→ Il Blog del Parroco
Dal blog Journey To Orthodoxy di padre John Peck, che raccoglie molte testimonianze di conversione all'Ortodossia, oggi vi presentiamo un'intervista insolita ma molto rivelatrice a Justine Alter, una maga cerimoniale il cui cammino verso Cristo non è iniziato prima, ma dopo il catecumenato e il battesimo ortodosso. Storie come questa ci dovrebbero far riflettere molto attentamente sulle persone che vogliono entrare nella Chiesa più come una ricerca di una via di potere che come un cambiamento di vita interiore.
Vi abbiamo già presentato nel 2013 una descrizione illustrata a disegni della cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. Crediamo che dopo 11 anni non sia sbagliato ritornare sui nostri passi con un altro articolo che sottolinea i fatti più importanti legati alla chiesa principale della Russia.
Vi presentiamo uno dei rari interventi ortodossi in tema di globalizzazione, che il nostro amico vescovo Petru (Pruteanu) aveva presentato a un congresso internazionale in Moldova diversi anni or sono, ma ancora decisamente di attualità.
In una rassegna di quanto gli è successo negli ultimi anni, originato da una decisione della ROCOR in Gran Bretagna di insistere sul ribattesimo dei non ortodossi a totale esclusione della secolare pratica della Chiesa ortodossa russa, l'arciprete Andrew Phillips (nella foto) pone una domanda in relazione alla figura di James Vance, il senatore scelto da Trump nella corsa alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Vance, un cattolico filo-russo, sarebbe contento di una Chiesa russa che ritiene che i cristiani cattolici siano non battezzati?
21/07/2024
Il pericolo del tradizionalismo nella Chiesa
Vi presentiamo un articolo del vescovo Petru (Pruteanu) su un tema che sembrerà strano a chi è abituato a considerare la Chiesa ortodossa come un "bastione di tradizione": in realtà lo è, ma non solo perché si oppone a certe deformazioni (un tratto comune ai "tradizionalismi" di ogni tipo), ma piuttosto perché si sforza di vivere la verità del Verbo di Dio incarnato.
La Chiesa ortodossa romena sta canonizzando 16 martiri e confessori del XX secolo, tra cui alcuni aperti simpatizzanti della Guardia di Ferro. Questo non poteva non suscitare lo sdegno delle organizzazioni ebraiche dedicate alle vittime della Shoah, per cui il Patriarcato di Romania si è trovato a dover rispondere ad accuse ben circostanziate. Vi presentiamo un articolo su questa risposta, lasciando a voi il giudizio sull'applicabilità delle argomentazioni a numerosi casi concreti della storia.
Il 5/18 luglio la Chiesa commemora sant'Atanasio del Monte Athos, fondatore della Grande Lavra, assieme ai sei confratelli con i quali morì in un incidente di cantiere poco dopo l'anno 1000. Vi presentiamo un breve schizzo biografico del santo, sul quale peraltro abbondano interessanti racconti aneddotici.
Gli ortodossi ucraini hanno tutti i motivi di essere interessati ai cambiamenti che l'elezione di Donald Trump, data ormai per favorita, potrebbe portare alla loro Chiesa e al loro paese. Vediamo quali sono queste prospettive in un'analisi di Konstantin Shemljuk.
Oggi analizziamo una notevole inversione di tendenza rispetto alla passata cecità delle autorità americane sulle ingiustizie contro la Chiesa ortodossa ucraina: forse non è ancora abbastanza per un intero rovesciamento dello sporco gioco politico-religioso che abbiamo visto intensificarsi negli ultimi anni, ma è certamente una mossa nella direzione giusta.
In un saggio di Kirill Aleksandrov, vi presentiamo la vita del primo martire dell'episcopato russo sotto la persecuzione sovietica, ucciso proprio sotto le mura della Lavra delle Grotte di Kiev negli stessi giorni in cui a Mosca un Concilio si adoperava ad affrontare le sfide dell'epoca.
