→ Il Blog del Parroco
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20/07/2016
Un nuovo vescovo per la ROCOR
Il Sinodo del 15 luglio a Mosca (verbale № 52 delle minute del sinodo) ha accettato all’episcopato l'archimandrita Irenei (Steenberg), di cui abbiamo avuto occasione di tradurre sul nostro sito una lezione sull'approccio alla missione. Padre Irenei, che è stato approvato come vescovo di Sacramento (vicario dell'arcivescovo Kyrill di San Francisco), è il quinto vescovo non slavo dell'attuale episcopato della ROCOR, e conosce bene l'Europa, avendo passato diversi anni in Inghilterra per studi teologici.
L’arcivescovo Mikahil (Donskov), a capo della diocesi dell’Europa occidentale della ROCOR, è stato un gradito ospite della nostra chiesa alcuni anni fa. Presentiamo in traduzione italiana la sua ultima intervista, in cui parla della storia della ROCOR e del ruolo della sua diocesi nel sostegno alla causa del Donbass.
Per il sito ROCOR Studies il diacono Andrej Psarev ha intervistato il lettore Ivan Jigalin (nella foto), membro dell’antica immigrazione russa in Australia, che ha studiato al seminario di Jordanville negli Stati Uniti, e che poi ha trovato lavoro in patria nell’insolito ruolo di guardia carceraria. Possiamo leggere in russo e in italiano come Ivan Jigalin paragona la disciplina della sua vita odierna nel carcere a quella che ha vissuto negli anni di studi teologici al seminario e all’adiacente monastero della Santa Trinità.
17/07/2016
Vittime ortodosse dell'attentato di Nizza
Tra le vittime dell'attentato terrorista che ha insanguinato le strade di Nizza nella notte tra il 14 e il 15 luglio 2016, si conta il lettore e sacrestano della cattedrale di san Nicola, Igor' Sheleshko, oltre a due ospiti provenienti dalla parrocchia della Natività del Signore ad Anversa (tra cui l'insegnante della scuola domenicale della parrocchia, Natal'ja Dmitrievna Otto), invitati a Nizza dal rettore della cattedrale, l'arciprete Andrej Eliseev. Il lettore Igor' è ricordato da Pierre de Fermor, presidente dell'Associazione degli amici della cattedrale di Nizza, come "un uomo di una bontà infinita". Insieme al patriarca Kirill e al vescovo Nestor, ci stringiamo attorno alle vittime e ai loro cari, pregando per i nostri fratelli di fede e per tutti quelli che sono stati strappati alla vita da questo gesto terrorista.
16/07/2016
Il patriarca nero: la verità su Filarete
Sono pochi i momenti in cui ci sentiamo di esclamare "...era ora! " all’apparizione di qualche nuovo video sull'Ortodossia, ma oggi è arrivato uno di questi momenti. Vi presentiamo il video con trascrizione italiana del documentario Il patriarca nero (Черный Патриарх), che ripercorre la vita del famigerato Mikhail Denisenko (o come lo chiamano i poveretti in stato di ingenuità o di delusione, il "patriarca Filarete"), probabilmente la peggiore persona che il mondo ortodosso contemporaneo abbia prodotto. Vi invitiamo a vedere tutto il documentario, e a leggerne attentamente la trascrizione italiana. Da parte nostra, vogliamo semplicemente far notare che tutti (o quasi) questi tratti infami dell'anti-patriarca per eccellenza dei nostri tempi ci erano già noti da molti anni (e cosa ancor più interessante, nessuno è riuscito in questi anni a contro-argomentarli in maniera anche lontanamente soddisfacente), ma finora non erano disponibili in italiano, pertanto qualsiasi illuso nel nostro paese poteva ancora appellarsi all'ignoranza per credere che il "patriarcato di Kiev" fosse qualcosa di ortodosso, o almeno di quasi ortodosso. D'ora in poi, da ogni italiano che voglia cercare nel filaretismo una scappatoia per una "Ortodossia facile", l'unica forma di giustificazione che accetteremo sarà la malafede.
