→ Il Blog del Parroco
Ora la persecuzione dei cristiani ortodossi si estende anche agli studenti del Seminario e dell'Accademia teologica di Kiev, che devono trasferire la loro sede fuori da quella che è stata per secoli la loro casa. Vi raccontiamo la vicenda del loro allontanamento, nell'attesa e nella speranza che il regime liberticida che permette queste porcate termini quanto prima.
A fine luglio, il patriarca serbo Porfirije ha lanciato un appello ai primati ortodossi e ai leader religiosi e mondiali per la difesa dell'abate della Lavra delle Grotte di Kiev ingiustamente detenuto e dei cristiani ortodossi perseguitati in Ucraina. La risposta del patriarca Theodoros di Alessandria è stata quasi un capriccio da bambino: dice che "osserva con dolore" che il patriarca Porfirije difende il metropolita Pavel ma non il suo Patriarcato di Alessandria contro l'Esarcato africano della Chiesa russa. Vi presentiamo in traduzione italiana il saggio con cui il sito ufficiale della Chiesa serba fa strame di questo personaggio venduto, che fino a un certo punto ha esortato gli ortodossi ucraini a tenersi fedeli alla Chiesa canonica, e all'improvviso (forse un giorno sapremo per quale compenso o minaccia) si è messo a sostenere gli scismatici, perdendo per sempre il rispetto e la fedeltà della maggioranza del suo gregge.
26/08/2023
Un esempio di lealtà e di coraggio
Vi presentiamo il resoconto di un'incredibile storia di testimonianza di fede dalla città di Cherkassy: di fronte a un ennesimo sequestro di una chiesa, l'arciprete Evgen Burkatksij, scacciato dalla casa parrocchiale assieme alla moglie a e sette figli (nella foto) annuncia che non se ne andrà, e continuerà a servire la comunità privata del proprio luogo di culto.
Vi presentiamo in traduzione italiana la deprimente notizia della sospensione dal servizio di un sacerdote cattolico orientale di Uzhgorod, padre Roman Kurakh (nella foto), che in una predica ha esortato alla riconciliazione tra russi e ucraini, finendo sotto gli insulti di una giornalista nazionalista nella sua stessa chiesa. Se volete sapere quacosa di più sull'incidente, andatevi a vedere un ottimo commento di Nicolai Lilin sul tema, che sottolinea come gli appelli alla riconciliazione e al perdono non siano altro che il messaggio del Vangelo. Purtroppo, la diocesi di Padre Roman (che non è neppure parte della Chiesa greco-cattolica ucraina, ma della Chiesa cattolica orientale sui iuris cosiddetta "bizantina", che raggruppa le popolazioni russine della Transcarpazia), che ha sospeso il sacerdote per rischio di strumentalizzazione delle sue parole a fini politici, ha già dimostrato di essere essa stessa sotto un tale livello di strumentalizzazione politica da aver messo in secondo piano le parole stesse di Cristo.
La buona notizia: vladyka Onufrij ha potuto celebrare il nono anniversario della sua intronizzazione nella chiesa di sant'Agapito (l'unica rimasta a disposizione degli ortodossi in tutta la Lavra delle Grotte di Kiev), circondato dall'affetto di vescovi, chierici e fedeli, e con gli auguri e le preghiere degli ortodossi di tutto il mondo. Vi presentiamo il resoconto con video delle celebrazioni della festa. La cattiva notizia: appena quattro giorni dopo l'anniversario della sua intronizzazione, vladyka Onufrij è stato aggiunto alle liste di proscrizione delle persone che non possono risiedere nella Lavra delle Grotte, riservata ora dal regime a "monaci e lavoratori del complesso della Lavra". Vi preghiamo di immaginare una scena in cui una dittatura italiana fanaticamente anti-cattolica vietasse di vivere in Vaticano a tutti i non dipendenti dello stato, e includesse nel divieto anche... il pontefice romano, in quanto tecnicamente non è un "dipendente" del Vaticano. Se riuscite a immaginarvi una simile assurdità, inizierete a farvi un'idea delle prepotenze che il regime ucraino sta facendo ai cristiani ortodossi.
23/08/2023
Vengo anch'io? No, tu no!
"Si potrebbe andare tutti quanti al Monte Athos...", ma a quanto pare, l'arcivescovo Elpidophoros (al centro nella foto) non è il benvenuto: la sua richiesta di visitare il Monte Santo quest'estate è stata rifiutata. Leggiamo in traduzione italiana il commento di Nick Stamatakis, il coraggioso redattore di Helleniscope, che non risparmia critiche alle deviazioni dall'Ortodossia in atto nei circoli fanarioti. L'anno scorso vi abbiamo proposto un video con un Kyrie Eleison scritto personalmente dal patriarca Ilia II della Georgia, cantato da Anastasija Gladilina e dal coro maschile del monastero Sretenskij di Mosca. Oggi vi proponiamo un'altra versione dello stesso canto che va ancora più alla fonte, con una solista e un coro della Chiesa ortodossa georgiana.
