
Stiamo assistendo sui grandi portali della Chiesa russa all’inizio di un flusso un po’ più regolare di notizie e di opinioni a favore della Novorossija. Per il momento il flusso è ancora contenuto, e questo fa pensare che la Chiesa si stia ancora dando da fare per quanto possibile per azioni di pacificazione. Ma le speranze di soluzione pacifica sono sempre più ridotte, e la grande ondata di indignazione per le atrocità commesse dal regime ucraino è tutt’altro che sopita. Nel testo tratto dal portale Pravoslavie.ru, che riportiamo in traduzione italiana nella sezione “Geopolitica ortodossa dei documenti”, è data la parola a Vasilj Anisimov, portavoce della Chiesa ortodossa ucraina, che sembra avere perso le speranze di una riconciliazione tra il Donbass e Kiev.
Mosca, 25 giugno, ITAR-TASS Il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa, nella sessione di venerdì, ha deciso di ripristinare la celebrazione del giorno della sobrietà, che si osservava prima della rivoluzione. Ogni anno, il 29 agosto/11 settembre, il clero consacrerà una predica a questo argomento, "celebrando un Moleben per chi è afflitto dal vizio dell'alcolismo". Il Sinodo ha inoltre raccomandato che "per quanto possibile, in collaborazione con organizzazioni governative e comunitarie, si producano pubblicazioni e si svolgano attività volte a incoraggiare uno stile di vita sobrio." Alla riunione del Sinodo è stato approvato il testo delle "Concezioni della Chiesa ortodossa russa per il rafforzamento della la sobrietà e la prevenzione dell'alcolismo." È stata anche progettata una preghiera speciale "per chi soffre dei malanni dell'alcolismo e della tossicodipendenza". La proposta della riattivazione del giorno ecclesiale della sobrietà è del metropolita Juvenalij di Krutitsy e Kolomna. Il Giorno della Sobrietà La prima di queste commemorazioni è stata istituita dal Santo Sinodo direttivo nel 1913. Il 29 agosto/11 settembre la Chiesa celebra il giorno della decapitazione di Giovanni il Battista - uno dei giorni di digiuno più severi dell'anno. Il giorno è associato alla morte del grande profeta: dopo una festa caratterizzata dall'ubriachezza, Erode ordinò di tagliare la testa di Giovanni il Battista su richiesta della sua amante e della figlia. Dal blog Mystagogy, 14 luglio 2014
Nel ventesimo anniversario del suo decesso, avvenuto il 12 luglio 1994, 120.000 pellegrini si sono radunati a pregare presso la tomba dell’anziano Paisios a Souroti, dove molti hanno atteso in coda per circa quattro ore. Alla sera dell’11 luglio è iniziata una Veglia di tutta la notte al monastero di san Giovanni il Teologo a Souroti, dove è sepolto l’anziano, con una’ampia folla di fedeli, soprattutto giovani. Secondo i rapporti della polizia, 50.000 fedeli hanno partecipato alla Veglia, mentre 120.000 fedeli hanno visitato la tomba dell’anziano il 12 luglio.
26/07/2014
Libro di funzioni ortodosse in italiano
La pagina Facebook della nostra parrocchia fa un collegamento a una presentazione del primo volume del Libro del Celebrante, la prima delle tre parti di uno sforzo di traduzione in italiano dello Sluzhebnik slavonico. Complimenti a Valerio (Teodoro) Polidori per lo sforzo redazionale, e per aver trovato una casa editrice di tutto rispetto come le Dehoniane. Studieremo il nuovo volume con molta attenzione. Troviamo invece clamoroso l'autogol della presentazione dell'opera come "il primo messale del Patriarcato di Mosca in italiano". Siamo abituati a veder aprire chiese ortodosse greche o romene nella diaspora, e a sentirle propagandare come "la prima chiesa ortodossa aperta sul luogo negli ultimi secoli", proprio nei posti in cui cinquant'anni prima erano attive parrocchie di ortodossi russi; questo però si può giustificare con la mancanza di comunicazioni tra diverse giurisdizioni. È invece un po' più demenziale la dimenticanza (o il deliberato insabbiamento) di un'opera simile benedetta dal proprio stesso patriarcato ventiquattro anni prima. Nel 1990 (anno sufficientemente lontano da permettere una ricerca bibliografica, ma non troppo lontano da perdersi nella notte dei tempi) usciva un'opera che conteneva le traduzioni italiane di tutti i testi liturgici contenuti nel presente volume, e di altre officiature, che era stata, per citare testualmente, "Rivista ed approvata dalla Commissione Liturgica del Decanato d'Italia della Chiesa Ortodossa Russa (Patriarcato di Mosca)". Proprio per sfatare i dubbi relativi a un ente locale auto-referenziale, la stessa fonte sottolinea che il libro è "Edito con la Benedizione delle competenti Autorità Ecclesiastiche". E per essere precisi, in quel tempo, la più diretta "competente autorità" non era altri che il recentemente defunto metropolita Vladimir (Sabodan) di Kiev e di tutta l'Ucraina. Ignorare queste cose involontariamente è un pessimo segno di mancanza di ricerca e di professionalità; ignorarle volontariamente è sfacciata partigianeria di se stessi. Iniziamo male... ma speriamo che il testo offra qualche spunto positivo.
