→ Il Blog del Parroco
Il Patriarcato di Gerusalemme è rimasto in silenzio sugli avvenimenti degli ultimi giorni: potete vedere nella traduzione italiana di un articolo di Orthochristian.com come siano in gioco forti pressioni da Costantinopoli, Israele e America per portare Gerusalemme non già al riconoscimento degli scismatici ucraini, che per anni il Patriarcato ha rifiutato, ma almeno alla concelebrazione con loro (che equivarrebbe a un riconoscimento de facto) nelle prossime festività.
Vi presentiamo un articolo in russo e in italiano con una video-intervista all'igumena Serafima (Shevchuk, nella foto), superiora del convento di san Michele Arcangelo a Odessa, che fa notare 4 enormi errori compiuti nella creazione della nuova chiesa scismatica in Ucraina.
In un saggio per lui insolito e da noi tradotto in italiano, padre Andrew Phillips tira le somme di 30 anni della sua prospettiva per l’Ortodossia in Europa occidentale, notando come la realtà sia stata ancor più generosa della sua visione più ottimista, ma soprattutto, come dalla sua visione sia scaturita vita ecclesiale, che tocca a una generazione futura far crescere.
11/01/2019
Padre Theodoros Zisis: il patriarca Bartolomeo ha agito senza riguardi per alcun primate di Chiesa
Padre Theodoros Zisis (nella foto), di cui abbiamo spesso presentato sul nostro sito i pareri e le opinioni teologiche sul “nuovo corso” del Patriarcato ecumenico, ci fa notare in un saggio che presentiamo in traduzione italiana che la recente avventura dell’autocefalia ucraina è stata fatta non solo in spregio alla tradizione canonica ortodossa, ma anche in totale mancanza di riguardo per ogni altro parere delle Chiese sorelle ortodosse.
11/01/2019
Metropolita Sava: "Ci aspetta il caos"
Vi presentiamo la traduzione italiana dell’intervista di di Wiesław Romanowski al metropolita Sava di Varsavia e di Tutta la Polonia (nella foto), che commenta la situazione di pericolo nella quale il patriarca Bartolomeo ha messo tutta l’Ortodossia.
Presentiamo il testo russo e italiano dell’articolo di risposta dell’arcivescovo Chrysostomos di Cipro (nella foto), che si è ritrovato per la seconda volta in tre mesi a dover smentire affermazioni false del governo ucraino, che ha voluto presentarlo come un sostenitore dell'autocefalia della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".
Dopo avere presentato negli scorsi giorni diversi pareri di politologi relativi al recente Tomos, presentiamo ora in russo e in italiano un’analisi storico-teologica scritta da Vladimir Burega, pro-rettore dell’Accademia teologica di Kiev.
In una dichiarazione forse non definitiva e ufficiale, ma certamente autorevole, il nostro amico metropolita Nikoloz (Pachuashvili, nella foto) dice tutto quello che c’è da sapere sull’attitudine della Chiesa ortodossa georgiana verso la nuova autocefalia ucraina. Soprattutto alla luce della recente dichiarazione del Sinodo della Chiesa georgiana di far sapere le sue opinioni a gennaio, invitiamo chi sa fare un po’ di sforzo di leggere tra le righe a soppesare bene la dichiarazione di vladyka Nikoloz, che vi presentiamo in russo e in italiano.
Il Sinodo della Chiesa di Grecia (nella foto) ha rifiutato la richiesta del patriarca Bartolomeo di riconoscere la “Chiesa ortodossa dell’Ucraina”, rimandando la decisione definitiva al Concilio dei Vescovi, per ora nemmeno programmato. Vi presentiamo in russo e in italiano l’articolo relativo a questo rifiuto, certamente molto significativo per l’Ortodossia di lingua greca.
