→ Il Blog del Parroco
Eccovi la seconda puntata dell’analisi di Pavel Darovskij, che dopo averci fatto un’accurata e provvidenziale lezione su ciò che avviene davvero in Ossezia del Sud e in Abkhazia, smonta con diligenza un altro degli strafalcioni del primate cipriota sulle presunte malefatte della Chiesa russa in Polonia. A quelli che si sentono un po’ stanchi di queste incessanti risposte, e magari vorrebbero dirci “E va bene, l’abbiamo capito che i membri della mafia fanariota sono dei contaballe, ma che bisogno avete di scagliarvi continuamente contro le loro affermazioni?”, possiamo soltanto ricordare questo passo da Le lettere di Berlicche (n. 23), in cui il diavolo ricorda al suo sottoposto: “Non si deve permettere agli esseri umani di accorgersi che tutti i grandi moralisti sono inviati dal Nemico non a informare gli uomini ma a ricordare loro, a riaffermare le banalità morali primordiali contro il continuo occultamento che ne facciamo noi. Noi facciamo i sofisti: egli fa sorgere un Socrate a rispondere loro”.
25/11/2020
Io sono il primo senza eguali: il patriarca Bartolomeo ha deciso di cambiare ecclesiologia
Ci sembrava di aver parlato con molta, forse con troppa schiettezza quando alcuni giorni fa abbiamo apertamente denunciato il papismo che affiora apertamente nell’ecclesiologia del patriarca Bartolomeo. Ora siamo contenti di non essere i soli su queste posizioni di denuncia (su cui non abbiamo alcuna pretesa di originalità o di esclusiva), e lasciamo volentieri all’analisi di Kirill Aleksandrov il compito di spiegare in modo più attento e approfondito il tema che abbiamo introdotto.
24/11/2020
Attacchi dell'alleanza tra Dipartimento di Stato e Fanar: in Georgia e a Gerusalemme resisteranno?
Eccovi il resoconto dell’offensiva che tutti dovevamo aspettarci, nella traduzione italiana del saggio di Konstantin Shemljuk, che ci elenca i retroscena della recente visita del segretario di Stato americano Mike Pompeo ad autorità accuratamente selezionate nel mondo ortodosso.
Vi presentiamo una video-intervista all’accademico ucraino Pjotr Tolochko (nella foto), che fa a pezzi le pretese storiche di Costantinopoli a gestire l’Ucraina come proprio territorio.
23/11/2020
Un tributo a sua Santità il patriarca Irinej
Per coprire le contraddizioni del suo voltafaccia nella crisi ucraina, l’arcivescovo Chrysostomos di Cipro ha utilizzato il ben noto, per quanto ritrito, espediente di scaricare sulla controparte (in questo caso, la Chiesa russa) tutte le accuse che potrebbero essere mosse alla propria parte (in questo caso, il Fanar). Conosciamo bene questa tattica (sono anni che leggiamo accuse alla Chiesa serba di avere “invaso il Kossovo e il Montenegro”...), e possiamo capire che la stampa internazionale, in omaggio al principio di buon senso che la gallina che canta per prima è generalmente quella che ha fatto l’uovo, si sia semplicemente rifiutata di commentare le dichiarazioni sconclusionate del primate cipriota. Ringraziamo tuttavia l’Unione dei giornalisti ortodossi per averci offerto un saggio di Pavel Darovskij che cerca di rimettere ordine sulle accuse di interferenze della Chiesa russa nella Chiesa georgiana e ci offre chiarezza in un paio di scenari poco noti, sia per rispetto della verità storica, sia per chiarire da dove viene il vero pericolo per l’unità della Chiesa georgiana.
Vi presentiamo in traduzione italiana un articolo di un autore anonimo pubblicato su un blog ortodosso di lingua inglese, con serie riflessioni per i cattolici che stanno seriamente considerando l’opzione ortodossa, e si trovano disorientati da espressioni di papismo “ortodosso” che, evidentemente, li possono inquietare. Leggete con attenzione l’articolo e giudicate da voi stessi se l’autore ha fatto un buon lavoro per tranquillizzare questi ricercatori nelle loro apprensioni.
