→ Il Blog del Parroco
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05/09/2015
Funzione sulla tomba di padre Seraphim Rose
Il 32° anniversario del riposo di padre Seraphim Rose (20 agosto/2 settembre 1982) è stato celebrato con funzioni tenute in inglese, georgiano e serbo presso il monastero di sant'Herman a Platina, e sulla tomba di padre Seraphim. Le funzioni sono state presiedute dal vescovo Saba della Chiesa georgiana in Nord America, e hanno visto la partecipazione della fraternità con a capo l’abate Damascene e di tutti gli amici del monastero. Tra i nostri amici dal Kosovo, ha partecipato l'archimandrita Ilarion del monastero dei santi arcangeli di Draganac. Qui il resoconto su Pravoslavie.ru.
05/09/2015
Intervista di Saker a Peter Koenig
Presentiamo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti la traduzione italiana di una delle ultime interviste di Saker, in cui sentiamo il parere di Peter Koenig, l’economista che abbiamo avuto modo di leggere e apprezzare in tema di America Latina e dei paesi dei BRICS. L’intervista ci offre approfondimenti sul tema delle sanzioni, sui retroscena della millantata crisi economica cinese e sui giochi di potere oggi in corso per non perdere l’egemonia su scala mondiale.
Aidan Hart, l’artista ortodosso inglese di cui abbiamo già apprezzato i saggi sulle mense eucaristiche e sui cibori e tabernacoli, ci porta oggi in un viaggio scrupolosamente dettagliato – e illustrato da splendide fotografie – in un campo poco noto ma importante (anche nei suoi risvolti teologici) del culto ortodosso: l’illuminazione delle chiese. Scopriamo i segreti dell’uso della luce nello spazio liturgico e i dettagli pratici per il suo adattamento ottimale nelle nostre chiese, nel saggio che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti
03/09/2015
A quale Chiesa appartengo?
dal blog del sito Orthodox England, 31 agosto 2015 Il mio patriarca è mordvino. Il mio metropolita è canadese. Il mio arcivescovo è tedesco. Io sono inglese. Il mio diacono è romeno. Sua moglie è lettone. I battesimi di sabato scorso sono stati di un lituano e di un francese. Dopo la Liturgia di domenica ho parlato, in particolare, a sette parrocchiani: un italiano, un norvegese, un turco, un bulgaro, uno slovacco, un ucraino e un cretese. Oggi ho battezzato un moldavo. Chiaramente, appartengo alla Chiesa ortodossa russa.
03/09/2015
Perché l'Ortodossia è la vera fede
Nel quadro accurato di un corso sui fondamenti della fede, il professor Aleksej Osipov traccia le ragioni di una scelta religiosa, le caratteristiche distintive del cristianesimo dalle altre proposte religiose, e le ragioni per cui preferire l’Ortodossia tra le varie alternative cristiane, soprattutto in base alla testimonianza dei suoi santi e asceti. Presentiamo l’articolo di Osipov in traduzione italiana nella sezione “Confronti” dei documenti. Abbiamo avuto notizie molto piacevoli e incoraggianti da parte del padre diacono Ioan Graur, che fino al 2012 ha frequentato la nostra parrocchia a Torino e ora, dopo l’ordinazione da parte del metropolita Vladimir il 23 novembre 2014, compie il suo servizio diaconale a fianco dell’arciprete Vladimir Brinza presso la chiesa di sant’Antonio il grande a Șoldănești.
Queste sono per noi le notizie più belle... quando qualcuno che è cresciuto in mezzo a noi ci ricorda con stima e con amore e si sente incoraggiato da questo ricordo a servire il Signore. La mulți ani frumoși si fericiți!
A tredici anni dalla sua morte, il portale Pravoslavie.ru ricorda la straordinaria figura di padre Zosima (Sokur), un anziano monastico dei nostri tempi che ha saputo lasciarci un esempio luminoso di servizio e di sofferenza, oltre a parole profetiche di un’allarmante attualità per la Chiesa ortodossa russa nel suo insieme e per l’Ortodossia in Ucraina, terra dove padre Zosima visse la maggior parte della sua vita e del suo servizio. Presentiamo nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti la traduzione italiana del saggio biografico, che già nel 2004 padre Andrew Phillips aveva scritto sul sito Orthodox England.