Padre Andrew Phillips ha spesso il dono di prevedere con una notevole esattezza gli eventi futuri (a leggere per esempio attraverso le sue parole passate la dissoluzione dell’Esarcato di Rue Daru, si resta stupiti della precisione delle sue predizioni). Adesso suggerisce linee di sviluppo degli eventi sulle quali non osano addentrarsi neppure i più lungimiranti tra i protagonisti, ma che vale la pena di leggere nella traduzione italiana del suo recente saggio.
Ancora un altro politologo, Valentin Gajdaj, analizza il testo del “Tomos d’autocefalia” per riconoscere l’ovvio, e cioè che non offre ciò che dice di offrire. Presentiamo in russo e in italiano le considerazioni di questo analista.
09/01/2019
Un augurio natalizio dal patriarca Kirill
Eminenze e Eccellenze Reverendissime, reverendi presbiteri e diaconi, venerabili monaci e monache, cari fratelli e sorelle, porgo a tutti voi i miei più cordiali auguri in occasione della grande e salvifica festa del Natale di Cristo. Oggi noi, come i pastori di Betlemme duemila anni fa, ascoltiamo con gioia e affetto il triofante coro angelico che proclama: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama!” (Luca 2, 14). Sentendo queste divine parole, il nostro cuore trova conforto e diventa pieno di gratitudine per il Creatore. Il Signore Dio Onnipotente, Dio potente, Padre per sempre (Isaia 9, 5) discende a noi e nasce nel mondo come un uomo semplice. Viene compiuta la profezia del salmista, ispirata dallo Spirito Santo: Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo (Sal 85, 11-12). Ed ecco: un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio (Is 9, 5), perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (Giovanni 3, 16). Nel corso della storia, l’umanità ha intensamente cercato Dio, essendo desiderosa di ritrovare la comunicazione perduta con il suo Creatore. E in risposta a questi sforzi, in risposta ai cuori e alle mani rivolti al cielo, il Signore ha mostrato il Suo amore per l’umanità e ha proteso a noi la sua mano salvifica. In Gesù Cristo dopo lunghi millenni Dio e l’uomo finalmente si incontrano, il cielo e la terra si uniscono e le aspirazioni spirituali dei figli e delle figlie di Adamo vengono realizzate. Nell’evento della Natività di Cristo si manifestano sia il Mistero, sia la Rivelazione, visto che l’intelligenza umana non è in grado di comprendere pienamente come il Creatore dell’Universo, Dio che per la sua natura non ha alcun limite, discende nel nostro mondo lacerato dal peccato e si rivela come un Bambino indifeso, nato in una grotta dove pastori e bestiame si nascondevano dalle intemperie. La sua gloria, annunciata dalle forze angeliche, predicata dai saggi d’Oriente e testimoniata dagli umili pastori, viene proclamata in tutto il mondo. Tutto ciò ci rivela parzialmente la profondità dell’incomprensibile sapienza di Dio e ci rende partecipi dell’arcano disegno trinitario della salvezza umana. Ora sappiamo che Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito… perché il mondo si salvi per mezzo di lui (Giovanni 3, 16-17). E ora, giustificati per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio… perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato (Rm 5, 1-2; 5). Inchiniamoci dunque con venerazione davanti all’umile mangiatoia, dove giace il Bambino mite e sereno. Inchiniamoci col timore di Dio, perché proprio qui inizia la via crucis terrena del Signore Gesù, e proprio qui prende inizio la nostra salvezza. Inchiniamoci e, glorificando il Natale del Figlio del Padre Eterno, godiamoci quella pace ineffabile e soprannaturale che riempie le nostrre anime. “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama” – ripetiamo ancora e ancora, echeggiando gioisamente il coro angelico: l’amore di Dio, manifestato nella nascita del Salvatore, dona all umanità la vera pace. Questa pace non può essere scossa da turbolenze quotidiane o da sconvolgimenti sociali, disordini politici