Una delle cose che uniscono cattolici e ortodossi è l'essere vittime delle accuse di "mariolatria" da parte dei cristiani evangelici. Queste accuse non si limitano alla venerazione della Madre di Dio, e si estendono a tutta una serie di punti tradizionali della fede cristiana. In questo caso è utile l'intervento di un esperto apologeta, e Amir Azarvan ci offre una spiegazione di parte ortodossa su come la venerazione della Madre di Dio sia tanto radicata nella fede apostolica quanto i più tradizionali dogmi cristologici e trinitari.
14/07/2024
Una preghiera significativa
Quella che vedete nella foto è una preghiera in ginocchio per la cessazione delle ostilità in Ucraina. Niente di particolare in sé: chi sia stato nella nostra parrocchia da oltre due anni a questa parte ci vede fare la stessa cosa, poco prima delle ectenie per i catecumeni, in una qualsiasi Liturgia domenicale o festiva. La cosa interessante è piuttosto che queste preghiere sono officiate all'aperto nella regione di Rovno, nell'Ucraina nord-occidentale. Possono essere un segno del fatto che le cose stanno cambiando attorno a questa comunità della Chiesa ortodossa ucraina canonica, perché se gli stessi chierici e fedeli si fossero azzardati a pregare in strada per la pace (anziché per la vittoria del regime ucraino) negli scorsi due anni, sarebbero stati immediatamente presi d'assalto per "azioni anti-patriottiche". Momenti come questi ci fanno legittimamente sperare che la fine di questo tunnel di persecuzioni sia ormai in vista.
Vi presentiamo un saggio dal blog Orthodox Reflections che commenta l'elezione del patriarca Daniil, e le conseguenze positive che questa elezione ha sull'ecumene ortodosso.
In un saggio di Kirill Aleksandrov, vediamo come molte delle caratteristiche delle persecuzioni degli antichi cristiani si applicano piuttosto bene anche all'attuale persecuzione degli ortodossi ucraini, con simili motivazioni che portano alla confessione della fede o all'apostasia.
La Chiesa russa è stata appena fatta oggetto di un'ondata di scandalo mediatico in seguito alle accuse di condotta impropria del metropolita Ilarion (Alfeev) di Budapest con uno dei suoi assistenti, il giovane russo-giapponese Georgij Suzuki (a destra nella foto, accanto al metropolita). La coincidenza dell'apertura di questo vaso di Pandora (dove, se qualcosa c'è stato, è avvenuto lo scorso gennaio) e delle recenti polemiche attorno all'opera di mediazione di Viktor Orbán tra Mosca e Kiev è un po' troppo sospetta per non lasciar pensare che lo scandalo sia stato ben orchestrato, quanto meno per la sua tempistica. Non ci sembra un caso che a ogni lancio di sterco contro il metropolita russo ce ne sia un altro equivalente contro il premier ungherese. L'ambito dello scandalo è comunque la sfera religiosa, e in questo caso sembra che non siano stati risparmiati gli sforzi. Una delle prime coperture mediatiche in italiano è dell'outlet internazionale gloria.tv, che tuona un giorno sì e uno pure contro papa Bergoglio, ma che non ha perso l'occasione di accusare anche la gerarchia ortodossa russa in ogni lingua immaginabile. Che cosa fare quando l'onda di sterco colpirà anche le nostre comunità? Prima di tutto, dobbiamo ricordare che la Chiesa è fondata su Cristo, e non su qualsivoglia dei suoi vescovi. In secondo luogo, possiamo ridimensionare le voci sull'importanza del metropolita Ilarion, che lo presentano da decenni come "il numero due della Chiesa russa", "l'erede di Kirill" o "il prossimo patriarca". Così come Mark Twain ebbe modo di scrivere "Le voci sulla mia morte sono fortemente esagerate", anche le voci sull'importanza del metropolita Ilarion sono state ingigantite da chi negli incontri internazionali vedeva solo lui come rappresentante del Patriarcato di Mosca e lo sentiva parlare in un elegante inglese accademico. In realtà, pur avendo un ruolo di tutto rispetto nella gerarchia della Chiesa russa, il metropolita Ilarion non è mai stato il "vice-patriarca", e a nostra conoscenza, non si è mai presentato come tale. In terzo luogo, dovremo invitare a lasciare che le verità dei fatti legalmente rilevanti siano appurate dalle autorità competenti, e ricordare che se il giornalismo può (anzi, deve) lanciare l'allarme su notizie sospette, non compete al giornalismo emettere le sentenze legali definitive sui fatti.
