→ Il Blog del Parroco
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28/06/2019
“Un litigio tra proprietari terrieri”: gli interessi economici dietro gli scismi in Ucraina
Con questa colorita espressione Pavel Rudjakov, l’analista politico che ci aveva già spiegato alla fine dello scorso dicembre le contraddizioni del cosiddetto “concilio d’unificazione”, ci spiega in russo e in italiano le ragioni più evidenti della nuova frattura tra gli scismatici ucraini: niente meno che interessi di milioni di dollari, che il Fanar, vistosi negare dal nuovo governo le proprietà fondiarie promesse da Poroshenko, vuole recuperare sotto forma di “decime”, e che Filaret, dopo avere per decenni rubato i beni della Chiesa canonica, non vuole spartire con i suoi complici a Istanbul.
27/06/2019
Viaggio a Mosca (quinta parte)
Terminiamo la traduzione italiana del diario di viaggio in Russia di padre John Whiteford (nella foto) con il resoconto del giorno finale e del pellegrinaggio ai monasteri di Optina e Shamordino. Anche se può sembrare strano presentare nei primi giorni dell’estate un viaggio fatto nel cuore dell’inverno russo, speriamo che questo episodio dica qualcosa a chi è interessato a partecipare al nostro prossimo pellegrinaggio parrocchiale, che in settembre toccherà anche questi monasteri.
27/06/2019
“Oggi siamo nel 1055”
Vi presentiamo la traduzione italiana della testimonianza sofferta ma sincera di un ortodosso americano, Dionysius Redington, lettore e consigliere parrocchiale che ha dovuto lasciare la parrocchia dell’Arcidiocesi greca d’America da lui servita, per opposizione alla nuova ecclesiologia papista del Fanar. Con la nuova generazione di estremisti alla guida delle diocesi costantinopolitane (nella foto, il nuovo arcivescovo Elpidophoros d’America), è probabile che sentiremo molte più storie come questa.
26/06/2019
Un profugo da Buddha
Vi presentiamo in traduzione italiana la storia di Maksim, un cinese della provincia di Sichuan, divenuto il primo cristiano ortodosso della città di Chengdu (la capitale della provincia di Sichuan, una “cittadina” di oltre 14 milioni di abitanti) a causa del suo amore per la Russia.
24/06/2019
Due contributi di padre Andrew Phillips
Continuiamo con piacere a presentare i post del blog del nostro confratello, l’arciprete Andrew Phillips, che in questi ultimi giorni ci ha offerto un’analisi del nuovo scisma in Ucraina, e la risposta a una domanda su preghiera e meditazione a confronto.
23/06/2019
Un nuovo vescovo per l'Italia
Sabato 22 giugno il metropolita Antonij ha presentato ai chierici moldavi dell'Italia il vescovo Ambrozie (Munteanu, a sinistra nella foto), che con il titolo di vescovo di Bogorodsk è stato assegnato come suo vicario con un compito speciale di cura degli ortodossi moldavi in Italia. Il vescovo Ambrozie (al secolo Vitalie Munteanu) è nato il 25 ottobre del 1973 nel villaggio di Taxobeni (distretto di Făleşti) in Moldova. È stato tonsurato nel 1993, ordinato diacono nel 1994 e prete nel 1996 nel monastero di Noul Neamţ; ha studiato teologia a Chişinău, Mosca e Kiev, ed è stato superiore o padre spirituale in diversi monasteri, a Călărăşeuca (Ocniţa), Briceni, Edineţ, Rudi (Donduşeni), Căpriana (Străşeni) e Frumoasa (Călăraşi). Elevato all’episcopato alla fine del 2011, ha servito per sette anni come vescovo in russia, a Neftekamsk (nel nord-ovest del Bashkortostan, vicino all'Udmurtia). Ora, realizzando un progetto a lungo pianificato, il Santo Sinodo lo ha assegnato all’Italia, dove i chierici e i fedeli moldavi costituiscono la maggioranza della presenza della Chiesa ortodossa russa in Italia. Gli ambiti della cura episcopale del vescovo Ambrozie non sono ancora delineati con precisione, e apprezziamo la delicatezza pastorale della nostra Chiesa, che ha voluto offrire un confronto con i suoi stessi compaesani in Italia prima di fissare le sue competenze. Sicuramente per la nostra parrocchia, composta per la maggior parte da moldavi, sarà un piacere incontrare quanto prima il vescovo Ambrozie, che ci conosce da anni e che ha spesso desiderato farci visita. Pe Stăpânul și Arhiereul nostru, Doamne Îl păzește! Il presule e ierarca nostro, Signore, custodiscilo!
La Russia, storicamente multireligiosa, non vede la “minaccia islamica” nel modo allarmista con cui la vede il mondo occidentale, ma nondimeno è attenta al fenomeno delle conversioni. Nell’articolo della monaca Cornelia (Rees) che vi presentiamo in traduzione italiana, si prendono in considerazione alcuni casi di preti ortodossi che negli ultimi decenni hanno lasciato la loro vocazione per diventare musulmani. Parliamo di un numero esiguo di quattro preti (su 23.000 preti nella Chiesa ortodossa russa), tre dei quali hanno in seguito lasciato l’islam. Tuttavia, anche casi così rari fanno discutere, e nell’articolo possiamo trovare alcune risposte su questo strano fenomeno, e su come esso coinvolga anche le nostre vite.
