→ Il Blog del Parroco
Proprio nei giorni in cui la Chiesa di Grecia si trova sospinta a discutere la questione del riconoscimento degli scismatici ucraini, arriva al momento giusto un documento di chiarificazione teologica sul perché questo riconoscimento sia inaccettabile. In questo testo, che vi presentiamo in russo, in romeno e in italiano, si possono vedere le caratteristiche migliori dei documenti prodotti dal nostro patriarcato: un’analisi seria, approfondita, priva di qualsiasi trionfalismo o argomentazione ad personam o con qualsivoglia riferimento etno-tribalista, ma piuttosto incentrata sull’importanza di mantenere immutata la fede e la pratica della Chiesa ortodossa.
10/10/2019
Parole di pace dall’abate Tryphon
In giorni di pesanti conflitti all’interno della Chiesa ortodossa, è un balsamo per l’anima leggere le parole dell’abate Tryphon (nella foto), superiore del monastero della ROCOR a Vashon Island presso Seattle, che ci ricorda che simili conflitti sono sempre esistiti nella storia della Chiesa, e che tali conflitti non impediscono a Dio di prendersi cura di coloro che egli ama.
09/10/2019
Come il riconoscimento della Chiesa autocefala dell'Ucraina influenzerà il futuro dell'ellenismo
Vi presentiamo in traduzione italiana l’articolo della giornalista freelance greca Sophia Iliadi, che analizza le conseguenze nefaste di un riconoscimento degli scismatici ucraini da parte del Concilio episcopale della Chiesa di Grecia.
Ora che l’Ucraina ha accettato la proposta di attuazione degli accordi di Minsk proposta dal presidente tedesco Steinmeier (un processo molto lento e difficile, ma comunque una garanzia di piccoli passi verso la pace), inizieranno ad apparire le attitudini delle diverse confessioni religiose nella guerra civile. Nell’analisi di Kirill Aleksandrov, che vi presentiamo in italiano nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti, vediamo come l’unica Chiesa ad aver coerentemente appoggiato i processi di pace è quella alla quale non ci vergogniamo di appartenere.
07/10/2019
Testa o croce?
Vi presentiamo in traduzione italiana un breve saggio del nostro amico George Michalopulos che, da greco della diaspora, vede l’indecisione della Chiesa di Grecia riguardo al riconoscimento degli scismatici ucraini non tanto come un tentennamento diplomatico, ma come un’abile mossa di resistenza (non diversa da quella di Leonida alle Termopili) per far guadagnare ai propri fratelli tempo prezioso di fronte all’invasione di un nemico comune.
06/10/2019
La guerra civile in Ucraina 100 anni fa
Arricchiamo la nostra sezione di geopolitica con la traduzione italiana di un attento sguardo sulla situazione dell’Ucraina dopo la rivoluzione bolscevica, che ci aiuta a capire l’immenso caos del paese e le forze di disgregazione del mondo russo in un periodo nel quale l’indipendentismo ucraino rappresentava una totale novità.
05/10/2019
L'incoronazione dello tsar dal Paraguay
Padre Andrew Phillips non è nuovo a regalarci storie immaginarie di un futuro che potrebbe succedere se si avverassero alcuni sogni a cui molti aspirano, per esempio se ci fosse un papa di Roma davvero-filo-ortodosso o una Chiesa ortodossa davvero locale in Europa occidentale; nel saggio che vi presentiamo oggi in traduzione italiana, padre Andrew cerca di ipotizzare come si potrebbe realizzare in un modo del tutto imprevisto ma plausibile il sogno di un ritorno della monarchia in Russia.
Il metropolita Seraphim (Kykkotis, nella foto) dello Zimbabwe, uno dei vescovi greci del Patriarcato di Alessandria, ha fatto una dichiarazione riportata da Orthodox Synaxis, che vi offriamo in traduzione italiana. Anche se il discorso del metropolita Seraphim è parziale in un modo plateale (quando parla del dialogo “del nostro Patriarcato ecumenico e del Patriarcato di Mosca” si sente tangibilmente la differenza etnofiletista tra gli ortodossi di serie A e di serie B), lascia comunque trasparire la paura di uno scisma a livello globale e il desiderio generale delle Chiese ortodosse locali di risolvere la crisi ucraina in modo conciliare e secondo la prassi canonica.
03/10/2019
I nuovi tormentatori di Cristo
Vi presentiamo in traduzione italiana uno studio del blog Orthodox Synaxis relativo ad alcune affermazioni del nuovo arcivescovo Makarios d’Australia (a destra nella foto) che dimostrano come la percezione dell’ecclesiologia ortodossa nel Patriarcato di Costantinopoli di oggi sia ormai diversa da quella di tutta la Chiesa ortodossa (incluso il Patriarcato di Costantinopoli di ieri), e che piuttosto che al ruolo di servitori di Cristo, al Fanar stanno iniziando ad aspirare a quello di suoi tormentatori.
02/10/2019
Vescovo greco: “Siamo della stessa razza di Costantinopoli, dobbiamo schierarci con il Patriarcato”
Quest’affermazione del metropolita Chrysostomos di Dodoni, che è discussa nell’articolo che vi presentiamo in traduzione italiana, riassume la tragica attitudine di una parte del mondo greco che non sa vedere i legami ecclesiali al di sopra di quelli razziali. In altre parole, non conta che un patriarca stia facendo qualcosa che dal punto di vista ecclesiale è sbagliato come l’inferno: la cosa importante è agire in base al legame etnico. La cosa davvero triste è che queste affermazioni provengano dagli ambienti del patriarcato che un secolo e mezzo or sono aveva condannato l’etnofiletismo (degli altri...)
