→ Il Blog del Parroco
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13/03/2022
Una richiesta di segnalazione
Dietro richiesta del nostro confratello, padre Giovanni Festa (nella foto), segnaliamo il seguente contrappunto all'omelia del patriarca Kirill, scritto il 9 marzo da sua Eminenza il metropolita Jean (Renneteau) di Dubna, arcivescovo delle Chiese ortodosse di tradizione russa in Europa occidentale: Lettera aperta a Sua Santità Cirillo Patriarca di Mosca Abbiamo più volte lodato la forza morale del metropolita Jean, come si può verificare con qualsiasi semplice ricerca sul nostro sito. Lo abbiamo lodato anche quando ha preso posizione contro i suoi stessi confratelli che si sono comportati in un modo poco caritatevole e contrario alla tradizione ortodossa russa. In questo caso lo ringraziamo per questa sua Lettera aperta, che dimostra che nella Chiesa ortodossa russa non vige un "pensiero unico", magari in senso contrario, ma analogo a quello dal quale siamo stati inondati nelle ultime settimane. Avendo già sentito parole simili a quelle di sua Eminenza da fin troppe parti, riteniamo comunque prioritario il punto sottolineato dal patriarca, che una pace ottenuta senza giustizia non è la pace del Vangelo.
Il patriarca Porfirije (Perić, nella foto) di Serbia ha qualcosa di profondo da dire riguardo al conflitto in corso in Ucraina, e le sue parole hanno un peso, perché parlano per esperienza diretta del passato conflitto in Jugoslavia, e delle conseguenze che questo continua oggi ad avere. Ascoltiamo le parole del patriarca, che in questo momento sta pregando il suo popolo, ancora provato e impoverito dalla guerra, di non dimenticare i propri fratelli che soffrono.
12/03/2022
Omelie del patriarca Kirill
Dalla fine di febbraio, i media del mondo sedicente libero sono stati in allerta a pretendere dichiarazioni dal patriarca di Mosca, pronti, secondo il noto detto "damned if you do, damned if you don't", a condannarlo per ogni suo momento di silenzio, e al proferire delle sue prime parole, a condannarlo ancor più duramente per quel che dice, a prescindere da cosa abbia detto veramente. Il 6 marzo, alla Domenica del Perdono, le parole del patriarca sono effettivamente risuonate piuttosto chiare, e si sono viste due reazioni: le prevedibili distorsioni da parte della grancassa mediatica del "pensiero unico" occidentale, e il meno prevedibile silenzio delle autorità della Chiesa russa nel mondo, forse spiazzate dal dover spiegare parole e posizioni che possono essere facilmente distorte. Dobbiamo dare atto alla redazione del blog Ricognizioni (che non sapremo mai ringraziare abbastanza) di aver pubblicato il testo italiano in forma integrale dell'omelia del patriarca Kirill nella Domenica del Perdono. Da parte nostra, vi presentiamo la traduzione italiana dell'omelia della sera del primo martedì di Quaresima, che non è la versione "soft", o "dietetica", della prima predicazione, ma l'interiorizzazione degli stessi principi. Quelli che si sentono risvegliati dai temi della prima omelia, avranno modo di trasporli nel loro cammino spirituale attraverso la seconda.
Iniziano ad arrivare numerosi rapporti sulle forme di aiuto che la Chiesa ortodossa ucraina sta fornendo alle persone in stato di necessità, siano essi civili, militari, profughi, feriti o quant'altro. Vi presentiamo qui sotto una lista di segnalazioni dall'Unione dei giornalisti ortodossi, limitata alla parte inglese del loro sito: la quantità di rapporti in continuo arrivo ci impedisce al momento di farne traduzioni autonome, ma confidiamo che chi vuole utilizzare un traduttore automatico possa comprenderne almeno i punti essenziali. 1. Le diocesi della Chiesa ortodossa ucraina aiutano i militari e i profughi 2. Un programma di aiuto della Chiesa per sostenere le vittime delle ostilità 3. Un monastero a Leopoli accoglie profughi da diverse regioni dell'Ucraina 4. Parrocchie della Chiesa ortodossa ucraina in altri paesi inviano aiuti umanitari in Ucraina (NB. Questa notizia include parrocchie in Italia) 5. La diocesi di Ternopol' aiuta militari e profughi 6. Il monastero di Bănceni nella diocesi di Chernovtsy accoglie 5000 profughi 7. Gli aiuti umanitari della Chiesa romena arrivano alle diocesi di Kharkov e Zhitomir 8. La diocesi di Kherson aiuta ospedali, indigenti e profughi con medicinali 9. La diocesi di Odessa aiuta ad equipaggiare e rifornire un rifugio antiaereo 10. L'opera del "bus della misericordia" a Kiev durante la guerra 11. La diocesi di Rovno continua ad aiutare soldati e profughi
10/03/2022
Risposte al patriarca d'Alessandria
In seguito alla formazione dell'Esarcato russo dell'Africa, il patriarcato d'Alessandria ha risposto a quella che ha visto come un'azione non canonica con una serie di ancor più egregie violazioni dei canoni, quale la decisione di "deporre" dal sacerdozio due preti russi che non hanno mai fatto parte del proprio clero. La risposta di padre Georgij Maksimov alla sua "deposizione" è disponibile a chi sa il russo sul suo canale YouTube; per capire invece la posizione ufficiale della Chiesa russa, vi presentiamo in traduzione italiana il testo della risposta del patriarca Kirill agli appelli del patriarca Theodoros per l'annullamento dell'Esarcato patriarcale d'Africa.