01/09/2015
Padre Andrew Phillips sugli eventi nel mondo
Nell’ultimo dei suoi periodici post di risposte alle domande, padre Andrew Phillips ha il modo di commentare gli eventi finanziari in Cina, la crisi ucraina, il ruolo dei russi bianchi della società contemporanea, la crisi dell’Europa dalle radici all’attuale esodo migratorio e la risposta ortodossa. Presentiamo la traduzione italiana della sessione di domande e risposte nell’omonima sezione dei documenti.
31/08/2015
Gli ortodossi credono nell'espiazione?
In questi anni, grazie soprattutto alle opere di compilazione patristica di Jean-Claude Larchet, si è riaffermata una visione “terapeutica” della Chiesa (il peccato come malattia, i sacramenti e l’ascesi come cura, e così via), in contrapposizione a una visione prettamente giuridica della salvezza. Padre John Whiteford ci fa però notare che non serve a molto liberarsi di un eccesso cadendo nell’eccesso opposto. Trasformare ogni riferimento legale in riferimento terapeutico ci fa trascurare che alla fine della nostra vita non ci aspetta l’esame medico finale, bensì il giudizio finale: quanto di più giuridico si possa immaginare. Perciò, propone di riconsiderare il frasario biblico in materia, a cominciare dal concetto di espiazione. Presentiamo il saggio di padre John in traduzione italiana nella sezione “Domande e risposte” dei documenti.
30/08/2015
Cosa significa essere un ex prete?
Nella grande moltitudine e varietà di storie di preti ortodossi, non bisogna dimenticare quelli che per diverse ragioni non esercitano più il loro sacerdozio ministeriale. Il portale Pravoslavie i mir ci presenta l’intervista a un fedele ucraino, che è stato ordinato molto (troppo!) giovane, e in seguito alla richiesta di divorzio presentata da sua moglie, non si è sentito di continuare il suo sacerdozio in una comunità monastica, e ha chiesto la deposizione allo stato laicale. Presentiamo nella sezione “Pastorale” dei documenti il testo russo e la traduzione italiana di un resoconto che ci aiuta a pensare alla questione dell’impreparazione dovuta alla giovane età.
29/08/2015
Il monaco dal VaticanoPadre Constantin Simon, di cui abbiamo presentato nel giugno 2014 la ricezione nell’Ortodossia e nell’aprile 2015 la tonsura monastica, è stato l’oggetto di una interessante video-intervista, che testimonia i passi del “giovane” monaco nella Chiesa che lo ha accolto. Potete andare alla pagina del video cliccando questo link, oppure sulla fotografia qui sopra. Il video è (per ora) solo in russo, ma tutto il pubblico riuscirà a capire l’accoglienza offerta a padre Constantin da tutti, monaci e bambini, semplici fedeli e parrocchiani, che sentono il batjushka straniero come uno di loro.
Il drago con cui lotta san Giorgio è certamente uno degli aspetti più curiosi delle icone ortodosse, dove introduce un elemento mitologico e leggendario che non è molto in linea con la più autentica iconografia cristiana. Tuttavia, non tutti sanno che l’iconografia di san Giorgio con il drago è piuttosto recente (risale al secolo XI sia nelle icone che nelle fonti letterarie), né che in precedenza l’uccisione di draghi era stata una caratteristica di altri due grandi martiri, Teodoro la Recluta e Teodoro il Generale. Si nota anche un interessante parallelo con il poema epico bizantino Digenis Akritas, che presenta un eroe uccisore di draghi proprio nello stesso periodo in cui l’iconografia di san Giorgio inizia a svilupparsi in questo senso. Scopriamone di più nell’articolo di John Sanidopoulos, che abbiamo tradotto in italiano nella sezione “Santi” dei documenti.
