→ Il Blog del Parroco
Discutendo della Russia di Putin come il paese che oggi nel mondo è il difensore dei valori conservatori (ruolo ottenuto per abbandono del campo da parte degli Stati Uniti), Donald Hank sottolinea sul sito conservatore RenewAmerica i caratteri del contributo russo alla civiltà tradizionale. Riportiamo l’articolo di Donald Hank (e il suo toccante epilogo con un piccolo capolavoro di arte cinematografica) nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti.
Ricordate il vescovo Panteleimon (Shatov) di Orekhovo-Zuevo, responsabile del settore caritativo e sociale della Chiesa ortodossa russa? L'anno scorso vi abbiamo portato a visitare il suo ufficio a Mosca. Ora, in previsione del convegno giovanile della diaspora russa, previsto a San Francisco nei mesi di giugno e luglio del 2014, vladyka Panteleimon è stato intervistato sul sito della Chiesa russa all'Estero. Riportiamo la sua intervista nell’originale russo e in traduzione italiana nella sezione "Figure dell'Ortodossia contemporanea" dei documenti.
In questi giorni la cattedrale ortodossa russa di san Nicola a Nizza sta ricordando i tre anni dalla morte di Lydia Places, una parrocchiana protagonista di una triste storia di discriminazione ecclesiale: per aver scritto un articolo sulla discriminazione degli elementi russi nella sua cattedrale russa (!) è stata scomunicata dal suo arcivescovo. Per quanto la sua vicenda sia ancora un po' scottante dal punto di vista delle relazioni interortodosse, troviamo importante parlarne, e mantenerne la memoria, perché storie del genere non abbiano ad accadere ancora. Presentiamo la figura di Lydia Places nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti.
04/03/2014
La Crimea: il Texas della Russia
Mentre in Italia le voci di sostegno alla Russia (e prima ancora, al buon senso), cominciano a farsi debolmente sentire nel nostro paese dai settori più disparati (dai cattolici conservatori ai socialisti rivoluzionari), non possiamo che unirci a questi singoli Davide in lotta contro il Golia dei media nel nostro paese. Con l'inizio della Grande Quaresima, ci è richiesto di distaccarci dalle passioni, per cui eviteremo di calcare la mano anche sui giusti patriottismi. Tuttavia, proprio il senso di quiete offerto dal digiuno e dalla preghiera è un buon terreno per studiare e riflettere. Un buon articolo erudito e riflessivo è quello di Andrew Korybko, che per Voice of Russia tratteggia un brillante parallelo tra la Crimea del mondo russo di oggi e la Crimea del mondo americano di ieri, il Texas (con un altro parallelismo, a nostro parere del tutto azzeccato, con il Kosovo). Purtroppo, gli americani non conoscono la LORO stessa storia (figuriamoci quella russa), e non abbiamo molte illusioni che questo articolo possa aiutarli granché a un cambio di coscienza, ma magari potrebbe servire per aprire qualche occhio in Italia: presentiamo la nostra traduzione italiana dell'articolo di Andrew Korybko nella sezione "Geopolitica ortodossa" dei documenti. ![]()
Lo striscione dice Мы не мясо жирафа для Евросоюза ("Noi non siamo carne di giraffa per l'Unione Europea"), riferimento al maschio di giraffa perfettamente sano e recentemente abbattuto senza necessità allo zoo della "civile" Copenaghen, nonostante le molte offerte di prendere in carico l'animale. Il più importante stendardo della Одесская дружина ("Guardia di Odessa") dice Мы помним свою историю! ("Noi ricordiamo la nostra storia!")
Questa è Odessa: un raduno dell'Ucraina civile e pacifica (quella che NON ci hanno fatto vedere in TV) che protesta... contro cosa? Contro l'Euromaidan!
Prendetevi un po' di tempo per guardare lo svolgimento della marcia «Одесса без Майдана» (Odessa senza Maidan). Lo troverete istruttivo.
Intanto, vedrete per lo più volti di VERE persone, e non muri di elmetti e passamontagna (ce ne sono anche qui, ma in proporzione fisiologica a qualsiasi corteo popolare). Poi, vedrete simboli della VERA popolazione, che come tale, ha idee diverse: ci sono bandiere ucraine e vessilli cittadini, stendardi imperiali e bandiere comuniste. In pratica, tutto uno spaccato di una società senza una società spaccata: persone con idee contrastanti tra loro ma civili, che non cercano di imporre la loro posizione con la forza o con la violenza.