Orthochristian.com, 7 marzo 2022 Come nel 2014, la Lavra della santa Dormizione di Svjatogorsk continua a ricevere e ospitare centinaia di rifugiati. Nel 2014, i rifugiati delle province di Donetsk e Lugansk sono fuggiti dalla guerra per rifugiarsi nel monastero, e ora sono raggiunti dai residenti delle città della provincia di Kharkov, come riferisce il Dipartimento sinodale per i monasteri e il monachesimo della Chiesa russa. Secondo il servizio stampa del monastero, nell'ultima settimana sono arrivate al monastero 269 persone, tra cui 120 bambini. La maggior parte dei rifugiati è costituita da famiglie numerose in fuga da varie città e paesi. Fino a venerdì, c'erano 342 rifugiati presi in carico nella Lavra. I fedeli ortodossi ucraini hanno risposto ai bisogni dei profughi, inviando al monastero pacchi umanitari di cibo, vestiti, pannolini, medicine, ecc. Grazie al suo lavoro con i rifugiati, la Lavra è diventata anche un centro di conversione all'Ortodossia. Per esempio, nel 2014 OrthoChristian ha riferito che più di 30 rifugiati sono stati battezzati nel monastero.
Le Chiese ortodosse dell'Eritrea e dell'Etiopia hanno perso a distanza di meno di un mese i loro patriarchi: - il 9 febbraio 2022, è morto ad Asmara all'età di 94 anni Abune Antonios (a sinistra nella foto), terzo patriarca della Chiesa ortodossa eitrea, deposto nel 2006 dal governo e vissuto da quel tempo sostanzialmente agli arresti domiciliari; - il 3 marzo 2022, è morto ad Addis Abeba all'età di 83 anni Abune Merkorios (a destra nella foto), quarto patriarca della Chiesa Tewahedo etiopica, che dopo tre decenni di esilio in seguito al colpo di stato del 1991, alla riconciliazione del 2018 tra la Chiesa in Etiopia e la fazione all'estero, aveva potuto rientrare in Etiopia e servire come co-patriarca accanto ad Abune Mathias. Le storie di queste figure ecclesiastiche meriterebbero da parte nostra maggiore attenzione, così come una maggior comprensione dei dolori che hanno travagliato le Chiese antico-orientali dell'Africa orientale negli ultimi decenni.
07/03/2022
Per iniziare la Grande Quaresima
Consigli di san Serafino di Sarov Bevi dove beve il cavallo. Il cavallo non berrà mai l'acqua inquinata. Metti il letto dove dorme il gatto. Mangia il frutto toccato dal verme. Cogli tranquillo i funghi sui quali si posano i moscerini. Pianta l'albero dove la talpa scava la terra. Costruisci la casa dove il serpente si scalda. Scava la fontana dove gli uccelli si nascondono dal caldo. Coricati e alzati con le galline – avrai il seme d’oro del giorno. Mangia più verde – avrai gambe forti e cuore resistente come un leone. Nuota più spesso – ti sentirai sulla terra come i pesci nell'acqua. Guarda più spesso il cielo, non sotto i piedi – i tuoi pensieri diventeranno leggeri e limpidi. Taci di più e parla di meno – nella tua anima regnerà il silenzio e il tuo animo sarà pacifico e tranquillo.
06/03/2022
Amiamo Dio e uniamoci in Dio
Vi presentiamo, con video e trascrizione italiana, l'appello che sua Beatitudine il metropolita Onufrij ha fatto ai fedeli, in occasione della preghiera per la pace tenuta a mezzogiorno del 4 marzo.
