La parrocchia ha la cura pastorale dei cristiani ortodossi del Patriarcato di Mosca nella città di Torino e in Piemonte / Valle d'Aosta

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27/03/2026

Perché nessuno è venuto al funerale di Filaret?

Perché nessuno è venuto al funerale di Filaret?

Il funerale di Filaret Denisenko a Kiev è stato il riflesso di tutte le contraddizioni e ipocrisie del suo progetto pluridecennale. Organizzato da Dumenko e dai suoi in aperta contraddizione con le volontà del defunto, ha avuto la partecipazione delle massime autorità del regime ucraino, ma neppure un rappresentante del Fanar o di quelle Chiese che, per deferenza verso quest'ultimo o per le sue pressioni esplicite, hanno riconosciuto la falsa autocefalia della "Chiesa nazionale". Osserviamo che cosa significa questa assordante assenza.

26/03/2026

Problemi di accesso al sito

Problemi di accesso al sito

Se avete sperimentato in questo ultimo giorno problemi di accesso al sito parrocchiale, non vi scoraggiate! Il server su cui sono ospitate queste pagine ha avviato (purtroppo senza avvertirci per tempo) procedure di revisione di protocolli obsoleti, e poiché il sito funziona con tecnologie vecchie di oltre quindici anni, si sono verificate interruzioni del servizio. Il team degli esperti della parrocchia è già al lavoro per la risoluzione dei problemi: nel frattempo, vi chiediamo di avere pazienza se non riuscite ad accedere al sito, e di riprovare ad accedere a distanza di un po' di tempo. Grazie per la vostra comprensione!

25/03/2026

"Sono certo che il patriarca Ilia sarà canonizzato molto presto"

"Sono certo che il patriarca Ilia sarà canonizzato molto presto"

Parlando con i giornalisti, il nostro amico metropolita Nikolozi (Pachuashvili, nella foto) di Akhalkalaki, Kumurdo e Kari ha affermato che il processo di canonizzazione del catholicos-patriarca Ilia II di tutta la Georgia potrebbe iniziare nel più breve tempo possibile, "anche oggi": è il popolo stesso a sollevare la questione della glorificazione del primate, poiché il suo affetto non lascia altra scelta ai vescovi.

Il metropolita ha ricordato che la storia della Chiesa conosce molti esempi in cui il riconoscimento ufficiale della santità è iniziato immediatamente dopo la morte di un asceta. A questo proposito, ha citato Ignazio il Teoforo, Martino di Tours e Antonio il Grande. I principali motivi per la glorificazione sono la venerazione universale, la speranza e la riverenza del popolo: la decisione finale sulla questione spetta al Santo Sinodo, ma il sentimento pubblico e il rispetto della società giocano un ruolo decisivo nel processo.

24/03/2026

Una nuova comunità ortodossa nel Polesine

A Occhiobello (RO) è nata di recente una nuova realtà spirituale: la comunità ortodossa dedicata a San Giovanni Evangelista. Un segno di vitalità e di crescita per il territorio, che si arricchisce così di una presenza ecclesiale capace di coniugare tradizione e accoglienza.

La comunità fa parte della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia, punto di riferimento per i fedeli ortodossi di lingua italiana presenti nel Paese e realtà sempre più attenta anche al dialogo e all'integrazione con il contesto italiano. Proprio in questa prospettiva, le celebrazioni liturgiche sono officiate prevalentemente in lingua italiana, ma anche in romeno e in eventuali altre lingue dei fedeli presenti.

A guidare la giovane comunità è il sacerdote Padre Raffaele Guerra, che con dedizione e spirito pastorale accompagna i fedeli nel cammino di fede. La sua presenza rappresenta un punto di riferimento importante per questa piccola ma fervente assemblea, unita dal desiderio di vivere intensamente la liturgia e la vita sacramentale.

All'interno del luogo di culto sono presenti due icone della tradizione mozarabica raffiguranti San Pietro e San Paolo, testimonianza di un patrimonio artistico e spirituale che richiama le radici più antiche del cristianesimo occidentale e orientale. La scelta di queste icone sottolinea il desiderio di comunione tra le diverse tradizioni della Chiesa e il legame con l'universalità del messaggio evangelico.

La nascita della comunità ortodossa di Occhiobello rappresenta così non solo un nuovo presidio religioso, ma anche un segno di dialogo e di apertura. In un tempo in cui le identità culturali e spirituali sono chiamate a confrontarsi, questa piccola comunità offre un esempio concreto di integrazione, radicata nella tradizione e proiettata verso il futuro.