...e voi, da che parte state?
03/03/2014
Un’intervista sul “vero digiuno”
Lo ieromonaco Petru (Pruteanu), in un articolo dello scorso anno sul suo blog Teologie.net, risponde a un’intervista sul digiuno, che tocca alcuni temi interessanti e controversi, ma poco discussi: le obiezioni alla tradizione del digiuno della Chiesa da parte del mondo evangelico, il valore dell’esperienza comunitaria del digiuno, i moderni surrogati alimentari, il digiuno coniugale, la frequenza della comunione nei periodi di digiuno. Presentiamo l’originale romeno e la traduzione italiana dell’intervista a padre Petru nella sezione “Ortoprassi” dei documenti.
Mentre la nuova giunta di Kiev, con le mani sporche del sangue dei tumulti di piazza che ha provocato, si è presa la responsabilità di avere dato anche i primi ordini di guerra civile, padre Andrew Phillips ci presenta sul blog del sito Orthodox England un altro aggiornamento sull'Ucraina che presentiamo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti, e che NON sentiremo dai nostri media generalisti: come l’Ucraina sta gradualmente liberandosi dell’influenza della giunta di Kiev (riconoscendola per quello che i media occidentali non hanno il coraggio di chiamare con il nome appropriato: golpisti); come i civili ucraini perseguitati stanno trovando rifugio (guarda caso) in Russia; come la Chiesa ortodossa russa sottolinei positivamente il ruolo degli interventi, anche militari, per difendere la libertà e l’autodeterminazione di un popolo oppresso. In Italia forse queste cose sembrano mere ideologie, ma a Torino non ci dimentichiamo di un intervento militare russo che per l'Italia è stato proprio un dono di libertà e di autodeterminazione: il governo di Suvorov in Piemonte.
02/03/2014
Discorso di Pjotr Mamonov a Sochi
Pjotr Mamonov, musicista rock e attore russo, è stato nel 2006 il protagonista del film Ostrov (L’isola) che abbiamo presentato nella nostra lista dei video. Proprio dopo la prima del film, l’attore ha tenuto a Sochi (la città delle recenti Olimpiadi) un discorso che testimonia la sua profondità di credente, tanto che è passato alle cronache come “La predica di Pjotr Mamonov” (Проповедь Петра Мамонова). Presentiamo la versione italiana del testo della “predica” – che non sfigura come serie di consigli per la Quaresima che sta per iniziare – nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti.
Spesso le regole della Chiesa sono oggetto di attonite domande da persone che non si sognerebbero mai di mettere in questione le regole di un altro settore della civiltà umana (non solo in una scienza specialistica, ma anche in cose molto più semplici, come le procedure tecnologiche, le forme dell’arte, il folklore e le consuetudini popolari, la struttura di una lingua, e così via). Anche un aspetto tanto semplice come la Settimana dei Latticini, la settimana prima della Quaresima in cui è vietata la carne, ma sono permessi i latticini e le uova, diventa talvolta una pietra d’inciampo a cui un credente ortodosso è obbligato a cercare risposte: vediamo come aiutare questo credente (e i diretti interessati che gli pongono domande) con le parole dell’anziano Epiphanios Theodoropoulos, che riportiamo nella sezione “Ortoprassi” dei documenti.
Dopo avere accennato più volte alle manipolazioni mediatiche che hanno afflitto la Chiesa russa, marcatamente negli ultimi anni, ci rincuora vedere le nostre obiezioni sottolineate nell’articolo sulla distorsione dell’immagine della Russia di Stephen F. Cohen, apparso sull'ultimo numero di The Nation (numero dedicato al malcostume dei media). L’articolo non nomina direttamente la Chiesa ortodossa, e per questo potrebbe sembrare strano presentarlo nel contesto di un sito parrocchiale, ma ci teniamo a sottolineare come ogni distorsione dell’immagine della Russia ha sempre comportato una distorsione di pari grado dell’immagine della Chiesa ortodossa russa. Questa manipolazione assume toni drammatici nell’attuale contesto ucraino, dove equivale nientemeno che a un richiamo all’apostasia. Per questo riteniamo estremamente importante l’articolo di Stephen Cohen, che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
28/02/2014
"Culturicidio" in Ucraina: il primo atto del nuovo "parlamento" schiaccia le minoranze linguistiche
Al Consiglio mondiale del popolo russo accusano le autorità ucraine di discriminare la lingua russa
Il Centro per i diritti umani del Consiglio mondiale del popolo russo (Всемирный русский народный собор) ha invitato le autorità ucraine a una politica linguistica equa nel paese.
