La parrocchia ha la cura pastorale dei cristiani ortodossi del Patriarcato di Mosca nella città di Torino e in Piemonte / Valle d'Aosta

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02/10/2014

"La causa della catastrofe greca non è stato un cataclisma naturale, ma un piano deliberato del governo mondiale"

"La causa della catastrofe greca non è stato un cataclisma naturale, ma un piano deliberato del governo mondiale"

Russkaja Narodnaja Linija, 24/09/2014

Il metropolita Seraphim del Pireo ha partecipato a un concerto di beneficenza dedicato alla raccolta di fondi per i greci bisognosi...

Giorni fa in Grecia, un concerto di beneficenza è stato organizzato dalla metropolia del Pireo della Chiesa ortodossa greca. L'evento ha radunato un gran numero di persone. Sono stati raccolti fondi considerevoli, che andranno ad aiutare le vittime della crisi finanziaria, secondo Pravoslavie.ru.

Alla manifestazione ha partecipato il metropolita Seraphim del Pireo: "Viviamo in un momento tragico per il nostro paese. La causa della catastrofe non è stato un cataclisma naturale, ma l'avidità e un piano deliberato del governo mondiale. Ma la Grecia ha attraversato prove molto più dure e le ha vinte sempre con la fede in Cristo e gli ideali immortali della nostra nazione. La Chiesa ortodossa è sempre stata l'arca di salvezza per i greci".

Parlando dei compiti di carità della Chiesa, il vescovo Seraphim ha detto:

"La Chiesa non è un ministero di protezione sociale, il suo scopo e finalità è il regno dei cieli, e in questo ci spinge a superare noi stessi. In condizioni moderne, quando lo stato è impotente e il suo spazio si svuota, l'attuazione dei suoi compiti è assunta dalla Chiesa. Abbiamo poche possibilità, ma con amore sconfinato e fiducia nel Signore compiamo il nostro ministero. Se necessario, siamo pronti a vendere anche i lampadari e le lampade delle nostre chiese per aiutare chi è nel bisogno".

02/10/2014

L’ignoranza occidentale delle atrocità ucraine è un oltraggio

L’ignoranza occidentale delle atrocità ucraine è un oltraggio

In questi giorni stanno diffondendosi le notizie di scoperte di fosse comuni nei luoghi del Donbass abbandonati dai “liberatori” dell’esercito ucraino. Chi, come noi, ricorda le tempeste mediatiche intorno alle fosse comuni (vere o false) in Bosnia e in Kosovo, rimarrà assordato dal silenzio dei nostri media su questi ultimi ritrovamenti.

In una delle sue prime collaborazioni con il sito Russia Insider, Saker analizza questa ennesima riprova di doppi standard dell’Occidente, in un breve ma efficace articolo che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.

01/10/2014

Forgiati nella guerra

Forgiati nella guerra

Nel blog The Soul of the East, Mark Hackard riporta un brano dello scrittore Ivan Solonevich (1891-1953), esponente dei russi bianchi e critico del liberalismo. Presentiamo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti la traduzione italiana di questo brano, che analizza le attitudini speculari verso la guerra dei regimi autoritari (sia per scelta, come la monarchia, sia per costrizione, come le dittature) e dei regimi liberali, che finiscono per trasformare la guerra in opportunità di sfruttamento mercenario, per la loro incapacità di coinvolgere il proprio popolo in una vera causa patriottica. Il brano ci offre molti spunti per valutare l’evoluzione delle guerre contemporanee.

01/10/2014

Un confessore dell'Ortodossia: l'arciprete Mikhail Shuvar (1958-2009)

Un confessore dell'Ortodossia: l'arciprete Mikhail Shuvar (1958-2009)

Cinque anni fa, il 26 settembre 2009, è morto a Pescara uno dei parroci del Patriarcato di Mosca, padre Mikhail Shuvar, che era stato assegnato all’Italia dalla diocesi di Ivano-Frankovsk agli inizi del 2007. Abbiamo incontrato padre Mikhail nel corso della conferenza del nostro clero diocesano a Parigi nel novembre del 2007. La sua insistenza sui problemi dell’uniatismo allora ci sembrava un poco eccessiva: la capivamo come parte del vissuto di padre Mikhail, che veniva da una delle regioni a maggior conflitto tra ortodossi e uniati di tutta l’Ucraina occidentale, ma questo problema non era per noi la maggior preoccupazione pastorale. Eppure, a distanza di anni, la crisi ucraina del 2014 ha dimostrato che avremmo dovuto dare molta più attenzione al grido di allarme che padre Mikhail ha cercato di trasmetterci. Un’altra ragione per ascoltarlo era il suo stato di salute che lo avrebbe portato alla tomba entro un paio d’anni: il suo fisico era debilitato dai pestaggi (con spranghe di ferro divelte dalle cancellate di una chiesa) che aveva subito da parte dei teppisti che avevano occupato per conto degli uniati le chiese ortodosse della sua regione negli anni precedenti. Forse non un martire in senso stretto, ma certamente un confessore della fede, padre Mikhail rimane per noi un esempio luminoso di figura profetica e di coraggioso pastore d’anime dei nostri tempi: presentiamo nella sezione "Testimoni dell’Ortodossia" dei documenti un paio di articoli su di lui in russo e in traduzione italiana, che comprendono un’intervista da lui rilasciata poco prima di morire.

