→ Il Blog del Parroco
Provate a immaginare che in Italia, dove la maggior parte della popolazione continua nonostante tutti gli sconvolgimenti a professarsi cattolica, ci sia un solo cappellano cattolico per tutte le forze armate (in realtà, per chi conosce un po’ di storia, dal 1878 al 1915 non ce ne fu neppure uno...), magari a fronte di decine e decine di cappellani di confessioni minoritarie: ebbene, una situazione simile avviene in Ucraina, dove una Chiesa maggioritaria, con quasi 13.000 comunità parrocchiali, può avere un singolo cappellano militare di fronte a decine di cappellani scismatici, uniati e perfino battisti. Per sapere qualcosa di più sull’ennesimo fronte (in questo caso, fronte militare) della discriminazione degli ortodossi ucraini, vi invitiamo a leggere in traduzione italiana l’ultima analisi di Kirill Aleksandrov.
Sant’Innocenzo (Veniaminov), arcivescovo missionario in America e in seguito metropolita di Mosca nel XIX secolo, è stato uno dei rari santi canonizzati nel periodo sovietico. Vi presentiamo in traduzione italiana un documento inedito che proponeva la sua canonizzazione, scritto nel 1964 dal metropolita delle chiese patriarcali russe in America. Ci sembra che il documento e il desiderio di portare agli altari un santo “locale” siano rilevanti anche per tutti gli altri paesi dell’Occidente, incluso il nostro.
Una testimonianza che vi presentiamo in traduzione italiana riporta episodi delle vite dei santi che si sono adoperati per salvare delle vite dalla piaga dello sfruttamento sessuale, e uno tra gli esempi che continuano ancora oggi.
Padre Andrej Lemeshonok, il confessore del convento di santa Elisabetta a Minsk, risponde alla domanda della moglie di un prete che si sente inadatta al suo ruolo. La risposta di padre Andrej contiene diversi elementi per capire il ruolo di una matushka, sia nella vita personale che nell’esperienza pastorale accanto al marito. Dopo avervi parlato degli inizi della missione ortodossa nello stato indiano dell'Andhra Pradesh, e dei suoi promettenti sviluppi, vi forniamo ora una notizia che ha in sé qualcosa di miracoloso: un riconoscimento ufficiale di questa missione da parte del governo indiano (notoriamente ostile alle presenze cristiane in India) unito a una richiesta del governo alla comunità ortodossa, perché si faccia carico di un migliaio di persone in difficoltà. Nelle nostre vite abbiamo avuto più volte delle richieste di aiuti per progetti di sostegno sociale in India: ora, chi vuole offrire tali aiuti a un progetto diretto interamente dalla Chiesa ortodossa, ne ha la possibilità.
Dovremmo guardare più spesso alla Russia per le soluzioni legali ai problemi sociali più insidiosi, che creano caos in tutto il mondo. Le soluzioni legali russe sono spesso tanto efficaci quanto chirurgicamente "mirate": un caso emblematico è la scelta davanti a cui è stata messa la chiesa di Scientology: o presentarsi in Russia come ente religioso no-profit (perdendo tutti i benefici derivanti dal copyright sul suo nome e sui suoi servizi a pagamento), oppure come società commerciale (perdendo tutti i benefici dovuti allo status di ente religioso). Il fatto che Scientology abbia scelto immediatamente lo status commerciale ne ha minato definitivamente le pretese religiose, e ha impedito che in Russia l'ente si presenti con la doppiezza che ha sconvolto tanti paesi, Italia compresa. Questa libertà di scelta ha anche impedito la consueta propaganda sulla persecuzione religiosa. Una simile soluzione è stata impiegata nei confronti di Netflix. Invece di vietare i cartoni animati con contenuti LGBT (che violerebbero la legge russa sulla propaganda dell'omosessualità ai minori), la Russia ha semplicemente chiesto che questi cartoni siano fatti circolare nel suo territorio con un divieto ai minori di 18 anni (cosa che rende ancora più stridente la politica di dirigere i cartoni, in altri paesi, a un pubblico dai 6 anni in su). A questo punto, così come è divenuto inverosimile parlare di persecuzione religiosa nel caso di Scientology, diviene totalmente ridicolo parlare di oppressione del mondo LGBT in un paese che permette una totale libertà di scelta ai maggiorenni che possono assumersene la responsabilità.