Quella che vedete (non stiamo scherzando) è la Veglia della festa della Trasfigurazione alla chiesa della Trapeza nella Lavra delle Grotte di Kiev. La chiesa è una di quelle che sono state sottratte ai fedeli a Capodanno (se ve ne siete già dimenticati, guardate il nostro articolo con video che fa vedere com'era la chiesa in un vero momento di preghiera) e offerte agli scismatici della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" prona al regime. La chiesa, così come la vedete qui, era stata restaurata e mantenuta con trent'anni di fatica da parte degli ortodossi ucraini del Patriarcato di Mosca. Oggi, i quattro disgraziati (nel senso proprio del termine: "privi di grazia") che vedete nella foto non riusciranno a mantenere operativa neppure la cassetta delle offerte, per cui la chiesa dovrà essere mantenuta (o - come temiamo - trascurata) dal "governo". Ecco un altro modo con cui il regime di Kiev dimostra di essere contrario agli interessi più semplici della popolazione del paese. Il portavoce del circo degli scismatici, Ivan (in pseudo-Ortodossia "Evstratij") Zorja, ha annunciato che tutto questo parlare di masse di persone è un segno del "mondo russo", di cui la "Chiesa ucraina" sarebbe libera, e quel che conta è la verità (presumibilmente, la verità degli scismatici) e non i numeri. Se la verità di Zorja fosse così evidente, ci sarebbe da chiedersi perché i suoi sgherri continuino a tener fuori dalle loro chiese tutti quegli ortodossi i cui numeri per lui non contano...
Vi presentiamo un saggio di Konstantin Shemljuk, che testimonia l'ennesima prepotenza e politica di doppi standard dello Stato ucraino: poiché ai pagliacci al potere a Kiev brucia il fatto che la Chiesa ortodossa ucraina riesca ancora a radunare migliaia di persone alle sue celebrazioni pubbliche, ora si stanno privando selettivamente gli ortodossi ucraini del diritto di fare processioni e pellegrinaggi ai luoghi di culto, con campo aperto a ogni genere di vessazioni: allo stesso momento, si rispetta e si incoraggia il diritto alle processioni degli uniati e degli ebrei chassidici.
In una conversazione che vi abbiamo tradotto in italiano, Vladimir Basenkov intervista padre Roman Kunen (nella foto), rettore della parrocchia del Patriarcato di Mosca a Rio de Janeiro. Padre Roman, nativo brasiliano, spiega le difficoltà che hanno i fedeli ortodossi in un enorme paese con pochissime chiese e comunità a loro disposizione. Eccovi la parte finale della conversazione con Alessandro Gnocchi sulle implicazioni religiose del conflitto in Ucraina, questa volta con un excursus su aspetti della Chiesa russa post-comunista poco conosciuti in Italia e in Occidente in generale: Per la prima parte del video, cliccate qui.
Continuiamo anche oggi con un paio di studi dedicati alle difficoltà della Chiesa ucraina: il primo è un saggio di Konstantin Shemljuk su una strana lettera proposta da un sito web ucraino, che ha suggerito un appello alle Chiese ortodosse locali per eliminare le tensioni religiose interne. Shemljuk dimostra in breve come il testo della lettera sia solo un modo di dichiarare sottomissione a chi comanda a Kiev. La nostra seconda proposta, un saggio di Jaroslav Nivkin, è una salutare doccia fredda sui facili entusiasmi per l'amicizia tra Stato e Chiesa in Russia, che potrebbe facilmente portare a uno stato di indolenza spirituale verso l'emergere di minacce da parte di altre religioni (la costante tendenza musulmana al predominio tramite conflitto) o di repressioni da parte di un futuro potere statale ostile. Per Nivkin l'aperta persecuzione della Chiesa in Ucraina sembra preferibile, perché lascia i credenti consapevoli e pronti a lottare per la loro fede.
Vi presentiamo due studi relativi a eventi recenti che dimostrano la consueta ingerenza sfacciata del Fanar nel mondo ortodosso: nel saggio di Kirill Aleksandrov ritroviamo una conoscenza che abbiamo fatto pochi giorni fa, Theophanes (Koja), e analizziamo perché la sua gaffe di recitare il Credo cattolico durante la sua consacrazione episcopale potrebbe non essere un'ingenua trascuratezza, ma un test sulla disponibilità a compromessi ecumenisti. Nel saggio di Konstantin Shemljuk vediamo invece come il Fanar si stia allineando a diversi tentativi di strappare la Metropolia di Moldova dalla Chiesa russa, offrendola alla Chiesa romena in cambio del riconoscimento degli scismatici ucraini.
Le persecuzioni contro i vescovi della Chiesa ortodossa ucraina hanno raggiunto anche il nostro amico metropolita Luka (Kovalenko, nella foto) di Zaporozh'e e Melitopol': vi presentiamo il resoconto di questo ulteriore atto di prepotenza.