15/07/2016
Bentornato a uno dei nostri iconografi
Siamo contenti di ridare il benvenuto a Torino al nostro amico iconografo, Iurie Braşoveanu, che negli ultimi due anni ha vissuto e lavorato a Venezia. Approfittando della calma dell'estate, Iurie avrà tempo di realizzare icone per chi vuole servirsi della sua arte. Per il momento, ha a disposizione un'icona del santo martire Emiliano di Durostoro, la cui festa cade proprio nei prossimi giorni (18/31 luglio) e di cui vi proponiamo un anticipo qui sotto. Se volete mettervi in contatto con Iurie per quest'icona o per altri lavori, trovate i suoi dati nella pagina dei contatti del sito.
Proprio mentre i pellegrini dalla nostra parrocchia ritornano dal Monte Athos, vi invitiamo a vedere questo filmato del canale TV Sojuz sul monastero russo di san Panteleimone.
14/07/2016
Il gusto amaro del Sinodo di Creta
Padre Petru (Pruteanu) ci lascia alcune considerazioni conclusive (in gran parte su una nota chiave di delusione, ma non prive di interessanti dettagli) sul recente Sinodo di Creta, che presentiamo in romeno e in traduzione italiana nella sezione “Confronti” dei documenti.
Il 12 luglio sono stati commemorati i 16 anni dal decesso dell’anziano Paisios del Monte Athos, canonizzato nel gennaio del 2015. Molti tra quelli che hanno conosciuto personalmente padre Paisios deplorano l’uso sconsiderato che è stato fatto di alcune sue affermazioni profetiche (particolarmente in chiave catastrofista); vi presentiamo la traduzione in italiano delle parole di un confratello di padre Paisios, il monaco athonita Mosè, che cerca di presentare le profezie del santo anziano in una chiave più equilibrata.
Nel mese di luglio, il metropolita Onufrij di Kiev e di tutta l'Ucraina ha indetto un duplice Krestnyj Khod (processione della croce) attraverso il paese. La processione ha luogo in due percorsi paralleli, che a partire dai due più famosi santuari della Madre di Dio nell'est e nell'ovest dell'Ucraina, convergono sulla Lavra delle Grotte di Kiev. Il primo percorso è partito domenica 3 luglio (festa di Tutti i Santi della Rus') dalla Lavra di Svjatogorsk, nella regione di Donetsk, e il secondo percorso è partito mercoledì 6 luglio dalla Lavra di Pochaev, nella regione di Ternopol'.
partenza da Svjatogorsk (3 luglio) partenza da Pochaev (6 luglio) L'arrivo a Kiev dei due percorsi della processione è previsto per mercoledì 27 luglio, con una celebrazione comune il 28 luglio in occasione della festa del Battesimo della Rus'. Tutti sono invitati a partecipare alla processione in misura delle loro capacità, a partire dai fedeli delle 12 eparchie ucraine attraversate dalla processione. Chiese e monasteri lungo il percorso si danno da fare per offrire ospitalità e cibo ai pellegrini, così come sono invitate a fare tutte le persone di buona volontà che incontreranno la processione. Il metropolita Onufrij ha benedetto tutti quelli che non potranno prendere parte fisicamente al percorso a recitare quotidianamente la preghiera della processione, che ne esprime lo spirito:
12/07/2016
Una tesi di dottorato sulla storia liturgica
Il sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e Malta ha pubblicato in formato PDF la tesi di dottorato del 2005 del nostro confratello, il protopresbitero Iosif Restagno, dal titolo Liturgia e Sacerdozio nel Costituirsi della Tradizione Bizantina Ortodossa. Vi invitiamo a scaricare il documento, a salvarlo e soprattutto a leggerlo, perché l’approccio del testo è esattamente quel che serve a far capire, attraverso l’esperienza liturgica della Chiesa ortodossa, le radici della tradizione cristiana dimenticata nel nostro paese.