e persino da conflitti armati, siccome la pace di Dio contiene arcanamente un’enorme forza spirituale attraverso la guale egli vince tutta l’afflizione e tutte le disgrazie terrene (Sant’Ignazio Brianchaninov). Ma come raggiungere questo stato di pace interiore? Come impadronirsi di questo grande dono spirituale? I padri della Chiesa sono unanimi su questo punto: l’agire della pace di Cristo nella persona umana è un importante segno caratteristico della perseveranza nell’osservanza dei comandamenti evangelici e soprattutto della carità, secondo l’insegnamento di San Paolo che dice: al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E allora, conclude l’apostolo, la pace di Cristo regnerà nei nostri cuori, siccome ad essa siete stati chiamati (Col 3, 14-15). Il Signore sta cercando le persone che egli ama: coloro che seguono la sua legge, che saranno testimoni della salvezza per i loro vicini e lontani e proclameranno la perfezione di colui che ci ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce (1 Pet. 2, 9). Siamo dunque degni di questa alta vocazione e, avendo visto il glorioso Natale che avviene in una grotta, allontaniamoci dalla vanità del mondo (contacio 8 dell’Acatisto in onore della Natività di Cristo), saliamo mentalmente in cielo, glorificando il Creatore di ogni cosa, condividiamo con gli altri la nostra gioia del Salvatore incarnato, specialmente con coloro che hanno bisogno di aiuto, che sono scoraggiati o si trovano in circostanze difficili. Possa il Signore ispirare tutti noi nell’arduo cammino della vita cristiana, affinché continui a rafforzarsi la nostra fede, non esaurisca la speranza e cresca in noi l’amore; così che, entrando nella celebrazione del Natale, incessantemente annunciamo al mondo il grande mistero della pietà (1 Timoteo 3:16), portando a tutti la gioia e la benedetta santa pace di Cristo. Amen. +KIRILL, PATRIARCA DI MOSCA E DI TUTTA LA RUS' Natività del Signore 2018/2019 Mosca
Vi presentiamo la traduzione italiana dei commenti di Vladimir Legojda (nella foto), capo del Dipartimento sinodale per le relazioni della Chiesa con la società e i media, sulla prevalenza del Natale rispetto alla firma di un testo privo di alcuna forza canonica.
Vi presentiamo il testo russo e la traduzione italiana dei commenti di padre Aleksandr Volkov (nella foto), segretario stampa del patriarca Kirill, alla consegna del Tomos d’autocefalia alla “Chiesa ortodossa dell’Ucraina”.
Vi presentiamo il testo russo e la traduzione italiana dei commenti dell’arciprete Nikolai Balashov (nella foto), vice capo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, sulla difficile scelta che le Chiese ortodosse locali si trovano costrette a fare di fronte all’imposizione di accettare la nuova struttura scismatica dell’Ucraina.
Vi presentiamo il testo russo e la traduzione italiana dell’articolo sulla reazione del patriarca Giovanni X di Antiochia e di tutto l’Oriente (nella foto) alla richiesta di riconoscere l’autocefalia alla “Chiesa ortodossa dell’Ucraina”.
Vi presentiamo il testo russo e la traduzione italiana dell’articolo sui commenti del metropolita Amfilohije del Montenegro (nella foto) alle azioni del patriarca ecumenico in Ucraina.
Dal blog Orthodox Synaxis vi presentiamo la traduzione italiana dell’articolo che analizza il discorso tenuto presso il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa romena dal patriarca Bartolomeo, che ammette apertamente di non seguire più né la pratica della concessione dell’autocefalia in uso nei secoli passati, né quella concordata da tutte le Chiese ortodosse nella commissione pre-conciliare del 1993.
In un perfetto spirito natalizio e di non ingerenza degli affari interni ecclesiastici, le autorità doganali ucraine hanno avuto l’idea di sequestrare i testi del messaggio di Natale del patriarca Kirill destinati a oltre dodicimila luoghi di culto. Vi presentiamo in russo e in italiano l’articolo relativo. |