01/10/2019
Domande e risposte (settembre 2019)
Vi presentiamo in traduzione italiana la più recente serie di domande e risposte dal blog di padre Andrew Phillips. I temi trattati sono la situazione della Chiesa di Costantinopoli (sottotitolata “la caduta dal primo tra eguali all'ultimo senza eguali”), il futuro della Chiesa ortodossa russa e l’insegnamento e la pratica dell’Ortodossia.
Vi presentiamo la traduzione italiana di un attento studio di Taras Rebikov sulle possibili uscite dal vicolo cieco causato dal Fanar con la crisi ucraina, che ormai passano tutte per una condanna conciliare del patriarca Bartolomeo, salvo un possibile ma improbabile pentimento. Il parallelo con il comportamento scismatico di Filaret Denisenko è inquietante, e viene analizzato a fondo nell’articolo.
Avere dei membri del Consiglio arcivescovile che gli remano contro sembra non aver scoraggiato più di tanto l’arcivescovo Jean (che se è arrivato al punto a cui è arrivato, deve avere avuto notevoli risorse di pazienza); tuttavia, quando la “fronda” di Rue Daru inizia a dichiararlo decaduto, o a far circolare missive “private” con velleità direttive, anche l’arcivescovo deve difendersi con un comunicato, che vi presentiamo in traduzione italiana.
28/09/2019
Visita di padre Petru (Pruteanu) a TorinoCi ha fatto molto piacere avere fra noi a Torino il nostro confratello padre Petru (Pruteanu, in centro nella foto) alla celebrazione della Liturgia della festa della Santa Croce. Padre Petru è stato per molti anni un grande ispiratore del nostro sforzo di divulgazione della fede ortodossa. Potrete trovare decine di articoli tradotti dal suo blog sul nostro sito (cercateli con la funzione di ricerca interna del sito usando il nome di padre Petru oppure il titolo del suo blog, teologie.net), con cui vi abbiamo presentato negli anni molte testimonianze interessanti, soprattutto nel campo principale trattato da padre Petru, la teologia liturgica e missionaria.
Una notizia al tempo stesso dolce e amara, di cui vi presentiamo la traduzione italiana, testimonia la profonda divisione che sta avvenendo nella Chiesa di Grecia. Sono sempre di più i fedeli e chierici greci che testimoniano la loro solidarietà con la Chiesa ucraina perseguitata, mentre si schierano contro di loro altri che non dicono – notate bene – che sia sbagliato essere solidali con la Chiesa ucraina perseguitata, ma che si deve essere fedeli “a prescindere” al Patriarcato ecumenico. In altre parole, “il nostro patriarca potrà anche sbagliare, ma noi dobbiamo essergli fedeli perché solo se siamo fedeli a lui siamo nella vera Chiesa”. A ben pensarci, questa è la stessa posizione erronea che gli ortodossi rimproverano ai cattolici romani...
26/09/2019
Gli scismatici ucraini fanno pressioni sui fedeli di lingua romena perché si uniscano a loro
La popolazione di lingua romena della Bucovina ucraina è fortemente opposta agli scismatici ucraini (che annienterebbero volentieri questa minoranza, se i loro progetti di ucrainismo fossero portati alle loro logiche conseguenze). Tuttavia, nel loro sforzo di ingraziarsi i favori delle Chiese ortodosse locali, oggi gli scismatici arrivano al punto da corteggiare la Chiesa romena creando un “vicariato romeno” fittizio che non conta neppure una parrocchia (una sorta di variante clericale dei villaggi Potëmkin). Vi presentiamo in traduzione italiana uno studio su questo ulteriore livello di ipocrisia dello scisma ucraino.
25/09/2019
Il patriarca Bartolomeo e l'etnofiletismo
Il sito Orthodox Synaxis (che continua discretamente e con serietà a occuparsi del problema ecclesiologico nell’Ortodossia per cui ha iniziato l’anno scorso le sue attività) ha preparato uno studio sulle contraddizioni interne di un patriarcato che a parole si considera il nemico dell’etnofiletismo, ma nel proprio linguaggio e nelle proprie azioni dimostra di compiere proprio gli stessi atti di prevaricazione etnocentrica per i quali è pronto ad accusare le altre Chiese ortodosse locali. Vi presentiamo questo studio in traduzione italiana, sperando che queste ipocrisie non restino più nascoste.
Ascoltiamo in traduzione italiana alcuni commenti di padre Andrew Phillips sul processo di purificazione in atto negli ultimi anni nelle diverse ramificazioni della Chiesa ortodossa russa.
23/09/2019
Appuntamento in Vaticano: Shevchuk e il patriarca Bartolomeo si sono incontrati per caso?
Vi presentiamo in traduzione italiana l’analisi di Konstantin Shemljuk sullo strano incontro tra due strutture che sembrano lavorare per l’unità dei cristiani in tutti i modi tranne quelli giusti e veri.
Speriamo che vi ricordiate tutti del vescovo Gedeon (Kharon, nella foto) di Makarov, privato il 5 febbraio scorso della sua cittadinanza ucraina dal regime di Poroshenko, per la "colpa" di essere andato negli USA a parlare delle persecuzioni della Chiesa ortodossa ucraina alle autorità degli USA e dell'ONU. Il 19 settembre, il Tribunale amministrativo distrettuale di Kiev ha dichiarato illegale la procedura del Servizio di immigrazione ucraino, ordinando la reintegrazione della cittadinanza ucraina al vescovo Gedeon. Ora speriamo che vladyka Gedeon possa tornare al suo ruolo di abate del monastero delle Decime a Kiev (già oggetto di numerose persecuzioni), ma soprattutto, come vescovo che parla bene l'inglese, a informare il mondo di quel che accade ai fedeli ortodossi in Ucraina. |