dal blog A Reader's Guide to Orthodox Icons, 18 gennaio 2015 Nell'icona: sant'Antonio di Martqopi, lo Stilita Il 19 gennaio celebra la memoria di un santo georgiano: il venerabile Antonio di Martqopi, lo Stilita. Si tratta di uno dei tredici Padri siriani che si stabilirono in Georgia nel corso del VI secolo per predicare il Vangelo e ai quali è attribuito lo sviluppo del monachesimo in Georgia. Sant'Antonio era conosciuto perché portava sempre con sé un'icona del Salvatore "non fatta da mani umane", ed è notevole che i monaci giunti in Georgia per evangelizzare usassero icone per questo scopo. Infatti, l'icona originale "non fatta da mani umane" era stata determinante nel causare la conversione di Edessa. Un nobile pagano che aveva incontrato il santo mentre questi reggeva l'icona ed era circondato da cervi (la vicinanza agli animali selvatici è una caratteristica di molti santi asceti) fu condotto dalla paura a far rimuovere l'icona da Antonio tagliandogli le mani. Questo fu miracolosamente evitato e tale evento contribuì a convincere molti della verità del cristianesimo. Dopo aver stabilito monasteri, Sant'Antonio trascorse gli ultimi anni della sua vita in solitudine, ritirandosi nel deserto e vivendo in cima a una colonna (da cui viene il suo titolo di stilita), anche se non poté impedire a molte persone di andare da lui con richieste e in cerca di consigli. Dopo il suo riposo, sant'Antonio fu sepolto nel monastero da lui fondato - tenendo sempre nelle mani l'icona del suo Salvatore.
11/07/2016
Dalla nostra parrocchia al Monte AthosIl gruppo dei nostri parrocchiani che in questi giorni è in pellegrinaggio al Monte Athos, guidato dal nostro diacono Nicolae, ci invia alcune foto, assieme ai loro saluti e alle loro preghiere per noi:
L’abitudine di vedere nelle icone ortodosse di Cristo l’aureola con la croce e le iniziali greche della frase Ὁ ὬΝ (Colui che è) è tanto radicata da far trascurare che queste lettere sono un’aggiunta molto tardiva, risalente a ben oltre gli inizi del secondo millennio. Padre Steven Bigham ci porta in un viaggio di scoperta delle origini e del significato simbolico di quest’iscrizione, in un saggio che abbiamo tradotto in italiano nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti.
Uno dei retroscena del Concilio di Creta e dell’ansia di tenerlo a tutti i costi nei tempi prestabiliti (anche in assenza della rappresentanza di oltre i tre quarti degli ortodossi nel mondo) può essere l’età avanzata e lo stato di salute cagionevole del patriarca Bartolomeo, cosa che riapre la questione della sua successione, e rivela diverse tensioni nell’episcopato del Fanar. Per capire queste tensioni, riapriamo un capitolo di storia poco studiato, e osserviamo le cause delle rivalità odierne nelle radici della successione al trono patriarcale di Costantinopoli per oltre quattro secoli e mezzo, in una lezione che presentiamo nella sezione “Domande e risposte” dei documenti. Apprenderemo come patriarchi come Cirillo V (Lukaris, nell'immagine) potevano ascendere al trono, essere deposti o costretti a dimettersi, e attendere con il supporto delle loro fazioni un'opportunità per essere reinsediati come patriarchi, anche più volte. Queste rivalità per il trono ci insegnano qualcosa delle radici storiche della cultura istituzionale del patriarcato di Costantinopoli.
09/07/2016
La kasha russa come filosofia di vita
La kasha (pappa di cereali) è per i russi ciò che la pasta è per gli italiani. Vediamo in un articolo di Kristina Bausman (un'americana ortodossa) come questo piatto semplice ma creativo ha plasmato la cultura del popolo russo, assieme a un video che abbiamo tradotto in italiano. Buona visione e... Приятного аппетита! (Buon appetito!)