Eterna la sua memoria! Вечная ему память!

30/09/2014

10 miti sulla demografia della Russia

10 miti sulla demografia della Russia

Il blog Da Russophile di Anatolij Karlin, dedicato a sfatare i miti occidentali sulla Russia, ci offre un quadro dei miti sul tracollo demografico della Russia, e le attente confutazioni di tutti queste teorie. Da demografo professionista, Karlin offre strumenti, fonti, ricerche, tabelle, ma soprattutto una generosa dose di osservazioni acute e di buon senso che servono a distruggere uno dei principali miti russofobi, ovvero che la Russia sia un paese morente. Presentiamo le osservazioni di Anatolij Karlin nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti

29/09/2014

La morte dell'Ucraina nelle nostre predizioni e nella cronaca recente

La morte dell'Ucraina nelle nostre predizioni e nella cronaca recente
Esattamente cinque mesi fa, il 29 aprile, chiedevamo sul nostro blog: "chi ha voluto la morte dell'Ucraina?"
In questi giorni, sta facendo il giro della rete un articolo che sembra dare esattamente la risposta alla nostra domanda, ed esattamente nei termini che avevamo ipotizzato:
L'Ucraina non sarà mai più un paese unito. Abituatevi all'idea. 
Con tutte le ipotesi sui negoziati di pace in Ucraina, è essenziale tenere a mente un paio di cose: 
In primo luogo, tutte le chiacchiere occidentali di come i russi stanno tenendo le redini dei negoziati sono semplicemente aria fritta, e non del tipo che potrebbe aiutare gli ucraini a sopportare il freddo pungente di questo inverno. 
In secondo luogo, anche Putin e la sua cerchia si sbagliano se pensano di poter mettere di nuovo insieme Humpty Dumpty, anche se penso che probabilmente già lo sanno, e stanno semplicemente recitando un copione. 
Il fatto evidente è che l'idea di uno stato unitario chiamato Ucraina è completamente morta, e non vi è alcun "protocollo Lazzaro" in attesa dietro le quinte. 
Qualunque sia la forma che assumerà, per quanto a lungo il processo sarà portato avanti, e per quanti sforzi contorti si facciano per rimettere il genio nella bottiglia, la campana ha suonato e semplicemente non si può annullarne il suono. 
Il popolo della Novorossija ha visto i propri fratelli e sorelle assassinati, prima a Odessa, poi a Mariupol, e poi bombardati senza pietà a Lugansk e Donetsk, uccisi senza esitazione o rimorso da un gruppo di teppisti impazziti incitati dall'Occidente. 
Gli Stati Uniti hanno fatto della morte dell'Ucraina una certezza assoluta finanziando, armando e sostenendo fascisti e oligarchi per commettere atrocità sui propri connazionali. La Russia in questo non ha alcuna responsabilità, e anzi ha tentato invano di spiegare all'Occidente che questo avrebbe distrutto l'Ucraina, un paese che capiscono molto meglio di noi. 
Che ci sia un'amnistia, o qualche trattato o comunicato fasullo, è in gran parte irrilevante. Gli abitanti di queste regioni, semplicemente, non saranno più disposti a vivere sotto il controllo di Kiev, mai più. Nessun piano, protocollo o trattato di pace può cambiare questo fatto. 
La forma specifica di come avverrà tutto questo è ancora sfocata; le linee generali non lo sono. 
Sono già state scritte con il sangue.
29/09/2014

La risposta russa a una doppia dichiarazione di guerra

La risposta russa a una doppia dichiarazione di guerra

Le recenti parole di Poroshenko al Congresso americano e di Obama all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite lasciano pochi dubbi che sia in corso una “dichiarazione di guerra non dichiarata” contro la Russia. Quella che stupisce è la risposta apparentemente debole della Russia, che tuttavia ha una ragione abbastanza profonda, e Saker ha i mezzi per cercare di analizzarla e spiegarla ai suoi lettori. Riportiamo l’analisi di Saker nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.