Ringraziamo Nicolai Lilin per la sua continua attività di confutazione delle bufale che il nostro sistema "informativo" ci presenta sul conflitto in Ucraina. Dopo un giorno di continue accuse sui cattivi russi che avrebbero bombardato l'ospedale pediatrico di Kiev, vediamo come il missile incriminato sia un dono americano al regime ucraino, che usa questi missili come armi contraeree... in modo criminale, perché queste armi non vanno usate in aree urbane, per evitare proprio gli incidenti come quello dell'ospedale. La vicenda (con tanto di montatura mediatica, e purtroppo con vittime umane) è la stessa della cattedrale di Odessa poco meno di un anno fa. Invitiamo quelli che vogliono farsi un'idea obiettiva di quel che succede in Ucraina a iscriversi al canale Telegram di Nicolai.
Eccovi una descrizione delle tre celebri chiese della Russia chiamate "sul sangue versato", perché costruite sui luoghi della morte violenta di alcuni membri della famiglia imperiale russa.
08/07/2024
La montagna che porta l'impronta del Signore
Come già più volte in passato, nella nostra parrocchia organizziamo anche quest'anno un pellegrinaggio in Terra Santa (continuando a pregare per una pace giusta nella regione). Nel frattempo, vi presentiamo una breve panoramica del Monte degli Ulivi, una delle mete di pellegrinaggio più importanti a Gerusalemme.
07/07/2024
Un complimento al patriarca Bartolomeo
Quanti ci seguono da anni sanno che non siamo mai stati particolarmente clementi nei confronti del patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, ma se un gesto merita davvero un complimento, non ci tiriamo indietro. Nella sua visita privata a Torino del 5 luglio 2024, comunicata al pubblico dall'arcidiocesi di Torino e dalla stampa cattolica diocesana, il patriarca Bartolomeo ha seguito un rigido protocollo, visitando, in quest'ordine: 1) Il Duomo di Torino, in cui è conservata la santa Sindone; 2) Palazzo Reale, con la Cappella della Sindone; 3) il Museo della Sindone; 4) La parrocchia del suo Patriarcato. Questa successione di eventi dice molto sulle priorità di una visita patriarcale a Torino. In modo non molto dissimile si erano svolte le visite del nostro patriarca Kirill (allora metropolita, e capo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne) nel 1998 e nel 2000. Anche in quei casi ci furono visite alla Sindone, convegni e conferenze sulla Sindone, e solo in ultima analisi un Vespro celebrato presso la nostra comunità. Di fronte a tali priorità, suona paradossale che qualcuno abbia preferito fare una copertura della recente visita patriarcale senza nominare nemmeno una volta la Sindone, neppure di sfuggita. Siamo comunque molto contenti che il patriarca Bartolomeo abbia seguito una scala di valori che conferma quale sia il principale punto d'interesse delle centinaia di migliaia di fedeli ortodossi che visitano Torino. Ci auguriamo che lo capiscano anche gli ortodossi sindonofobi locali, da anni impegnati con zelo a segare il ramo su cui essi stessi stanno comodamente seduti.
Vi presentiamo un saggio di Walt Garlington che smonta le dichiarazioni dell'arcivescovo Elpidophoros alla festività americana del 4 luglio, mettendo a paragone la sua enciclica con l'insegnamento patristico ortodosso. Ma questo saggio non è solo una critica, perché termina con un appello di assoluto buon senso a cercare di radicare la fede ortodossa nelle vere culture locali, piuttosto che nei poteri politici del momento. |