Il generale Dzambolat Abatsiev (1857-1939), aiutante di campo dell'imperatore Alessandro III, era a Livadia (luogo di villeggiatura estiva degli ultimi sovrani russi in Crimea), dove l'imperatore era malato, e dove sarebbe morto il 1 novembre 1894. Padre Giovanni era stato chiamato al capezzale dell'imperatore morente il 17 ottobre per dargli la comunione e l'unzione degli infermi. Il padre era già noto per le sue cure miracolose e la gente accorreva da tutto l'impero per vederlo - ortodossi, ma anche musulmani ed ebrei. Si ebbero centinaia di casi di guarigioni. Una sera una signora chiese al generale Abatsiev di farle avere un incontro con padre Giovanni, e il generale decise di andare a trovarlo alle 5 di mattina. Nonostante l'ora mattutina una piccola folla si era riunita all'esterno della dimora del taumaturgo, compresi alcuni tatari locali a cui la polizia non permetteva di avvicinarsi. Sulla porta di casa una donna tatara piangeva e la polizia non capiva cosa volesse. Abatsiev, che era nato in Ossezia e conosceva il tataro, chiese alla donna che cosa desiderasse. La donna spiegò che aveva portato il marito malato, che giaceva in un carretto sulla strada, e lo pregò di lasciar avvicinare il "mullah Giovanni". Abatsiev trovò padre Giovanni nelle sua preghiere del mattino, anche se erano le 5, e gli parlò della donna tatara. Padre Giovanni chiese di lasciarla entrare. Attraverso Abatsiev, padre Giovanni chieste alla donna se credeva in Dio e alla sua risposta positiva, disse: "Pregheremo insieme, tu prega al modo tuo, e io pregherò al modo mio". Quando padre Giovanni ebbe finito la sua preghiera, benedisse la donna tatara con un segno della croce e poi Abatsiev uscì con lei, e con loro grande stupore, videro il marito malato venire verso di loro perfettamente guarito.
Russia Insider, 6 luglio 2016 La Chiesa ortodossa russa ha accolto con favore una sentenza della Corte suprema russa, che ieri ha confermato la legittimità della chiusura della "Chiesa di Scientology di Mosca". "Il sostegno da parte della Corte suprema alla legittimità della chiusura della cosiddetta Chiesa di Scientology è visto come un precedente importante che dimostra la determinazione dello stato a non riconoscere come religiose quelle organizzazioni che utilizzano i sentimenti religiosi della gente per scopi maligni", ha detto a Interfax-Religion il portavoce della Chiesa ortodossa russa Vakhtang Kipshidze. La sentenza nel caso degli scientologi non è una violazione della libertà di religione in quanto "è stato dimostrato in tribunale che l'attività stessa di questa organizzazione è un affronto alla libertà umana in quanto tale", ha detto Kipshidze. La Chiesa ortodossa russa viene regolarmente in contatto con persone la cui appartenenza a sette totalitarie le ha lasciate profondamente ferite spiritualmente e mentalmente, e ha rovinato la loro vita e la loro felicità, ha detto il portavoce. "Questo è il motivo per cui noi vediamo la decisione contro Scientology come una misura diretta a proteggere la libertà e la dignità dei cittadini russi", ha detto Kipshidze. Il 29 giugno la Corte suprema russa ha emesso una sentenza definitiva che conferma la chiusura della "Chiesa di Scientology di Mosca" per inadempienza ai requisiti per un'organizzazione religiosa. Il tribunale di primo grado aveva ritenuto che l'attività della organizzazione religiosa era piuttosto di natura societaria e a scopo di lucro, cosa che è in contrasto con gli obiettivi di un'organizzazione religiosa. "Nel frattempo, l'organizzazione ha ricevuto preferenze fiscali ingiustificate da parte dello Stato", come riportano i fascicoli del caso.
07/07/2016
Di ritorno dall'altro mondo
Presentiamo il testo in russo e la trascrizione in italiano della video-intervista di padre Georgij Maksimov a Vasilij Lazarev (nella foto), che ha cambiato completamente la sua vita dopo un’esperienza ai confini della morte. Abbiamo già da tempo presentato sul nostro sito un’esperienza di pre-morte vissuta da un autore russo del XIX secolo, e vi invitiamo a paragonarla con quella di questo testimone dell’Ortodossia dei nostri giorni, per vedere se e quanto queste esperienze abbiano un carattere immutabile nel tempo.
Presentiamo il testo russo e la traduzione italiana di un articolo sul metropolita Onufrij di Kiev e la sua recente omelia sugli operatori di pace: il testo ci offre spunti di riflessione in questi giorni in cui il conflitto in Ucraina ha subito una recrudescenza. |