Anche un orologio rotto segna l’ora esatta un paio di volte al giorno. In mezzo a una serie di prevedibili menzogne in una sua intervista, Nestor Pysyk (nella foto), uno dei membri dell’episcopato degli scismatici ucraini, solleva interrogativi che spingono anche la Chiesa canonica a pensare al proprio ruolo. Vi presentiamo in traduzione italiana i frutti di questa riflessione.
Vi presentiamo una galleria fotografica che mette assieme il clima di questi giorni con una delle meraviglie architettoniche dell’Ortodossia russa.
30/09/2020
In memoriam: Stephen F. Cohen
Il 18 settembre è morto a New York Stephen Cohen (nella foto), un autentico giornalista dalla schiena dritta. Vi invitiamo a leggere l'elogio funebre che ne fa il nostro amico Saker, e se queste parole vi dicono qualcosa, a rileggervi alcuni suoi contributi che abbiamo pubblicato o evidenziato sul nostro sito: - l'analisi delle distorsioni sulla Russia operate dai media americani; - l'intervista a Edward Snowden a Mosca; - l'invito a riconsiderare Putin, che richiama un'altra attenta analisi delle distorsioni mediatiche odierne.
La fraternità del monastero di sant'Herman dell'Alaska (nella foto), minacciata dagli incendi boschivi che stanno devastando la California, ha inoltrato una richiesta di preghiere, a cui rispondiamo volentieri, ricordando l'enorme contributo che questo monastero ha dato alla crescita dell'Ortodossia in tutto in mondo occidentale.
Sull'isola di Prinkipos (in turco Büyükada) è crollato il più grande edificio in legno d'Europa (e secondo più grande del mondo), di circa 20.000 metri quadrati. Costruito nel 1898 come albergo e casinò della Compagnie Internationale des Wagons-Lits (la compagnia ferroviaria che operava l'Orient Express), fu venduto nel 1903 quando il sultano Abdul Hamid II non rinnovò la sua licenza. Acquistato da Eleni Zarifi, moglie di un banchiere greco, fu donato al Patriarcato di Costantinopoli, che lo usò come orfanotrofio fino alla sua chiusura forzata nel 1964. Ripreso dal Patriarcato nel 2005 con una sentenza della Corte europea dei diritti umani, era ormai caduto in rovina. Il patriarca Bartolomeo aveva chiesto tempo per trasformarlo in un centro globale per la salvaguardia dell'ambiente.
28/09/2020
Storie dal ghetto
Leggiamo in traduzione italiana le storie di Dejan Baljosevic, uno degli abitanti dell’enclave serba (o “ghetto”, per dirla in una sola parola) di Orahovac, in Kosovo e Metohija. Impariamo cosa significa essere fedeli a Cristo in una terra crocifissa... può tornarci utile, se (o quando) capiterà lo stesso anche a noi.
27/09/2020
Per che cosa si assegna ora un Oscar
Il più ambito dei premi cinematografici, secondo le nuove regole dell'American Film Academy, potrà essere richiesto solo da film che soddisfano criteri di “inclusività” razziale e sessuale, sia nelle trame dei film che negli apparati di produzione. In pratica, ora l’America sta riproducendo nel proprio mondo la censura sovietica, e questo non può scappare agli occhi degli osservatori ortodossi russi, che ci offrono anche, in traduzione italiana, alcuni consigli per contrastare questo degrado e offrire ai nostri figli un futuro più sereno nel capo dei modelli da imitare.
Kaleb, un giovane ortodosso afroamericano, insegna ai suoi fratelli la via per la pace attraverso la fede ortodossa e l’esempio dei santi ortodossi africani.
Maria Lvova-Belova (nella foto), moglie di un prete di Penza e da 12 anni attiva in progetti di beneficienza, è stata eletta al Consiglio della Federazione Russa (l’equivalente del nostro Senato) dalle autorità della sua regione. Vi presentiamo la notizia di un esempio di femminismo che approviamo con tutto il cuore.