21/11/2020
Eterna memoria al patriarca Irinej
Sua Santità il patriarca di Serbia Irinej (al secolo Miroslav Gavrilović, nella foto) si è addormentato nel Signore al mattino del 20 novembre 2020 all'ospedale militare di Belgrado. Aveva 90 anni, ed era ricoverato da poco più di due settimane per l'aggravamento della sua cardiopatia cronica a causa del Covid. È il primo tra i patriarchi e primati ortodossi a morire per complicazioni dovute al Coronavirus, e la sua perdita è ancor più sentita nella Chiesa ortodossa serba, ancora in lutto per il recente decesso del metropolita Amfilohije. Eterna Memoria! Вјечнаја памјат!
La Chiesa ortodossa finlandese ha perso in pochi mesi quasi il due per cento dei suoi fedeli, che se ne sono staccati per una serie di ragioni spiegate in un’intervista dal teologo Hannu Pöyhönen (nella foto). Vi presentiamo quest'intervista in traduzione italiana come monito di quel che può facilmente accadere in molti paesi del mondo occidentale contemporaneo.
Congratularsi con un presidente eletto quando costui non è ancora stato dichiarato il presidente eletto è un tentativo (nemmeno troppo azzardato) di vantare doti di premonizione, oppure un preciso programma di affiliazione politica? La domanda inizia a interessare i cristiani ortodossi soprattutto quando alcuni personaggi (i soliti noti) del mondo ortodosso si affrettano a compiere questi atti di sfacciato clientelismo. Eccovi in traduzione italiana l’analisi di Kirill Aleksandrov sulla partecipazione a un’alleanza fra troni e altari che è piuttosto inquietante per chi ci tiene davvero all’Ortodossia.
In una recente intervista su Romfea, il patriarca Bartolomeo afferma: “Noi ortodossi dobbiamo fare un'autocritica e riconsiderare la nostra ecclesiologia se non vogliamo diventare una federazione di chiese protestanti”. La garanzia di unità e di testimonianza comune sarebbe un “primo” non solo per onore, ma per “responsabilità speciali”. In pratica, ci ricorda che siamo tutti protestanti se non siamo in comunione con la prima sede: guarda caso, questa linea di ragionamento l'abbiamo già sentita... e (almeno finora) NON da parte ortodossa. Per di più, l’abbiamo sentita usare (usque ad nauseam) CONTRO gli ortodossi, proprio per la loro ecclesiologia “non autocritica né riconsiderata”, che esclude a priori nel proprio episcopato un primus sine paribus. Quando queste dichiarazioni aberranti provengono da uno o più sicofanti del Trono ecumenico, possiamo anche immaginarci che siano fatte ad arte per mendicare favori, ma quando a esprimerle (per la prima volta nella sua vita in modo così esplicito) è l’occupante stesso del medesimo trono, la nostra coscienza cristiana ci spinge a non tacere più. Vorremmo far notare a sua Mediocrità (*) il patriarca Bartolomeo che quelli tra noi che sono ortodossi per scelta, lo sono proprio perché hanno fatto propria quell’ecclesiologia che lui vorrebbe “riconsiderare”. Alcuni, con grande sacrificio, sono usciti dalla comunione romana allontanandosi da quello stesso papismo che lui vorrebbe far rientrare dalla finestra; altri hanno scelto l’opzione dell’Ortodossia invece di quella della Vecchia Roma proprio perché non potevano accettare in coscienza l’ecclesiologia del primato romano (ecclesiologia ritenuta eretica, ma di gran lunga più credibile e storicamente coerente di quella che la Nuova Roma di questi anni vorrebbe propinarci). Molti di noi, se si fossero trovati di fronte a questa propaganda di papismo fanariota, non sarebbero entrati in prima istanza nella Chiesa ortodossa, o ne sarebbero scappati indignati. Non ci resta che sperare che ora gli altri patriarchi e primati ortodossi non trovino più scuse per non dire e non fare nulla in proposito a queste aberrazioni della fede. (*) Prima che qualcuno si azzardi ad accusarci di prendere in giro il patriarca Bartolomeo con questo appellativo, riteniamo importante ricordare che, proprio al contrario, prendiamo ESTREMAMENTE sul serio le parole di un patriarca che si auto-definisce spesso “la nostra Mediocrità” (η ημετέρα Μετριότητα).