Una delle peggiori espressioni del moderno indifferentismo è l’accettazione di qualsiasi deformazione di dottrina e pratica religiosa con la giustificazione che “tanto Dio è uno”, o che tutti serviamo lo stesso Dio. Tali espressioni rivelano un abisso di ignoranza, e ci spingono a cercare per lo meno di capire la nostra identità di credenti, e se possibile a cercare di capire come anche gli altri vedono Dio. Lo ieromonaco Iov (Gumerov) del monastero Sretenskij di Mosca ci presenta un’ampia e accurata analisi dei differenti monoteismi nel cristianesimo, nel giudaismo e nell’islam, che presentiamo nella sezione “Confronti” dei documenti.
Un articolo di Tempi avvisa che nella chiesa ortodossa di san Porfirio a Gaza (di cui abbiamo parlato in un articolo del nostro sito) l’arcivescovo locale ha dato ospitalità a un migliaio di musulmani in fuga dai bombardamenti israeliani. Per chi sa qualcosa di ciò che avviene dietro le quinte dei silenzi mediatici, la frase dell’articolo, "Dio benedica i cristiani. Solo loro fanno qualcosa per noi", anche se indubbiamente toccante, non è del tutto corrispondente al vero: di loro si stanno attivamente occupando molti sciiti, nonostante il fatto che tutti i musulmani di Gaza sono sunniti. Il silenzio dei potentati sunniti (l’Arabia Saudita, il Qatar...) sotto pesante influsso americano, di fronte all’attivismo degli aiuti dall’Iran, libero da questo influsso, dovrebbe far riflettere.
Il portale Pravoslavie.ru riporta un articolo di Michael Averko dal sito Global Research sull’importante parallelo tra Russia e Serbia nel panorama geopolitico mondiale: due nazioni ortodosse, entrambe con una minoranza cattolica in una regione limitrofa (alla base di stati indipendenti filo-nazisti), ed entrambe accusate negli ultimi anni di efferatezze, mentre un’opinione pubblica occidentale totalmente manipolata è portata a dimenticare del tutto le efferatezze ben peggiori compiute dalle loro schegge dissidenti. Riportiamo l’articolo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
da Pravmir, 21 luglio 2014 Sergiev Posad, 21 luglio, Interfax – Il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus' ha esortato la comunità globale a non percepire la Russia come un aggressore. "Che Dio conceda a coloro che non capiscono la Russia di capirla oggi. Che Dio conceda a tutti di realizzare che la Russia non rappresenta una minaccia militare né alcun altro pericolo per la gente. Troveremo la salvezza nell'unità e nell'amore – noi rivolgiamo questo appello di san Sergio a tutto il mondo russo e non solo, all'intero genere umano. E che Dio conceda alla nostra patria di rimanere grado di attuare quest'eredità del grande santo della terra russa", ha detto il patriarca Kirill a Sergiev Posad in occasione di un concerto, dedicato al 700° anniversario della nascita di san Sergio di Radonezh. La Rus' storica "è la cosa più importante che dobbiamo conservare e consegnare alle prossime generazioni", ha detto il patriarca. "E dovremmo essere di una sola mente in tutto questo e custodire la nostra unità – l'unità spirituale e l'unità umana. L'amore si trova là dove finisce la dissidenza ", ha detto. "Con la misericordia di Dio supereremo tutte le liti intestine e tutti i disagi nello spazio della Rus' storica", ha detto il patriarca Kirill. Il patriarca ha ringraziato il presidente russo Vladimir Putin, che ha partecipato al concerto, per aver riflesso "il consenso che esiste nella nostra società di oggi." "È essenziale che un leader di stato sia in grado di formare i pensieri e le idee che uniscono il popolo", ha detto il patriarca Kirill. da Pravoslavie.ru: Oslo, 22 luglio 2014