28/09/2014

La minaccia della guerra e la risposta russa

La minaccia della guerra e la risposta russa

Presentiamo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti una complessa analisi di Sergej Glaz'ev (nella foto), di cui abbiamo già ospitato alcune interviste e video sul nostro sito. Oltre a offrirci il quadro più ampio possibile (e come tale, pieno di numerose incognite) della complessa arte della gestione dello stato più esteso del mondo, Glaz'ev non fa altro che ribadire come lo scontro di civiltà nel mondo è dovuto alla resistenza ai piani di egemonia mondiale, piani che oggi vedono nella Russia il principale ostacolo. Non sarà inopportuno avere questi panorami più ampi nel nostro personale orizzonte mentale, quando sarà chiesto anche a noi dove vogliamo schierarci nel conflitto che si sta preparando nel mondo.

27/09/2014

La Russia che gli americani hanno perso

La Russia che gli americani hanno perso

Una delle più grandi perdite subite dall’America con la politica che ha portato alla crisi ucraina è più importante del reddito influenzato da qualsiasi sanzione. Si tratta della perdita (irreparabile) della fiducia che un’intera generazione di russi post-sovietici ha dato generosamente e senza condizioni all’Occidente, per vedersi poi tradita. Dmitrij Sokolov-Mitrich, che fa parte di questa generazione, ricorda l’apertura dei russi all’America e il tradimento di tale apertura, in un articolo che presentiamo nell’originale russo e in traduzione italiana nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.

27/09/2014

L'informazione sull'Ucraina messa in satira in Germania

L'informazione sull'Ucraina messa in satira in Germania

Il programma televisivo tedesco die Anstalt ("il manicomio") prende in giro la stampa occidentale e la sua presunta informazione libera e imparziale in una geniale satira dal titolo "La guerra dell'informazione per l'Ucraina". Presentiamo nella sezione "Umorismo" dei documenti il video con la trascrizione italiana dello spettacolo di satira.

26/09/2014

Mikhail Khazin: ci può essere pace in Ucraina?

Mikhail Khazin: ci può essere pace in Ucraina?

Il blog di Saker ha segnalato un analisi dell’economista e giornalista Mikhail Khazin (nella foto) ex membro dello staff presidenziale russo e indubbio sostenitore di quella che Saker definisce la posizione della “sovranità eurasiatica”. Partendo dalle sue basi di economista, Khazin rileva come la chiave della prosperità ucraina è del tutto legata a quella dell’Unione Eurasiatica, mentre un’integrazione a occidente distruggerebbe automaticamente il paese. Ma un simile ri-orientamento non è più possibile senza alti costi... scopriamo quali nell'analisi di Mikhail Khazin, che presentiamo nell'originale russo e in traduzione italiana nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.

25/09/2014

Perché l'élite occidentale vuole distruggere la Russia?

Perché l'élite occidentale vuole distruggere la Russia?

Padre Andrew Phillips cerca di osservare a fondo i motivi spirituali della russofobia (un’attitudine che, nelle sue cause spirituali, non può lasciare indifferenti i cristiani ortodossi), in un breve saggio che riportiamo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.

24/09/2014

Perché l'Ucraina non riprenderà mai la Crimea

Perché l'Ucraina non riprenderà mai la Crimea

Nella sua prima collaborazione con il portale Russia Insider, Saker, che oggi è notato da sempre più canali giornalistici come fonte seria e attendibile, ci spiega a suo giudizio di analista militare perché la riconquista ucraina della Crimea, millantata dal ministro della difesa della giunta, è semplicemente impossibile. Presentiamo i dati di Saker nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.

24/09/2014

Sito della memoria degli uccisi in Ucraina

 
Per non dimenticare tutti quelli che hanno perso la vita nel conflitto del 2014 in Ucraina, è apparso il sito della memoria che commemora i loro nomi (tutti noti al Signore, ma non devono sparire anche dal nostro ricordo). Per ora, vi hanno un posto prominente i giornalisti che hanno dato la vita per far sapere a tutto il mondo ciò che stava succedendo in questa terra tanto più martoriata quanto più coperta da assurdi silenzi stampa. Gli italiani riconosceranno il fotografo Andrea Rocchelli, uno dei pochi di cui la stampa italiana ha detto qualcosa, ma non sarà male passare di tanto in tanto a ricordare anche le altre vittime.
Eterna memoria! Вечная память! Veşnica pomenire!
23/09/2014

L'aritmetica del teatro diplomatico

L'aritmetica del teatro diplomatico

È difficile riuscire a comprendere gli effetti di un documento controverso come il Protocollo di Minsk, che dovrebbe riuscire a portare una pace tanto necessaria quanto poco sperata in Ucraina. In una situazione tanto complessa, anche parole abbastanza chiare e inequivocabili come quelle del ministro degli esteri russo Sergej Lavrov (nella foto) sono interpretate nei modi più diversi, anche come un trucco o una copertura. Gleb Bazov, autore del blog Slavyangrad, suggerisce di cercare di analizzare le parole del ministro Lavrov attraverso le regole immutabili (di fatto matematiche) del linguaggio diplomatico. Presentiamo l’analisi di Gleb Bazov nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti. 