15/08/2023
Viaggio al Monte Athos
L'11 agosto, parrocchiani della Chiesa ortodossa ucraina e pellegrini in visita alla Lavra delle Grotte id Kiev sono stati bloccati in due edifici della Lavra inferiore, con la facoltà di uscire se lo desiderano, ma non di rientrare nella Lavra. Da allora, tutti quelli che hanno optato di restare sono effettivamente prigionieri loro malgrado. Questa ennesima prepotenza sui fedeli, nemmeno la più cattiva di tutte, giunge a confermare quanto siano state false le dichiarazioni del governo ucraino che la Lavra sarebbe diventata un punto di riferimento culturale aperto a tutti i cittadini.
13/08/2023
San Nicola del Giappone sul buddismo
Come tributo al recentemente defunto metropolita Daniel di Tokyo, vi presentiamo un saggio di padre Georgij Maksimov che esamina il rapporto tra il santo vescovo Nicola del Giappone e il buddhismo da questi studiato fin da quando mise piede nell'Impero del sol levante. L'approccio di san Nicola (garbato ma spietatamente critico sulle verità di fede) è il modello per ogni missione ortodossa.
Vi presentiamo uno studio teologico sulla genealogia di Cristo in Matteo, e sulla presenza delle quattro singolari figure femminili che sembrano stonare con il resto della lista, ma che in realtà sono portatrici di insegnamenti spirituali di notevole profondità.
12/08/2023
Eterna Memoria: metropolita Daniel (Nushiro)
Il 10 agosto 2023 si è addormentato nel Signore all'età di 85 anni il metropolita Daniel (al secolo Jude Nushiro, nella foto) di Tokyo, primate della Chiesa ortodossa autonoma del Giappone (日本ハリストス正教会教団, Nihon Harisutosu Seikyōkai Kyōdan). Nato il 5 settembre 1938 in una famiglia ortodossa giapponese, studiò letteratura francese nella sua prefettura natale di Aichi e teologia al Seminario ortodosso di Tokyo. Dopo aver completato nel 1968 un magistero in teologia al St. Vladimir’s Seminary nello stato di New York, fu ordinato diacono e sacerdote. Alla morte del metropolita Theodosius (Nagashima) fu chiamato tra i candidati all'episcopato poiché era rimasto vedovo. Poiché la Chiesa del Giappone ha numerosi chierici ma pochi monaci, i nuovi vescovi erano scelti abitualmente tra i preti vedovi: fu proprio il metropolita Daniel a cercare di risolvere il problema con la fondazione nel 2005 di una comunità monastica presso la cattedrale della Risurrezione a Tokyo. Il metropolita Daniel fu consacrato all'episcopato a Tokyo dal patriarca Alessio II il 14 maggio 2000. Alle elezioni patriarcali del 2008, sul sito consultivo dei laici ottenne un insolito successo, piazzandosi immediatamente dopo il metropolita Kirill: è probabile che il voto esprimesse un moto di protesta, in quanto si trattava dell'unico metropolita della Chiesa russa privo di legami personali con l'Unione Sovietica. Vladyka Daniel lascia una notevole produzione letteraria e omiletica, nota per la sua chiarezza (i suoi scritti sono spesso impiegati in catechismi e opuscoli introduttivi sulla Chiesa) e il suo umorismo. Eterna Memoria! 永遠の記憶 (Eien no Kioku)!
11/08/2023
Il rilancio della consacrazione di Belya
I lettori assidui del nostro sito conoscono la storia controversa di Alexander Belya, archimandrita deposto dalla ROCOR e passato sotto Costantinopoli, messo a capo di un "vicariato slavo" in America, proposto dall'arcivescovo Elpidophoros come vescovo vicario, provocando reazioni giunte fino a una minaccia di scioglimento dell'Assemblea dei vescovi ortodossi d'America. Ora è giunta la notizia che Elpidophoros intende comunque consacrare Belya all'episcopato. Per prevenire le reazioni dei vescovi contrari, ha offerto loro un compromesso in due punti: 1 - Che il nuovo vescovo non faccia parte dell'Assemblea episcopale americana (nonostante le regole dell'Assemblea dichiarino che tutti i vescovi operanti in America delle Chiese che fanno parte dell'Assemblea ne siano automaticamente membri). 2 - Che il nuovo vescovo non sia invitato alle attività dell'Assemblea, per non causare "sconforto" ai confratelli vescovi. Speriamo che tali confratelli riescano a vedere attraverso la doppiezza e l'inganno di un simile subdolo compromesso, che in parole oneste sarebbe spiegato così: "Cari confratelli, la nostra assemblea episcopale che io presiedo – e che DEVO presiedere, se no il mio Patriarcato fa i capricci e vi pianta tutti in asso – dovrà convivere (contro alle proprie stesse regole) con vescovi che io mi riservo unilateralmente di consacrare e porre a capo di nicchie etniche della mia giurisdizione, anche se tali vescovi sono chierici da voi spretati, anche se tali nicchie sono popolate da vostri disertori e sono composte da comunità a voi rubate e sottratte in vari modi. ma se questo vi crea 'sconforto', posso sempre non portarli con me ai ricevimenti e lasciare che voi guardiate dall'altra parte". Più passa il tempo, più si rivela che il patriarcato di Costantinopoli è IL PROBLEMA dell'Ortodossia odierna. |