Il 16 luglio 2014 i lavori per la costruzione di una cappella ortodossa in onore del santo re Olaf di Norvegia (c. 995-1030, festa: 29 luglio / 11 agosto) a Stiklestad (100 km da Trondheim) hanno avuto inizio con la posa di la fondazione, come riporta il sito web del Dipartimento delle relazioni estere. La cappella è stata costruita sul luogo del martirio, nel 1030, del "re eterno" e santo patrono della Norvegia. La prima pietra e un appezzamento di terreno nel territorio del Centro Culturale Nazionale di Stiklestad sono stati benedetti dall'arcivescovo Mark di Egor'evsk, capo dell'amministrazione per le istituzioni estere del Patriarcato di Mosca, il 28 luglio 2013 - in occasione della festa del Battesimo della Rus' e il giorno della vigilia della festa del santo re Olaf il sofferente della Passione. Nel 2003 la chiesa principale era consacrata a Folldal dall'allora vescovo Ilarion (Alfeyev) - ora metropolita di Volokolamsk e capo del Dipartimento delle relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca.
I lavori per la costruzione della cappella saranno completati entro la fine di agosto di quest'anno - l'anno giubilare in cui si celebra il 1000° anniversario del battesimo del santo re Olaf a Rouen (Francia). In relazione a questa data memoriale, una Divina Liturgia e un servizio di intercessione (Moleben) saranno celebrati il 16 ottobre presso la cappella ortodossa di Stiklestad da parte di un'assemblea del clero ortodosso.
In occasione dell'anno degli scambi culturali russo-britannici, il canale televisivo russo "Kultura" ha messo in onda il 18 giugno 2014 un documentario sulla situazione dell'Ortodossia nel Regno Unito, con un autore d'eccezione, il metropolita Ilarion (Alfeev) di Volokolamsk.
Possiamo vedere il documentario nella sezione "Pastorale" dei documenti.
Il primo Concilio della Chiesa, descritto nel capitolo 15 degli Atti degli Apostoli, pur accogliendo come rivelazione divina il comandamento di non considerare alcun cibo come impuro, nondimeno chiede ai cristiani di ogni provenienza, sia dal giudaismo che dal paganesimo, di continuare ad astenersi dal sangue (anche quello presente in corpi di animali non dissanguati) come alimento. Padre John Whiteford, in un articolo del suo blog che riportiamo nella sezione “Domande e risposte” dei documenti, fa notare come la proibizione del consumo di sangue non è solo contenuta nel libro degli Atti degli Apostoli, ma si snoda lungo tutto il percorso dei canoni e delle interpretazioni canoniche della Chiesa. Il rispetto di questa norma, che non è più osservata nella Chiesa cattolica, rimane tuttora un’evidente differenza tra Ortodossia e Cattolicesimo romano.
Il 16 luglio, le celebrazioni per i 700 anni dalla nascita di san Sergio di Radonezh (il patrono della Russia), sono state aperte da una processione di migliaia di fedeli guidata dal patriarca Kirill, dal monastero di Khotkovo (un sobborgo di Mosca, dove sono conservate le reliquie dei santi Cirillo e Maria, genitori di san Sergio) al campo dell'Annunciazione a Sergiev Posad. La processione di 17 chilometri, nelle parole del patriarca, è stata un'occasione di preghiera continua e di sforzo ascetico (podvig), e ha idealmente riunito tutta la Rus' sofferente alla supplica elevata a Dio dai suoi intercessori celesti.