22/09/2014

Rapporto sulla situazione ucraina (20 settembre 2014)

Rapporto sulla situazione ucraina (20 settembre 2014)

Partendo dal discorso al Congresso americano di Petro Poroshenko (nella foto), che nonostante gli applausi non ha ottenuto le armi desiderate, Saker inizia una delle sue attente analisi delle forze in gioco attorno alla composizione del conflitto ucraino: chi vuole la pace, chi non la vuole, chi si sente minacciato e perché… Presentiamo l'analisi di Saker nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.

22/09/2014

Precisazioni del Santo Sinodo sui confessori

Precisazioni del Santo Sinodo sui confessori

Lo ieromonaco Petru (Pruteanu) ci ha presentato nel suo blog la traduzione di un importante documento sinodale del 1998 sugli abusi della pratica della confessione, in particolare le imposizioni, da parte dei padri spirituali, di cambiare la propria vita in modo che dovrebbero essere solo il risultato di una scelta libera e personale. Anche se padre Petru insiste in modo particolare su questo documento perché vi si ammette implicitamente la possibilità che tutti gli ortodossi sposati con non credenti o con eterodossi siano ammessi alla comunione (un punto di grande importanza pastorale), la lettura di questo documento offre anche molti altri spunti di riflessione, sia a chi ascolta le confessioni sia a chi va a confessarsi. Presentiamo il documento originale russo, la traduzione romena di padre Petru e la nostra traduzione italiana nella sezione “Pastorale” dei documenti.

21/09/2014

Tradurre la Bibbia in ebraico

Tradurre la Bibbia in ebraico

Israel (Adam) Shamir, di cui abbiamo presentato sul sito alcune analisi e articoli di rara lucidità, ci introduce oggi in un progetto apparentemente strano e marginale, ma dalle conseguenze possibilmente immense: la ricostruzione del testo originale ebraico della Bibbia dei Settanta, che potrà invertire la tendenza attraverso la quale un nazionalismo esclusivista, frutto delle traduzioni del Testo Masoretico anti-cristiano, si è fatto strada tra gli stati cristiani con effetti devastanti.

Presentiamo con piacere le considerazioni di Israel Shamir nella sezione “Confronti” dei documenti, e ci auguriamo che questo articolo possa essere un utile complemento a quelli che già abbiamo tradotto per il nostro sito, a proposito dell’importanza della traduzione dell’Antico Testamento dalla versione (che per la Chiesa ortodossa, è quella divinamente ispirata) della LXX.

20/09/2014

Un tributo alla sovranità della Scozia

Con una percentuale "strana" (curiosamente simile a quella dei votanti per Poroshenko nelle ultime elezioni presidenziali ucraine, anche se in questo caso applicata a tutta la popolazione, e non a una misera minoranza degli aventi diritto al voto) è fallito il referendum per l'indipendenza scozzese. Questo risultato metterà fine a ogni progetto di indipendenza scozzese per almeno una generazione, ma non si tratta della sconfitta più umiliante che il popolo scozzese ha dovuto subire. Da oltre due secoli e mezzo (quando un tentativo di indipendenza ebbe effettivamente un certo successo, ma fallì e fu soffocato nel sangue), gli scozzesi aspettano il ritorno del loro re da oltre il mare, e può ben darsi che il loro re - quello vero - debba manifestarsi solo alla Parusia. Intanto, offriamo il nostro tributo a quest'attesa con le note della canzone The Skye Boat Song:

20/09/2014

L'Ortodossia contro la modernità: la difesa di un patrimonio comune

L'Ortodossia contro la modernità: la difesa di un patrimonio comune

Ci hanno segnalato un interessante articolo di Srđa Trifković (nella foto), un giurista e politologo serbo-americano con cui abbiamo avuto diversi contatti di corrispondenza negli anni passati. Conoscendo la sua competenza e serietà di scrittore ortodosso, abbiamo letto con piacere l’articolo, e ci siamo resi conto con tupore che, anche se vecchio di esattamente 10 anni (l’articolo riporta riferimenti alla “recente” guerra del Kosovo), avrebbe potuto essere scritto quasi interamente in questi giorni! L’articolo di Trifković, che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Confronti” dei documenti, è un appello alla realizzazione dei legami di tradizione cristiana che ancora uniscono i cristiani di diverse confessioni, e che possono ancora costituire una voce molto potente contro la distruzione del mondo cristiano oggi in atto soprattutto in Occidente.

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