→ Il Blog del Parroco
|
07/04/2019
Viaggio a Mosca (prima parte)
Vi abbiamo presentato diversi cenni al recente viaggio a Mosca di padre John Whiteford, per trattare il tema della crisi ucraina da una prospettiva americana. Vi presentiamo oggi anche la traduzione italiana della prima parte del suo diario di viaggio, che possiamo seguire con vera solidarietà, perché padre John rappresenta in gran parte anche noi ortodossi dell’Italia: le difficoltà pastorali da lui portate a Mosca sono molto simili alle nostre.
Andrew Gould, il designer americano di chiese ortodosse che abbiamo seguito più volte sul nostro sito, ci parla delle sue creazioni nel campo dell’illuminazione delle chiese in un articolo in traduzione italiana corredato da un’interessante serie di fotografie.
L'arcivescovo Feofan (Kim, nella foto), unico coreano etnico nell’episcopato ortodosso del mondo, è stato spostato dalla diocesi della Repubblica di Tuva alla diocesi coreana appena costituita nel seno dell’Esarcato del Sud-est asiatico. Possiamo leggere la sua presentazione in italiano nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti.
Dalle parole dell'arcivescovo Feodosij (Snigirjov, nella foto) di Bojarka, apprendiamo in russo e in italiano la differenza tra la posizione “dura” verso gli scismatici ucraini (considerati privi di qualsiasi grazia sacramentale e di ordinazione) e quella “di contenimento” verso il Patriarcato di Costantinopoli (sottoposto a una “quarantena” ecclesiale finché durerà il potenziale “contagio” del contatto con gli scismatici).
05/04/2019
Il Sinodo pubblica una dichiarazione sulla situazione dell'Ortodossia in Ucraina e nel mondo
Eccovi in russo e in italiano il documento pubblicato il 3 aprile dal Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina, in cui si tirano le somme del fallimento del Tomos e si chiede al Patriarcato di Costantinopoli e agli scismatici ucraini di accettare l’unica via di uscita dalla crisi: il pentimento per gli errori commessi.
L'arcivescovo Tikhon di Podolsk (nella foto) è stato il primo a fare ufficialmente una proposta di rimettere in discussione il sistema delle commissioni episcopali inter-ortodosse della diaspora, la cui efficacia è messa da anni a dura prova dalle pretese egemoniche di Costantinopoli (che, vale la pena ricordarlo, esercita la sua giurisdizione su meno del due per cento degli ortodossi nel mondo). È importante trovare un metodo per gestire le relazioni inter-ortodosse in molti paesi (Italia inclusa) senza subire i costanti ricatti della giurisdizione meno significativa e al tempo stesso più lesiva dei diritti degli altri: diamo credito a vladyka Tikhon di aver avuto il buon senso di iniziare un dibattito da troppo tempo rimandato, e vi presentiamo la traduzione italiana dell’articolo sulla sua proposta.
In un saggio che vi presentiamo in traduzione italiana, padre Andrew Phillips valuta la situazione riguardante le proposte di ritrasformare Aghia Sophia in una moschea da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan (nella foto), e traccia paralleli con altri casi di perdite di luoghi santi a causa di mancanza di fede e di moralità.
Una volta chiaro che non sembra esserci margine di dialogo da parte di Costantinopoli, anche con tutte le altre Chiese ortodosse contrarie alla sua avventura ucraina, resta da vedere se ci sono vie di uscita dalla crisi. Padre John Cox (nella foto), prete della OCA a Richmond in Virginia, prova a suggerire modalità di soluzione in un saggio che vi presentiamo in traduzione italiana.
Gli ultimi mesi hanno visto un certo numero di preti (e anche due vescovi) della Chiesa ortodossa ucraina abbandonare i loro giuramenti di ordinazione e i loro principi morali per passare sotto la nuova struttura scismatica creata da Costantinopoli su istigazione del governo ucraino. In questi casi (peraltro piuttosto rari) sembra tuttora mancare un abbandono di campo dovuto a motivi puramente religiosi o di coscienza, e il concetto di tradimento comincia quindi a occupare un posto di preminenza. L’articolo di Konstantin Shemljuk che vi presentiamo in russo e in italiano analizza a fondo queste motivazioni nel complesso schema della "sindrome di Giuda".
Dopo che vi abbiamo presentato il viaggio alla Lavra delle grotte di Kiev fatto di recente da Matfey Shaheen, vogliamo anche mettervi a disposizione la traduzione italiana del precedente viaggio, una visita a tutti i principali monasteri e alle grandi cattedrali che la Rus’ ha dedicato alla Dormizione della Madre di Dio, con un corredo di immagini davvero stupende.