Negli ultimi mesi il blog Cristianità ortodossa ha proposto alcuni interessanti articoli sul fenomeno dell'adorazione del nome (in greco onomatodossia), un movimento eretico degli inizi del XX secolo che interessò alcune parti del monachesimo russo al Monte Athos. Purtroppo, i testi finora pubblicati sul dibattito e sulle condanne non sono in grado di fare luce su tutti i fattori di pericolosità dell'eresia. Non si fa cenno, per esempio, al fatto che la deportazione dei monaci onomatodossi dal Monte Santo fu dovuta alla richiesta degli altri monaci, stanchi e terrorizzati di dover subire continui maltrattamenti da parte di questo gruppo di estremisti. Non fare cenno a questo fatto (lasciando quindi intendere che la Russia abbia deportato monaci semplici e pacifici per pure questioni di opinione teologica), è indice di una storiografia quanto meno tendenziosa. Già da alcuni anni padre Andrew Phillips ha messo sul sito Orthodox England un breve ma esaustivo articolo introduttivo all'eresia onomatodossa, che proponiamo come base di partenza per la comprensione del fenomeno, presentandolo in traduzione italiana nella sezione "Confronti" dei documenti.
27/08/2015
Pensate che la politica dei "due pesi e due misure" contro la Russia sia una cosa degli ultimi anni?Ecco due sovrani noti per la loro instabilità mentale...
...la storiografia del doppiopesismo antirusso è sempre stata con noi!
27/08/2015
I popoli neri nella società bizantina
Nel suo blog Honey and Hemlock, John Sanidopoulos affronta un tema storico di interesse attuale: come erano viste nell’Impero romano cristiano le persone di pelle nera? Sulla base dei pochi esempi storici e letterari emerge un quadro di assenza di pregiudizi razziali, non dissimile da quello che si può trovare nella Russia di oggi. Quando lo si paragona ai feroci razzismi (che hanno portato conseguenze come lo schiavismo e la segregazione razziale) nell’islam e nel cristianesimo occidentale, si vede come l’antico inclusivismo razziale degli imperi pre-cristiani sia sopravvissuto tale e quale nel cristianesimo ortodosso. Presentiamo la traduzione italiana di questo articolo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
Nel suo programma Il mio cammino verso Dio, padre Georgij Maksimov intervista Oleg Aleksandrovich Kozhin, ritornato nella Chiesa ortodossa dal mormonismo, dove è stato per nove anni. Nel colloqui, che presentiamo in russo e in italiano nella sezione “Confronti” dei documenti, Kozhin spiega il suo percorso di ricerca e la sua sete di verità, in una situazione che in Russia non è molto dissimile da quella che potremmo vedere anche qui in Italia (con la probabile differenza che in Italia è molto più facile accettare tutto ciò che è di provenienza americana).
25/08/2015
Ivan Il'in sull'Ortodossia
Torniamo con grande piacere a presentare alcuni commenti di Saker, che in occasione del giorno dell’indipendenza dell’Ucraina (e dei prevedibili scimmiottaggi di tutto quanto ha sentore di russo) ci invita a leggere un saggio di Ivan Il’in sull’Ortodossia come radice ed elemento fondante del carattere russo. Presentiamo il saggio con la prefazione di Saker in traduzione italiana nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
24/08/2015
La benedizione di un ristoranteIn questo filmato vediamo padre Hans Jacobse, parroco ortodosso in Florida ed esperto di teologia morale, che benedice il locale di uno dei suoi parrocchiani. Possiamo vedere come la benedizione di un ristorante si può fare anche nei momenti di piena attività lavorativa, se il gestore la sa introdurre ai clienti con garbo e attenzione.
La monaca Cornelia (Rees) ci scrive con molta competenza di un caso estremamente interessante nella storia della Chiesa russa: una controversia che agli inizi del XVI secolo vide due grandi santi asceti, Giuseppe di Volokolamsk e Nilo di Sora (nelle icone) opporsi l’uno all’altro sulla questione delle proprietà fondiarie dei monasteri. Da questa controversia nacquero anche diverse scuole di pensiero su come fare fronte alle eresie e su come risolvere i conflitti tra autorità civili e religiose. Vediamo nella sezione “Santi” dei documenti la traduzione italiana del saggio di madre Cornelia.
Abbiamo già esaminato in un articolo dedicato al Grande Tipico come la riforma del nuovo calendario abbia reso prive di senso molte delle indicazioni di questo testo. Continuiamo a vedere, in un saggio pubblicato da orthodoxinfo.com, altri dettagli sugli effetti catastrofici di questa pretesa “correzione”, che ha devastato numerosi aspetti della tradizione ortodossa. L’autore del saggio termina con un opportuno parallelo tra il nuovo calendario e il cavallo di Troia: forse non dannosi in sé, ma portatori di distruzione per tutta la struttura nella quale sono inseriti. |