Che molte guerre siano combattute per biechi interessi economici, questo lo ammettono più o meno tutti; gli eventi dell’Irak da vent’anni a questa parte ne sono una continua conferma. Ma pochi hanno capito i pesanti risvolti economici dell’attuale disastro in Ucraina, che se volessimo riassumere in una singola parola, potremmo definire con il termine “gasdotti”. Forse ancor meno persone sanno che la stessa tecnica per creare una guerra inutile e devastante è stata seguita in Afghanistan, e anche qui per la prosaica ragione dell’assicurarsi il corridoio del gasdotto che dal Turkmenistan porta all’India. Questo significa che anche l’Ucraina è destinata a diventare un deserto spartito da signori della guerra, come Afghanistan e Somalia? Che cosa si può fare per scongiurare questo pericolo nel cuore dell’antica Rus’? Scopriamolo nell’articolo di Mike Whitney, che abbiamo tradotto in italiano nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
Dopo l’annuncio che abbiamo postato ieri, sull’invito a giovani ortodossi a fare opera di missione nelle Filippine, ci sembra cosa assai appropriata sentire che cosa ha da dire uno dei principali protagonisti della missione ortodossa nel Sud-Est asiatico, il metropolita Hilarion (Kapral), primo ierarca della ROCOR. L’intervista di Tatiana Veselkina, che riportiamo nella sezione “Pastorale” dei documenti, è ormai datata (risale alla primavera del 2013, ma offre una marea di spunti interessanti per capire sia le difficoltà obiettive sia le vere potenzialità dell’opera missionaria ortodossa.
Bangkok: la rappresentanza della Chiesa ortodossa russa a Taiwan sta reclutando giovani che desiderano portare l'annuncio di Cristo nelle Filippine. Il servizio stampa della rappresentanza ha dichiarato: 'Il Signore ha ora creato condizioni estremamente favorevoli per una tale testimonianza nelle Filippine, dove migliaia di persone desiderano unirsi alla Chiesa ortodossa'. 'I giovani di entrambi i sessi che vogliono fare opera missionaria nelle Filippine devono essere pronti a servire la Chiesa con zelo e abnegazione, devono avere una fede profonda, essere fedeli alle tradizioni della Chiesa ortodossa russa ed essere in possesso di elevate qualità morali'. 'Il missionario deve essere pronto a passare due mesi o più sul posto. La conoscenza della lingua inglese e l'esperienza nel lavoro missionario sono gradite, ma non sono essenziali. È fondamentale avere la raccomandazione del vostro confessore, parroco o vescovo diocesano'. Se volete vedere un esempio di un viaggio missionario nelle Filippine, con la collaborazione delle Chiese russa e antiochena, guardate questa pagina
20/07/2014
La madre di un soldato
Il blog Slavyangrad riporta la trascrizione di un video di YouTube con una testimonianza di una madre di un coscritto durante una protesta, avvenuta un mese or sono, presso il villaggio di Mahala in Bucovina. Riportiamo la trascrizione italiana del video nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti. La testimonianza è già di per sé dolorosa, per me è particolarmente straziante: 14 anni fa, proprio in questi giorni estivi, io sono stato a Mahala, ho conosciuto il clero e i parrocchiani, ho parlato con i lavoratori, con le donne che sognavano di venire in Italia a fare le badanti... vedere la loro angoscia di oggi mi spezza il cuore. Mahala è un borgo romeno, o se si vuole, moldavo (il suo nome significa “sobborgo” in lingua romena): nella Bucovina pulita di vladyka Onufrij, non ci si formalizzava sull’etichetta etnica, come afferma la nonna in quest’intervista. Oggi, semplicemente definire la propria identità, in quest’Ucraina “integrata nei valori della civiltà europea”, è una dichiarazione dal valore politico, e l’identità sbagliata può metterti seriamente nei guai. La politica del solve et coagula non si limita a frammentare le identità esistenti, ma vuole costruire nuove identità dal conflitto. Come espresso in modo semplice ma efficace dalla nonna di Mahala, non sappiamo se essere più inquieti per la distruzione dell’Ucraina oggi in corso, oppure per la realizzazione della “nuova Ucraina” che stanno cercando di imporre a un popolo in maggioranza riluttante.
20/07/2014
Un momento decisivo nella storia
Riflettendo su alcune visioni profetiche del pensatore monarchico russo Ivan Il'in (nell'immagine), padre Andrew Phillips nota come ancora una volta l'Occidente invade la Rus' senza capire il suo popolo e il suo orientamento cristiano. Vedendo come le profezie prendono corpo sotto i nostri stessi occhi, padre Andrew ci esorta a non dimenticare che l'Ortodossia non è solo un dono, ma anche una croce, e che il tempo che ci è dato è uno spazio di pentimento da non sprecare. Riportiamo il saggio di padre Andrew nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti. |