05/03/2022
Proposte di preghiere per la pace
Il 3 marzo, il metropolita Dionisij di Voskresenie, amministratore del Patriarcato di Mosca, ha inviato una lettera circolare a tutti i vescovi diocesani della Chiesa ortodossa russa, con il testo di una preghiera approvata da sua Santità il patriarca Kirill per la lettura alla Divina Liturgia dopo l'ectenia ardente, oppure al termine delle funzioni. Il testo, riportato qui sotto in slavonico e in italiano, è stato proposto in sostituzione delle preghiere proposte dal patriarca alla Pasqua del 2014 e nel mese di giugno del 2014, e dal metropolita Onufrij nel mese di luglio del 2016, nonché delle petizioni delle ectenie che sono state indicate fin dal mese di febbraio del 2014. Da parte sua, il metropolita Onufrij (nella foto) benedice una speciale regola di preghiera quaresimale per tutti i fedeli, con la lettura di un capitolo del Vangelo e tre prosternazioni: per la fine della guerra, per il superamento dell'ostilità nella terra ucraina sofferente, e per il mantenimento della pace nel mondo.
04/03/2022
"Senza questa sofferenza io non sono nulla"
Quando i nostri cuori sono appesantiti non solo dal dolore, ma dalla ricerca di senso di questo dolore, possono essere di grande aiuto le parole del grande confessore contemporaneo della fede, padre Gheorghe Calciu (nella foto), che vi presentiamo oggi in traduzione italiana nella sezione "Testimoni dell'Ortodossia" dei documenti. Impariamo dalle sue parole (e dalla sua testimonianza di vita) a capire come le nostre sofferenze sono ricolme della presenza di Dio, e a instaurare un nuovo dialogo con il nostro creatore.
Vi abbiamo già presentato un'intervista, risalente al 2010, all'archimandrita Nektary (Haji-Petropoulos, nella foto), abate del monastero della santissima Trinità a Città del Messico. Oggi, vi proponiamo la recente intervista in tre parti, fatta da Dmitrij Zlodorev in uno dei brevi momenti della giornata lavorativa di oltre venti ore (!) di padre Nektary. Le sue parole sulla fede, sulla vita e sul sostegno reciproco nella comunità sono un incoraggiamento a ogni nostro gruppo di fedeli.
02/03/2022
Per capire certi stati d'animoDi fronte a una propaganda a raffica, a reti unificate, di quanto sia da condannare l'invasione russa dell'Ucraina, ci dispiace che le prime vittime dei media siano proprio quelli che potrebbero ora parlarci delle sofferenze subite per otto anni in una regione dai tre ai quattro milioni di abitanti (tanti quanti ne ha il Piemonte!) Ora i civili del Donbass appena liberato possono raccontare di come, per otto anni e in spregio del cessate il fuoco degli accordi di Minsk, hanno visto sistematicamente bombardare abitazioni civili, scuole, asili, ospedali, chiese, monasteri e via dicendo... il tutto nella più apatica indifferenza dei media del mondo "libero". Ora potrebbero farci sapere queste cose... ma la loro voce non arriverà facilmente. Ma alcuni, al di sotto dei radar dei media, raccolgono e diffondono informazioni come questo video da Donetsk (in tedesco sottotitolato in italiano), per il quale ringraziamo Giuseppe, che ha avuto la pazienza di ripresentarlo sul suo canale.
All'inizio del settembre 2014, sotto una martellante propaganda di una invasione russa dell'Ucraina, il nostro sito aveva presentato un interessante test in 10 segni di Dmitry Orlov (nella foto), politologo e blogger russo-americano di Boston. Il test doveva servire allora a capire se c'era stata davvero la tanto strombazzata invasione. Ora, a quasi otto anni di distanza, Dmitry Orlov ripubblica i suoi 10 segni, con un'analisi di ciò che in essi si è avverato e ciò che è cambiato. Da quanto appare dalla sua nuova comparazione dei dati, che vi presentiamo oggi nella sezione "Geopolitica" dei documenti, siamo lieti di annunciare ai nostri assidui lettori che la mole di materiale sull'Ucraina da noi pubblicata in tutti questi anni è servita a dare loro un'idea chiara di quel che sta realmente succedendo oggi. Nelle parole dello stesso Orlov: Le persone che ora si esprimono contro l'azione militare russa in Ucraina devono rispondere a una semplice domanda: dove siete stati negli ultimi otto anni mentre era in corso la carneficina a Donetsk e Lugansk, mentre delle persone venivano bruciate vive a Odessa, mentre il governo ucraino ha organizzato operazioni terroristiche sul territorio russo e mentre l'intera popolazione ucraina è stata costretta a inchinarsi agli americani e a parlare ucraino, il più delle volte contro la sua volontà? Se la vostra risposta è "Non lo sapevo", allora avete perso il diritto a un'opinione informata su ciò che sta accadendo lì ora. Tenetelo a mente e agite di conseguenza.