24/09/2020
Una preghiera per il metropolita Theodosius
Sua Beatitudine il metropolita Theodosius (Lazor, nella foto), primate emerito della Chiesa ortodossa in America, è morente. La sua Chiesa ci chiede di pregare per lui e per quanti hanno cura di lui presso la sua residenza al monastero di sant’Herman in Pennsylvania.
24/09/2020
La Bielorussia che non vi fanno vedere
La foto che potete vedere qui sopra rappresenta l’altra Bielorussia, quella maggioritaria, che non si riconosce nelle ondate di protesta delle ultime settimane e che non vuole svendere il proprio paese nell’ennesima rivoluzione colorata. Parlando di colori, quelle che vedete in questa foto sono le bandiere nazionali, che i cittadini più autentici del paese non hanno paura di portare in piazza. Ma le bandiere delle proteste anti-governative, quelle che i nostri media vi hanno mostrato fino alla nausea, erano in gran parte le bandiere bianco-rosse della repubblica popolare del 1918-1919. Quello che i nostri media si sono ben guardati dallo spiegare è che l’ultima volta che quelle bandiere hanno sventolato legalmente a Minsk è stato durante il periodo dei collaborazionisti del nazismo. I bielorussi di oggi ricordano ancora che l’occupazione nazista è costata lo sterminio di un quarto della popolazione del paese... forse questa è una notizia che avrebbero dovuto riportare, almeno per par condicio, quelli che si sono affrettati a riempire i video, i giornali e le teste di immagini di folle in protesta. Chissà cosa diranno di fronte a queste altre folle, che protestano contro le proteste?
Dopo Poroshenko e Đukanović, un terzo capo di stato si è appellato al Fanar per chiedere l’autocefalia per la strutura scismatica del proprio paese. Si tratta di Stevo Pendarovski (nella foto), presidente della Macedonia del Nord, che ha una fazione autocefalista "riconosciuta" ai tempi del regime di Tito come arma di indebolimento della Chiesa ortodossa serba. Ora il Fanar ha in mano una spada a doppio taglio: a differenza di quanto accadeva in Montenegro (e pure tra i sostenitori dello stesso Poroshenko!), il governo di Skopje gode del supporto della maggioranza della popolazione del paese, per cui, almeno dal punto di vista strettamente politico-statale, una proclamazione di autocefalia locale sarebbe un gioco facile. In compenso, una simile mossa alienerebbe per sempre la solidarietà degli ortodossi serbi, oltre a creare imprevedibili onde di malcontento tra i greci, proprio in quei territori del nord che sono stati un punto molto delicato nei rapporti tra il Fanar e la Chiesa di Grecia. La regione, dal punto di vista ecclesiale, non è stabile da un secolo a questa parte, e con una mossa sbagliata può ricadere in un altro secolo di instabilità, che getterà il più completo ridicolo sull’Ortodossia. Mentre vi presentiamo un articolo di approfondimento, pensiamo che qui sarebbe appropriato l'aforisma di Ennio Flaiano: "La situazione è grave ma non è seria".
È raro poter presentare in poco tempo la costruzione di una chiesa e la realizzazione del suo piano iconografico: è quel che è successo al monastero di san Gregorio Palamas a Perrysville, nell’Ohio (di cui vi abbiamo già fornito il progetto di ricostruzione). Oggi vi offriamo in traduzione italiana la presentazione del piano iconografico già in fase avanzata, opera del pittore Vladimir Grygorenko e di sua moglie Olga Rusanova.
21/09/2020
Il comma giovanneo
Il cosiddetto “comma giovanneo” è un cenno alla Trinità nella prima lettera di san Giovanni, noto a tutti gli studiosi del Nuovo Testamento e piuttosto controverso quanto ad autenticità. Vediamo in traduzione italiana come padre John Whiteford spiega da un punto di vista cristiano ortodosso questo passo, le sue particolarità e le origini delle polemiche che lo circondano. |