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Augustine Martin ci presenta una riflessione esplosiva (che certamente condurrà a un dibattito senza esclusione di colpi) sul tema dell'etica medica, rivelando il contenuto di uno dei più polemici sermoni di san Giovanni Crisostomo, quello in cui accusa la medicina ebraica di essere una forma di stregoneria in odio a Dio. I benpensanti potranno cercare di attenuare in tutti i modi le parole di quel sermone, ma resta il fatto che tali parole formarono uno dei canoni dei Concili ecumenici (quello che vieta ai cristiani ortodossi di ricorrere ai servizi dei medici ebrei), e forse varrebbe la pena rivedere molte forme di degenerazione moderna dell'arte medica alla luce delle preoccupazioni dei Padri sulla salute (quella fisica, ma anche e soprattutto quella eterna).
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