Passato il giorno in cui tutta la follia sembra essere scoppiata all’interno dello scisma ucraino per rivelarne la futilità, non dobbiamo dimenticare che il diavolo riesce a tentare anche quelli che stanno al sicuro all’interno dei confini ben stabiliti della Chiesa. Diamo un’occhiata alla lista che ha preparato padre Geoffey Kortz di Hamilton (Canada), e osserviamo quanto nelle nostre stesse vite è all’opera un piano per portarci lontani dalla Chiesa e dalla salvezza.
20/06/2019
La farina del diavolo va in crusca
Come ci ricorda il detto popolare, tutto ciò che è ottenuto con la disonestà e l'inganno prima o poi si ritorce contro chi se lo è procurato, e questo lo abbiamo notato fin dall'inizio della crisi ucraina (come, siamo sicuri, lo avranno notato i nostri perspicaci lettori). Ora vediamo convergere verso la resa dei conti tutti i responsabili della crisi, a cominciare dal cesaropapista presidente Poroshenko, "disperso sul campo" dopo una totale (e prevedibilissima) batosta elettorale. Vediamo come si dipana la matassa per gli occupanti dei troni ecclesiastici, veri o falsi che siano: 1) Il patriarca Bartolomeo si risente della reazione delle Chiese locali alle sue prerogative autoproclamate, arrivando a insultare la Chiesa di Cipro in una sfuriata su cui vi presentiamo un commento in russo e in italiano. 2) Lo pseudo-patriarca Filaret, messo alle strette, inizia paradossalmente a dire una serie di scomode verità che sconfessano tutta la sua retorica precedente, affermando che la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" non è canonica, che il Tomos e l'unificazione non valgono nulla, e che se l'anatema di Mosca nei suoi confronti è valido (cosa della quale non abbiamo mai dubitato per un solo istante), allora il suo ex sodale e ora avversario Epifanij non è neppure un vero prete. 3) Quanto alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", questa è vista come una struttura che inizia a cadere a pezzi nell’analisi del politologo Nikolaj Spiridonov, che vi presentiamo in russo e in italiano.
Vi presentiamo la versione russa e italiana dell’articolo di Taras Rebikov che cerca di fare un po’ di chiarezza sulle complicate interazioni dell’Ortodossia ucraina con il Monte Athos, spiegando come scismatici e nazionalisti cercano di strumentalizzare il Monte Santo come arma per la loro propaganda.
18/06/2019
Incontro con Sergij, ortodosso indonesiano
Vi presentiamo la traduzione italiana della vita di Sergij, al secolo Geraldio Lau Gefaldo (nella foto), un ortodosso indonesiano diciottenne che ha iniziato gli studi di medicina a Rostov sul Don, dove presta servizio in una parrocchia locale e si prepara a portare la testimonianza della fede cristiana ortodossa nel più grande paese musulmano del mondo.
Ormai il nostro tentativo di spiegare la crisi ucraina ha raggiunto le dimensioni di una piccola enciclopedia, e per quelli che non sono stati attenti a seguire la vicenda come hanno fatto i nostri lettori più assidui, si sente la necessità di riassumere tutti gli eventi in un breve saggio, da leggere in pochi minuti. È quello che ha provato a fare padre James Rosselli, un sacerdote di rito occidentale della ROCOR, che ci offre in traduzione italiana un quadro semplice, chiaro e senza mezzi termini.
16/06/2019
Due archimandriti in viaggio in Ucraina...
…no, non si tratta di due missionari che viaggiano in coppia come i discepoli del Signore, ma di due persone agli estremi opposti dello spettro ecclesiale: di fatto, un archimandrita vero di una Chiesa vera e di un “archimandrita” fasullo di una “chiesa” fasulla, che vanno proprio dove li può portare la traiettoria della Chiesa vera e quella di una pseudo-chiesa: 1) L’archimandrita Nektarios (Babopoulous, al centro della foto, con l’epitrachilio bianco), segretario della diocesi di Tamassos a Cipro, è stato a visitare i fedeli ortodossi perseguitati in Ucraina, celebrando con le comunità scacciate dai loro luoghi di culto, e traendone un’esperienza di sofferenza santificante che lo ha edificato. Vi presentiamo il resoconto del suo viaggio per mostrare cosa sia la fratellanza cristiana. 2) Lo pseudo-archimandrita Boris (Bojović) della "Chiesa ortodossa montenegrina", è stato a Kiev a concelebrare con gli scismatici ucraini e con i vescovi Emmanuel e Amphilochios del Patriarcato di Costantinopoli, per rafforzare la sua “internazionale dello scisma” e al contempo affossare le residue speranze di buone relazioni tra i patriarcati di Costantinopoli e di Serbia. Vi presentiamo il resoconto del suo viaggio per mostrare cosa non si deve fare se si ha a cuore lo sviluppo di una coscienza cristiana.