Vi presentiamo la notizia (con mappa interattiva) dello status delle chiese sequestrate dai nazionalisti scismatici in Ucraina. Anche se questa mappa (basata su dati documentati e verificati dal Dipartimento legale della Chiesa ortodossa canonica) mostra alla data del 27 marzo 62 chiese (un numero molto inferiore delle 350 o più millantate dagli scismatici, un dato rivelato dalla stessa BBC ucraina come una bolla di sapone), si tratta sempre di 62 furti in più di ciò che dovebbe esistere in un paese che rispetta i dettami la sua Costituzione, e con un presidente che sia un vero garante di quest'ultima.
Dopo avervi dato la notizia del viaggio a Mosca del nostro confratello padre John Whiteford per un congresso sulla recente crisi nell’Ortodossia, e anche una sua intervista a Jesse Dominick per la stessa occasione, vi presentiamo oggi il testo italiano del suo intervento al congresso, che parla delle ripercussioni della crisi ucraina negli Stati Uniti, ma si può facilmente estendere a molti paesi del mondo occidentale tra cui l’Italia.
In un raro intervento diretto del metropolita Onufrij sul tema del Tomos del Patriarcato di Costantinopoli, vi presentiamo il testo russo e italiano del resconto di un incontro che il primate ucraino ha avuto con i decani della metropolia di Kiev, e delle sue considerazioni comparative tra la situazione degli scismatici e quella della Chiesa ortodossa ucraina.
Il nostro amico Sergej Mudrov è stato recentemente per un congresso a Tirana, e può condividere con noi in russo e in italiano diverse impressioni dai suoi incontri con i rappresentanti più significativi di una Chiesa da poco tempo rinata.
28/03/2019
Il portavoce della Chiesa ortodossa ucraina spiega come fermare il conflitto religioso in Ucraina
Padre Nikolaj Danilevich (nella foto) ci spiega come il conflitto in Ucraina stia avvenendo perché lo stato lo permette, e ci offre in russo e in italiano dei consigli perché questa attitudine possa cessare.
Matfey Shaheen ci dona un resoconto di viaggio alla Lavra delle Grotte di Kiev, con una serie di considerazioni sulle figure che qui hanno difeso (e che difendono ancora oggi) la fede ortodossa, che ci presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti.
Come aveva previsto chi sottolinea che non ci può essere una reintegrazione di scismatici nella Chiesa senza pentimento, la neonata “Chiesa ortodossa dell’Ucraina” sta già cominciando a mordere dolorosamente la mano che ha cercato di regolarizzarla. Ben sapendo che il Fanar le ha dato un tomos d’autocefalia non per amore cristiano ma per interesse, la nuova struttura ucraina sta già preparandosi a dimenticare i benefattori fanarioti per guardare ai propri interessi, come possiamo leggere in russo e in italiano in un dettagliato articolo di Kirill Aleksandrov.
Vi presentiamo in russo e in italiano una tanto rigorosa quanto spietata analisi del tomos d’autocefalia ucraina compiuta dall’arciprete Vadim Leonov (nella foto), che ci fa notare come l’accettazione di questo documento avrebbe conseguenze catastrofiche per l’Ortodossia in ogni paese.
Vi abbiamo già parlato della venerazione malsana per Vasilij Lipkovskij, l’iniziatore del movimento degli “auto-consacrati” nella Chiesa ucraina degli inizi del XX secolo. Oggi vogliamo offrirvi in traduzione italiana un quadro più completo del movimento di Lipkovskij e dei fermenti di autocefalismo ucraino a lui contemporanei, perché questo movimento segna il più alto grado di infiltrazione nella Chiesa ortodossa di una ecclesiologia (o piuttosto, di un’anarchia ecclesiologica) in stile protestante carismatico. Purtroppo, le conseguenze di questa infiltrazione si vedono ancora oggi, e il Patriarcato di Costantinopoli, nella sua improvvida ingerenza in Ucraina, se n’è fatto carico, consapevolmente (e allora siamo in presenza di un deliberato tradimento della fede ortodossa) oppure inconsapevolmente (e allora siamo in presenza di un branco di incapaci che invece di sorvegliare sulla purezza della fede la compromette in modo riprovevole). Questa è un’altra lezione del passato dell’Ucraina di cui è importante che tutti siamo consapevoli, per capire che la crisi a Kiev ha un effetto su tutta l’Ortodossia, anche a casa nostra.
25/03/2019
Padre Andrew Phillips sulla Chiesa fanariota
In un saggio che vi presentiamo in traduzione italiana, padre Andrew Phillips ci aiuta a discernere alcune tendenze del Fanar nell’ultimo secolo, invitandoci a guardare come modello di un accordo inter-ortodosso non tanto il recente fallimento di Creta, quanto piuttosto il Concilio di Mosca del luglio 1948. |