Dobbiamo esprimere la nostra più grande ammirazione per l'Unione dei giornalisti ortodossi. Pur con i continui sviluppi di eventi nel loro stesso paese, questi giornalisti ucraini non dimenticano di parlare di chi sta peggio di loro. Le notizie dell'Ortodossia in Africa (che sono le basi del nostro futuro) arrivano un po' più rarefatte, ma arrivano ancora, e non possiamo certo biasimare i giornalisti ucraini se devono occuparsi anche di altre emergenze. Per ora, la fonte più ricca di notizie sugli sviluppi in Africa resta il canale Telegram del metropolita Leonid, dove le notizie sono in russo, e che può essere visto anche da chi non è iscritto a Telegram sulla pagina alternativa del canale. Tuttavia, grazie alla mediazione dell'Unione dei giornalisti ortodossi, ecco alcune delle ultime novità: 1. La Chiesa etiopica è pronta a collaborare con l'Esarcato 2. Chierici dell'Esarcato dell'Africa: Siamo stati ridotti in schiavitù dalla Chiesa d'Alessandria 3. In Zambia, 3 chierici su 6 si sono trasferiti alla Chiesa ortodossa russa dalla Chiesa d'Alessandria 4. Il primo antimensio della Chiesa ortodossa russa è arrivato in Congo
27/02/2022
In memoriam: Andrei Tataru
Il 26 febbraio 2022 si è addormentato nel Signore il nostro parrocchiano Andrei Tataru (nella foto), che era a Torino dal 2003, proveniente da Cimşilia (Moldova). Aveva raggiunto la mamma Ioana, in Italia dal 2000, e dopo i primi mesi di lavoro, era stato debilitato da un tumore al capo, che gli aveva lasciato una paralisi parziale. Abbiamo cercato di assisterlo fin d'allora, con l'aiuto della comunità romena di Santa Croce, dei padri Camilliani e di molte persone e associazioni di buona volontà. La forza d'animo, la resistenza e la mitezza di Andrei e di Ioana sono state per noi un esempio molto positivo, così come la prova di come la chiesa offriva loro un ambiente di serenità e speranza. Ora ci stringiamo attorno a Ioana con un profondo rispetto per la sua vita di abnegazione materna, e chiediamo ad Andrei di non smettere di pregare per noi, ora che ha iniziato il grande viaggio verso il Signore che ha tanto amato. Eterna la sua memoria! Veşnica lui pomenire! Вечная ему память!
L'archimandrita Elpidios Vagianakis (nella foto), per molti anni missionario in Zimbabwe, è noto al pubblico ortodosso di lingua greca (e attraverso varie traduzioni, di lingua inglese, russa, tedesca e svedese) come una figura profetica, nelle orme di san Paissio del Monte Athos. Vi presentiamo il video con trascrizione di un'intervista in cui, con parole profetiche, delinea lo scontro spirituale che sta alla base del conflitto che vediamo in questi giorni. Speriamo che le indicazioni di padre Elpidios ci siano di buon complemento alle riflessioni di questa domenica, dedicata al tema del Giudizio universale.
Il metropolita Onufrij, nella sua breve esortazione ai fedeli della Chiesa ortodossa ucraina, ha ribadito i punti fermi di ogni vero cristiano in una situazione di emergenza. Vi presentiamo la notizia assieme al videomessaggio del primate ucraino.
25/02/2022
Che cosa pensavano che sarebbe successo?
Il nostro amico George Michalopulos (nella foto) ha preparato un eccellente editoriale sul suo blog, Monomakhos, dove offre una disamina della situazione di caos in cui il patriarca Bartolomeo ha gettato l'intero mondo ortodosso. Nota per i cercatori di notizie geopolitiche Dobbiamo ammetterlo: a volte certe coincidenze sembrano troppo incredibili per essere vere, ma abbiamo tradotto questo articolo prima che ci arrivasse la benché minima notizia delle operazioni militari in corso in Ucraina. Il titolo dell'articolo può sembrare una trovata per acchiappare lettori (ma non abbiamo bisogno di inventarci forme di clickbait: nelle ultime ore prima di mettere questo articolo in rete, i visitatori del nostro sito sono raddoppiati...), ma il testo dell'articolo si riferisce solo ed esclusivamente al fallimento del progetto del riconoscimento degli scismatici ucraini.
Nell'ultima analisi di Kirill Aleksandrov, vediamo come la Chiesa cattolica romana sta subendo dall'interno le pressioni delle ideologie di gender, attraverso le proposte conflittuali del "Cammino sinodale" tedesco. Questi conflitti, che portano un serio rischio di uno scisma, dimostrano agli ortodossi come gli "adattamenti alla società contemporanea" non solo non rendono il messaggio cristiano più rilevante, ma lo depotenziano fino a farlo abbandonare del tutto. |