"È simbolico che il primo (!) atto significativo del parlamento dell'Ucraina nella sua forma attuale è stata la cancellazione della legge, in vigore fino al 22 febbraio, sulla tolleranza delle lingue", ha detto il centro in una nota trasmessa martedì a "Interfax-Religion".
Gli autori del documento hanno ricordato che la legge cancellata permetteva alle regioni in cui una popolazione di minoranza supera il 10% della popolazione totale di usare la lingua della minoranza etnica come seconda lingua ufficiale (regionale). In alcune regioni dell'Ucraina tale diritto è esteso agli ungheresi, ai romeni e a molte altre lingue, ma soprattutto alla più diffusa lingua russa.
Il Centro per i diritti umani ha riferito che in Europa la pratica del bilinguismo regionale, che tiene conto dei diritti linguistici delle minoranze nazionali, è stabilita nella Carta europea delle lingue regionali ed è diffusa su larga scala .
"Esempi paradigmatici sono lo stato regionale della lingua svedese in Finlandia, della lingua finlandese in Svezia, della lingua tedesca in Danimarca, della lingua frisone in Germania e così via, per non parlare di quei paesi multinazionali, come il Belgio e la Svizzera, dove è adottato il principio del federalismo linguistico, per non violare gli interessi di una delle comunità etniche", dice il documento.
Come affermato dagli autori, contro una prassi internazionale comune adottata sia nell'Europa occidentale sia in quella orientale, "le azioni dei politici in Ucraina sembrano una transizione verso una politica di discriminazione etnica e di culturicidio".
"Il Centro per i diritti umani del Consiglio mondiale del popolo russo attende dai politici ucraini il rifiuto di un approccio discriminatorio verso le lingue e i diritti linguistici dei gruppi etnici che vivono nel paese", dice il comunicato.
Il Consiglio mondiale del popolo russo è un'organizzazione internazionale, che è stata fondata nel 1993 ed è divenuta una tribuna pubblica pan-russa di pensiero. Agli incontri del Consiglio hanno partecipato rappresentanti di tutti i rami del governo, di associazioni pubbliche, delle forze dell'ordine, dell'alto clero delle religioni tradizionali della Russia, di docenti e studenti, di uomini di scienza e di cultura. A capo del Consiglio è il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus'. Nel 2005 al Consiglio è stato concesso uno speciale status consultivo presso le Nazioni Unite.
Nei giorni in cui sono esumate le reliquie del più grande taumaturgo ortodosso georgiano dei nostri tempi, l’anziano Gabriel (Urgebadze), non è fuori luogo narrare la storia del rinvenimento delle reliquie del più grande taumaturgo ortodosso russo dei nostri tempi, l’arcivescovo Ioann (Maksimovich) di Shanghai e San Francisco. Incidentalmente, a entrambi i santi è stato tributato il titolo di folli in Cristo, un’adeguata risposta cristiana alle follie del XX secolo. In un toccante racconto dell’arciprete Petr Perekrestov, che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Santi” dei documenti, leggiamo come le reliquie dell’arcivescovo Ioann sono state trovate incorrotte nel 1993, un anno prima della sua canonizzazione. ![]()
Pravoslavie.ru riporta la notizia dell'esumazione delle reliquie del più famoso santo georgiano contemporaneo, padre Gabriel (Urgebadze), di cui abbiamo presentato la vita in italiano sul nostro sito.
Sabato 22 febbraio 2014, a Mtskheta (l'antica capitale del regno georgiano di Iberia) le reliquie del stanto taumaturgo e folle per Cristo, l'anziano Gabriel (Urgebadze), sono state piamente disseppellite dalla tomba nel convento di Samtavro e portate in processione, con l'assistenza di soldati, alla cattedrale di Svetitskhoveli, nota come "il cuore della Georgia" (dove è custodita una delle più grandi reliquie del mondo cristiano, la tunica di Cristo), in attesa della traslazione alla cattedrale della santa Trinità di Tbilisi.
Un video da YouTube con testimonianze (in georgiano) documenta l'evento. Siamo particolarmente felici di vedere tra i partecipanti, al minuto 1:55, l'amico della nostra parrocchia, il metropolita Nikolozi di Akhalkalaki e Kumurdo.