Per informazioni e contatti: pr.raffaele.guerra@dor-italia.it

23/03/2026

"Monachesimo" nella "Chiesa ortodossa dell'Ucraina": tra carenza di personale e crisi di reputazione

"Monachesimo" nella "Chiesa ortodossa dell'Ucraina": tra carenza di personale e crisi di reputazione

La ben nota carenza di monaci nell'anti-chiesa di Dumenko (carenza che quest'ultimo cerca di colmare tonsurando collaboratori di dubbia moralità) è la cartina di tornasole di una struttura fasulla. In un serrato confronto, leggiamo la spiegazione di come la vita monastica sia la linfa vitale della Chiesa, e di quanto siano vani i tentativi di ricreare un monachesimo artefatto.

22/03/2026

Ilia e Filaret: Un'epoca, una grandezza, due destini diversi

Ilia e Filaret: Un'epoca, una grandezza, due destini diversi

Due giorni dopo la morte del patriarca Ilia della Georgia, è morto a Kiev l'anti-patriarca Filaret. L'Unione dei giornalisti ortodossi ha voluto dedicare un saggio di comparazione tra queste due figure profondamente differenti, per quanto quasi coetanee e cresciute nello stesso ambiente.

21/03/2026

Il patriarca di Georgia e il papa di Roma

Il patriarca di Georgia e il papa di Roma

La redazione greca dell'Unione dei giornalisti ortodossi offre un tributo alla memoria del defunto patriarca Ilia riflettendo sull'attitudine di assoluta dignità della Chiesa georgiana mostrata in occasione della visita a Tbilisi di papa Francesco nel 2016: massima cortesia e ospitalità, ma al contempo massima attenzione a non scivolare nelle facilonerie mediatiche, nei gesti di sincretismo espressamente vietati dai canoni ortodossi e nei miti di false unioni: un comportamento che è di insegnamento a tutti i cristiani ortodossi del mondo.

20/03/2026

Un avvertimento per la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina": dove porta l'identità negativa

Un avvertimento per la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina": dove porta l'identità negativa

Una definizione della propria identità è un tratto importante di qualsiasi gruppo, e ne influenza il futuro: solo sapendo chi siamo possiamo attirare e aggregare a noi le persone che condividono i nostri valori e i nostri ideali. Ma cosa accade quando un gruppo nasce basandosi su una menzogna, come gli uniati di cinque secoli fa o i nazionalisti pseudo-ortodossi di oggi? Devono per forza basarsi su identità negative, del tipo "noi non siamo come gli altri". Osserviamo in un saggio di Kirill Aleksandrov come quest'attitudine sia la stessa del fariseo del Vangelo.

19/03/2026

50 anni di episcopato del patriarca Kirill

50 anni di episcopato del patriarca Kirill

Sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus' ha celebrato in questi giorni il 50° anniversario della sua consacrazione episcopale. Questa ebbe luogo il 15 marzo 1976 nella cattedrale della santissima Trinità del monastero di sant'Aleksandr Nevskij a San Pietroburgo (allora Leningrado). Era stato tonsurato monaco e ordinato ierodiacono e ieromonaco sette anni prima, nel 1969. Fu rettore e professore di Patrologia presso l'Accademia teologica di Leningrado dal 1974 al 1984, anno in cui fu inviato a Smolensk.

"Essere vescovo è un compito che richiede tutta la persona, perché un vescovo non appartiene a se stesso, ma alla Chiesa", disse 50 anni fa al momento della sua consacrazione.

Prima della sua elezione al trono patriarcale, fu vescovo vicario a Vyborg, dal 1984 vescovo di Smolensk e infine di Smolensk e Kaliningrad. Fu elevato al rango di arcivescovo nel 1977 e a quello di metropolita nel 1991.

Durante il suo episcopato, il patriarca Kirill ha fatto parte di numerose commissioni ecclesiastiche, in particolare come presidente del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa dal 1989 fino alla sua elezione a patriarca nel 2009.

Il mondo lo insulta e lo ricopre di accuse pretestuose, forse non come i due russi più calunniati della storia (Putin e Rasputin... tanto per fare rima), ma in una dignitosa terza posizione. Noi invece lo abbiamo incontrato più volte, abbiamo parlato con lui e abbiamo seguito molto di quello che dice veramente: al netto della buriana montata per non far conoscere né ascoltare le sue idee, dobbiamo concludere che è una delle persone più equilibrate dell'episcopato ortodosso, che fin dalla sua ascesa alla carica patriarcale, si è posto il proposito (e lo ha rispettato alla lettera) di non turbare i fedeli con posizioni estremiste, che affiorano sempre in una Chiesa enorme come quella russa. Se il mondo lo odia (cfr Gv 15:18), al nostro cuore resta caro come "Cirillo, il patriarca tranquillo".

Многая лета! Per molti anni!

18/03/2026

Eterna memoria al patriarca Ilia

Eterna memoria al patriarca Ilia

Dopo un breve ricovero in ospedale, si è addormentato nel Signore sua Santità Ilia II (al secolo Irakli Gudushauri-Shiolashvili, 4 gennaio 1933 – 17 marzo 2026) catholicos-patriarca di Tutta la Georgia, arcivescovo di Mtskheta-Tbilisi e metropolita di Bichvinta e Tskhum-Abkhazia. A 93 anni, era il più anziano di tutti i primati ortodossi, oltre che la figura più amata e rispettata di tutto il popolo georgiano.