Presentiamo in romeno e in italiano le considerazioni di padre Petru (Pruteanu) sulle diaconesse, che a partire da una proposta di reintroduzione del ministero delle diaconesse fatta in America, parla sia delle origini storico-teologiche di questo ministero, sia dei tentativi moderni di farlo rivivere in diverse aree del mondo.
15/06/2019
Nuovo arcivescovo greco in Gran Bretagna
Con l’elezione del metropolita greco-americano Nikitas (Loulias, nella foto) ad arcivescovo di Thyateira e Gran Bretagna, il Sinodo del Patriarcato ecumenico ha completato la terna dei nuovi arcivescovi detti “delle tre A”: Inghilterra (Αγγλία), America e Australia, tre regioni di particolare importanza per il Fanar, e finora in situazione stagnante o controversa. Il nuovo arcivescovo, eletto dal Sinodo all’unanimità (come era successo per gli altri due arcivescovi, Makarios in Australia ed Elpidophoros in America) era stato metropolita in Asia orientale, quindi era stato riassegnato negli Stati Uniti dopo la débâcle missionaria del Patriarcato ecumenico in Indonesia, e messo per un decennio a occupare la sinecura di direttore dell’Istituto teologico patriarcale a Berkeley, in California. La terna dei nuovi arcivescovi viene a confermare quel che vi abbiamo accennato lo scorso febbraio: le qualifiche per questi posti dirigenziali non sono di competenza pastorale o missionaria (come evidenziato dal fallimento epocale del nuovo arcivescovo di Gran Bretagna), né di teologia (la tesi del primus sine paribus del nuovo arcivescovo d’America continua a procurare brividi a chiunque abbia un poco di sane nozioni di ecclesiologia ortodossa), ma piuttosto di incrollabile lealtà al patriarca Bartolomeo. I nuovi pretoriani del Fanar non lasciano molta speranza in una risoluzione pacifica dell’attuale crisi ecclesiologica in seno alla Chiesa ortodossa.
La farsa degli scismatici ucraini continua a piena velocità (più di quanto noi possiamo documentare, purtroppo), con la proposta, che vi presentiamo in traduzione italiana, di un nuovo “concilio dei briganti” per respingere quello dello scorso 15 dicembre. Per chi fosse interessato (e c’è sempre da imparare...) a capire il voltafaccia di molti scismatici nei confronti del loro “patriarca onorario” Filaret, da loro finora osannato, può essere interessante il testo russo e italiano dell’articolo di Konstantin Shemljuk sull'evoluzione dell'immagine di Filaret tra gli scismatici fino a poco fa aggregati al suo carro.
14/06/2019
Il mito del patriarca calvinista
Uno dei più controversi patriarchi di Alessandria e Costantinopoli è Cirillo Lukaris (1572-1638, nell’icona), che storicamente è stato spesso accusato di influenze calviniste. I più recenti storici ortodossi hanno cercato di confutare tali accuse, e questa può essere una delle ragioni che ne hanno permesso nel 2009 la canonizzazione a opera del Patriarcato di Alessandria. Presentiamo nella sezione "Santi" dei documenti la traduzione italiana di uno di questi tentativi di confutazione, opera dell'arcivescovo vecchio-calendarista Chrysostomos di Etna. Troviamo interessante che i vecchi calendaristi greci, che sono sempre stati ai ferri corti con i patriarcati di Costantinopoli e Alessandria, siano comunque pronti a difenderne un illustre rappresentante nel nome della verità storica.
13/06/2019
Metropolita Onufrij: il diavolo combatte la Chiesa attraverso persecuzioni, eresie e scismi
Grazie alle nuove funzioni multilingui del sito dell’Unione dei giornalisti ortodossi, siamo contenti di presentarvi in russo, in romeno e in italiano un articolo (corredato di video) di alcune tra le più recenti parole di insegnamento del metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l’Ucraina.
È stata pubblicata in russo (e ora anche nella nostra traduzione italiana) la notizia dell’apertura delle versioni in greco e in romeno del sito dell'Unione dei giornalisti ortodossi, la più accurata e dettagliata fonte sulla crisi ecclesiastica ucraina in corso. Mentre ci rallegriamo dell’estensione di questo sito davvero provvidenziale, che lo porta a essere un punto di riferimento per ulteriori paesi e culture, ci preme soprattutto segnalare l’importanza che ha per noi l’apertura della versione in romeno. Infatti, ci teniamo a presentare sul nostro sito i testi, laddove possibile, in versione trilingue, e negli ultimi mesi le pagine in romeno si sono fatte piuttosto desiderare. Speriamo che ora il sito dell'Unione dei giornalisti ortodossi – a cui attingiamo spesso, e che stimiamo per l’attenzione e la profondità dei suoi servizi – ci permetta di fare un cambio di direzione, offrendo ai nostri lettori anche la versione romena di molti suoi articoli. |