Due anni fa, proprio nella settimana dei latticini, avveniva a Mosca il grande lancio pubblicitario del fenomeno Pussy Riot nel mondo mediatico globale. Israel (Adam) Shamir (nella foto), discusso e prolifico scrittore ortodosso russo-israeliano, dedica al fenomeno un articolo di rara chiarezza di analisi, che parla poco delle teppiste in sé, e molto delle questioni di opinione, di fede e di politica che hanno ingigantito il fenomeno nel mondo, con una particolare attenzione al ruolo della Chiesa russa, “pericoloso” per certi tipi di interesse politico ed economico. Riportiamo la traduzione italiana dell’articolo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
Nel corso delle celebrazioni dei 5 anni dall’intronizzazione del patriarca Kirill, il canale televisivo del Patriarcato di Mosca ha realizzato un’intervista televisiva: Pjotr Tolstoj, che era già stato l’intervistatore del patriarca nel primo video dopo l’intronizzazione, torna alla residenza patriarcale di Chistyj Pereulok a Mosca per porre a sua Santità una serie di domande sulla sua vita e il suo servizio, nonché sulla situazione della Chiesa a 5 anni di distanza. Presentiamo il video con la trascrizione in russo offerta dal portale Pravmir, oltre alla nostra traduzione italiana, nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti.
27/02/2014
Pochaev. Alla Lavra suona l'allarme
Україна Православна, 25.02.2014
Alla sera del 24 febbraio, alla nostra Lavra hanno cominciato ad arrivare molte telefonate che avvisavano di una provocazione pianificata a Pochaev. Il senso della provocazione prevedeva che donne e bambini, portati sul luogo, avrebbero dovuto entrare in una delle chiese della Lavra di Pochaev e non uscirne più. Più tardi, quando gli addetti avrebbero chiesto ai visitatori di lasciare la chiesa, era prevista l'organizzazione di un putiferio, che i giornalisti avrebbero dovuto fotografare e filmare, inviandolo con commenti rilevanti ai media.
Avendo saputo questo, oggi, 25 febbraio, i fedeli hanno iniziato a raccogliersi in mattinata presso la Lavra. In seguito, quando hanno saputo della partenza degli autobus dei provocatori da Ternopol, hanno bloccato l'ingresso centrale del monastero. All'arrivo degli scismatici, la fraternità monastica e i cristiani ortodossi hanno formato un denso muro vivente di fronte alle porte sante del monastero, dove hanno officiato inni acatisti. Vedendo la situazione attuale gli scismatici si sono resi conto che oggi non sarebbero stati in grado di realizzare il piano criminoso da loro ideato. Pertanto, dopo aver pregato al monumento di Bendery, se ne sono andati.
Alle 15 la situazione si è stabilizzata, ma ci sono informazioni che oggi ci saranno ancora alcuni autobus con "ospiti" da Ternopol.
Lo studio è inebriante. Il nostro mondo è fatto con inimmaginabile bellezza e sapienza. Queste due cose valgono la pena di essere scoperte quanto più possibile. Bisogna solo farlo con umiltà umana, non con l'audacia di uno pseudo-dio. È una cosa che va essere affrontata entro i propri limiti. La conoscenza, la comprensione e la sapienza umana non sono infinite né complete. E la natura stessa ci mostra i nostri limiti. L'universo presenta il principio di singolarità (un'anomalia matematica). Nasconde il proprio segreto. Secondo il principio di incertezza, mentre la natura rivela un segreto ne nasconde un altro. Abbiamo la benedizione di conoscere molte e grandi cose, ma siamo destinati a non conquistare l'infinito e la globalità. Ma questo infinito e questa globalità, che sono al di là dei nostri sensi e conoscenza, ci portano a Dio. Chi è preso da vertigini per la loro conoscenza ha perso Dio. La sua vita è come una catena e ogni anello è un anello di successo. Ma il risultato finale è un fallimento totale e una perdita. La conoscenza è molto bella, ma fa poco per liberarci. Ha dei confini ed è limitata. Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno della fede. Questa ci porta all'infinito e alla globalità. Fonte: blog dell'ufficio stampa della metropolia di Veria (Berea)
Nella grande quantità di disinformazione e di notizie pilotate sull’Ucraina che siamo stati costretti a sorbirci negli ultimi mesi, non guastano due punti di vista, uno geopolitico e l’altro ecclesiastico, sul perché in Ucraina non conviene troppo giocare all’autonomismo. Il portale Pravoslavie.Ru ospita tra le sue segnalazioni dai media l’articolo intitolato Ucraina: Non si tratta di Europa contro Russia, di John Laughland, direttore degli studi all’Istituto per la Democrazia e la Cooperazione a Parigi. Abbiamo preparato una traduzione dell’articolo, ma siamo stati battuti sul tempo dal quotidiano on-line L’Indipendenza, a cui rimandiamo per un testo che ci spiega quei danni dell’europeizzazione che la stampa generalista non ci ha presentato finora. Sul versante ecclesiastico, l’arcivescovo (oggi metropolita) Aleksandr (Drabinko) di Perejaslav-Khmelnytskij e vicario della metropolia di Kiev (nella foto) ci spiega il punto di vista ortodosso sull’autocefalia e sull’unità dei credenti nel paese, in un’intervista pubblicata da oltre un anno ma drammaticamente attuale in questi giorni, e che presentiamo in russo e in traduzione italiana nella sezione “Confronti” dei documenti.