A partire da un recente rapporto di Aleksandr Shchipko, il politologo russo del Dipartimento sinodale per i rapporti con la società e i media (di cui vi abbiamo presentato le posizioni sul patriarca Bartolomeo e sulla subcultura ortodossa liberale), vi presentiamo in traduzione italiana alcune note di Pavel Darovskij, che con rammarico ma al tempo stesso con realismo nota la fine di un’era di dialogo teologico e augura che si passi quanto prima agli appelli alla scelta dell’Ortodossia diretti a quei cattolici romani che non si sentono più a casa nella propria appartenenza ecclesiale.
Vi presentiamo la notizia della pubblicazione in greco di un libro in cui il metropolita Nikiforos di Kykkos della Chiesa ortodossa di Cipro spiega le basi canoniche della questione ucraina.
Partendo da una recente ordinazione episcopale al Fanar, vediamo nell’analisi di Konstantin Shemljuk che cosa questo gesto significhi per la presunta autocefalia ucraina e per il valore delle ordinazioni degli scismatici.
Per i molti che sperano e pregano per un risultato positivo della crisi ucraina, ecco cosa insegna lo stesso metropolita Onufrij in una recente intervista. Come bonus per voi lettori, e in ricordo del metropolita Amfilohije del Montenegro, vi presentiamo anche la soluzione proposta da quest’ultimo oltre un anno fa, in un video con trascrizione italiana.
In un’altra delle magistrali analisi della crisi ucraina da parte di Kirill Aleksandrov, vi presentiamo in traduzione italiana uno dei motivi di confronto a cui siamo tutti prima o poi tenuti a rispondere nella nostra coscienza: come riconoscere gli ortodossi in Ucraina a partire dai loro frutti. Leggiamo in traduzione italiana la spiegazione di Konstantin Shemljuk sui guai che ha portato un anno intero di riconoscimento degli scismatici ucraini da parte del primate della Chiesa di Grecia.
L’arcivescovo Leonid (Gorbachev, nella foto) di Vladikavkaz ci offre una spiegazione sul perché i recenti riconoscimenti primaziali degli scismatici ucraini, anche se tristi e dolorosi, non preoccupano più di tanto la Chiesa russa: infatti, sono decisioni personali di singoli primati sottoposti a pressioni, e non decisioni sinodali che impegnano l’intero corpo delle Chiese da questi presiedute: questa è ecclesiologia ortodossa pura e semplice.
11/11/2020
Una vita nel giorno di un prete ortodosso
Proprio così, avete letto bene: "Una vita nel giorno", e non "Un giorno nella vita", come avreste immaginato. Non si tratta di un errore di copiatura o di traduzione: l'effetto iperbolico è proprio voluto da padre Andrew Phillips, che ci insegna come un normale giorno (feriale) di un prete ortodosso può compendiare un'intera vita, se vissuto con la dovuta intensità. Proviamo a seguire questo giorno in traduzione italiana nella sezione "Pastorale" dei nostri documenti.
Da due notizie recenti vediamo come si possono mantenere rapporti di equità (se non sempre buone relazioni) tra Chiese ortodosse che si sostengono e che non si sostengono a vicenda: A) Il Patriarcato di Mosca sa di poter contare sulla lealtà del Patriarcato di Antiochia, e un esempio è la recente visita in Libano del metropolita Varsonofij (Stoljar, nella foto a sinistra) di Vinnitsa, che ha consegnato aiuti (la Chiesa ucraina è perseguitata e maltrattata, ma i disastri del Libano dopo la tragica esplosione del 4 agosto a Beirut sono un’emergenza ancor più importante), e ha raccolto l’indignazione dei vescovi antiocheni per l’interferenza del patriarca Bartolomeo in Ucraina. B) A differenza dei vescovi antiocheni, il patriarca Theodoros di Alessandria ha fatto un voltafaccia dalla lealtà verso la Chiesa ucraina alla lealtà verso gli scismatici, e questo ha causato altrettanta indignazione tra i suoi chierici, tra i quali oltre un centinaio ha già chiesto di passare sotto Mosca; tuttavia, la richiesta è stata frenata, perché creare una doppia giurisdizione nel territorio canonico di un’altra Chiesa ortodossa (anche per ragioni di giusta indignazione) sarebbe contrario ai canoni, e farebbe scendere Mosca allo stesso livello a cui si è abbassato il Fanar. |