Il nostro diacono Eugenio Miosi ci ha mandato il reportage di una lezione di russo davvero globale e molto gustosa. Grazie, padre Eugenio, e auguri a tutti gli studenti dell'Accademia teologica.
Buona settimana dei latticini!
Vi invio le foto della lezione odierna di lingua russa.
Per gustare meglio la lingua russa le nostre insegnanti ci hanno proposto una lezione un po' diversa dal solito. Oggi abbiamo lasciato i libri e ci siamo dedicati ai bliny e ai dolci, conversando il più possibile in lingua russa e cercando di imparare i nomi delle varie leccornie che ci venivano offerte.
Una piccola lezione di comunione fraterna, dove due russe, tre greci, due macedoni, due filippini, un cambogiano e un italiano si sono ritrovati uniti oltre che nello studio di una lingua, attorno ad una sola tavola, quella che ci prepara al Grande digiuno della Chiesa e alla vera Mensa, quella dell'Agnello di Dio.
Esperienze così danno davvero un sapore diverso alla vita!
25/02/2014
Un appello a una VERA rivoluzione nell'Ortodossia romena: ritorniamo al "Santo" nell'Olio Santo!
Da anni siamo colpiti, nelle parrocchie del Patriarcato di Mosca (soprattutto quelle che, per l'alta percentuale di fedeli moldavi, sono più vicine alla pratica dell'Ortodossia romena) da alcuni contrasti con le nostre rispettive pratiche dei sacramenti, e in nessun campo questi contrasti sono così stridenti come nell'Unzione degli infermi (taina Sfântului Maslu, o mistero dell'Olio Santo). Di fronte alla pratica continua dell'Unzione pubblica, con l'aggiunta di elementi indubbiamente folcloristici ma niente affatto tradizionali, come la trasformazione del centro di una chiesa in un banco di bottiglie d'olio, pacchi di farina e candele accese, sentivamo da anni la necessità che qualcuno, parlando con autorevolezza da una base di conoscenza delle fonti storico-liturgiche romene, ci desse voce per fare un appello a far cessare questi abusi (perché di abusi si tratta!) La tradizione della Chiesa ortodossa russa conosce la pratica dell'Unzione degli infermi come funzione pubblica, legata al cammino di pentimento e di reintegrazione dell'essere umano, e adatta in particolare alla Grande Quaresima. Per uso antico, questa forma pubblica dell'Olio Santo è officiata nelle nostre chiese UNA VOLTA ALL'ANNO. Ora, anche noi abbiamo i nostri estremisti, che invece sostengono che l'Unzione non deve mai essere officiata in forma pubblica, e pretendono di saperla più lunga del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa, che con il Verbale numero 130 della sessione del 25-26 dicembre 2012 ha dato le linee guida della celebrazione pubblica dell'Olio Santo (noi abbiamo riportato i dati relativi nel blog di questo sito in data 1 maggio 2013). D'altro lato, pressati da richieste sempre più ingenti di celebrazioni dell'Olio Santo, e infestati da tutta una serie di usanze pie ma erronee, abbiamo desiderato a lungo poter dire qualcosa di serio e di efficace a proposito. Da alcuni giorni, il nostro confratello ieromonaco Petru (Pruteanu) ci ha presentato la risposta che cercavamo, sotto forma di una serie di semplici spiegazioni a un prete romeno disorientato dai diversi usi ma sincero nel suo desiderio di cercare la pratica più corretta e autentica della Chiesa. Presentiamo il testo di padre Petru nell'originale romeno e nella nostra traduzione italiana nella sezione "Domande e risposte" dei documenti. |