Al locum tenens patriarcale, il metropolita Shio (Mujiri), spetta ora il compito di condurre la Chiesa ortodossa georgiana nel cammino dell'elezione del proprio nuovo patriarca.

საუკუნო ხსენება! (Sauk'uno Khseneba!) Eterna memoria!

17/03/2026

Come san Pietro (Mogila) riconquistò la Chiesa dallo stato

Come san Pietro (Mogila) riconquistò la Chiesa dallo stato

San Pietro Mogila (pronunciato "Moghíla" con la g dura, aspirata nelle parlate ucraine) è un protagonista di spicco dell'Ortodossia del XVII secolo, purtroppo disprezzato da alcuni ortodossi contemporanei che non conoscono la loro stessa storia, e gli attribuiscono "latinizzazioni" inopportune. In poche parole, a lui si deve la letterale sopravvivenza (pacifica e rispettosa delle leggi) della Chiesa ortodossa nella Confederazione Polacco-Lituana dopo l'instaurazione dell'uniatismo. Osserviamo questo suo enorme contributo alla vita della Chiesa in un saggio di Konstantin Demidov, che ci ricorda come l'esempio di questo santo sia prezioso anche oggi, quando l'Ortodossia subisce nuove persecuzioni a Kiev.

16/03/2026

Tre saggi sull'arte e sull'iconografia

Tre saggi sull'arte e sull'iconografia

Vi offriamo tre saggi di Apollinarija Zhukova, che ci aiutano a capire aspetti poco noti e straordinari delle chiese ortodosse:

- nel primo saggio, si spiegano le motivazioni teologiche e il contesto storico dell'insolito ma potente stile iconografico di Teofane il Greco;

- nel secondo, si studiano i curiosi effetti dei mosaici di Santa Sofia a Kiev e del mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, che sembrano animarsi sotto la semplice luce tremolante di lampade e candele;

- nel terzo si analizza la costruzione della cupola di Santa Sofia a Costantinopoli, con il suo anello di finestre definito dallo storico Procopio di Cesarea "una catena d'oro", e alcuni effetti sonori che sono stati scoperti e studiati solo negli ultimi anni.

15/03/2026

Scioccante pubblicazione di un rapporto al Fanar

Scioccante pubblicazione di un rapporto al Fanar

In questi giorni un'ondata di fango sta travolgendo l'immagine del Trono ecumenico, dopo che è trapelato il testo di una lettera dell'arcivescovo Elpidophoros d'America al patriarca Bertolomeo, datata 21 novembre 2025. La lettera è un rapporto dettagliato sulla situazione politica attorno alla crisi ecclesiale ucraina, che mette in luce tutta la doppiezza dell'apparato fanariota per difendere la propria posizione, senza una minima giustificazione morale, religiosa o logica. L'anonimo delatore ha passato il documento per rivelare l'arcivescovo Elpidophoros come "il nemico principale e più pericoloso" di tutta l'Ortodossia in America, e lo ringraziamo per avere aiutato il mondo a capire che genere di spelonca di briganti sia il vertice dell'attuale Patriarcato di Costantinopoli. Leggetevi con attenzione (e se possibile, con un po' di antiemetico a portata di mano) il testo completo della lettera, ora disponibile in traduzione italiana, e traete le vostre conclusioni. Da parte nostra, ci sentiamo di sottoscrivere il commento dell'avvocato Robert Amsterdam, che difende negli Stati Uniti i diritti umani e religiosi della Chiesa ortodossa ucraina: "Uomini di Dio che giocano alla politica a sostegno dell'intolleranza religiosa!!!"

14/03/2026

Un insolito avvicendamento episcopale

L'8 novembre 2025, il nostro metropolita Nestor (Sirotenko, a sinistra nella foto) è stato rimosso dal suo incarico di capo dell'Esarcato patriarcale dell'Europa Occidentale, e sostituito temporaneamente dal metropolita Mark (Golovkov, a destra nella foto) di Rjazan' e Mikhajlov. La ragione della rimozione era l'apertura di un (allora non specificato) procedimento giudiziario. Abbiamo saputo entro poche ore di cosa si trattava, ma non abbiamo approfondito la cosa su questo blog, sia perché il procedimento giudiziario era in corso, sia perché (cosa più importante per le nostre parrocchie) la vicenda era interamente personale e non coinvolgeva in alcun modo la gestione delle nostre comunità. Ora che il procedimento è terminato, rivediamo per sommi capi la storia e le sue conseguenze.

In buona sostanza, Vladyka Nestor era stato fotografato mentre giocava a carte al tavolo di uno stabilimento di gioco. Le foto erano state messe in circolo dai soliti cacciatori di scandali (che purtroppo non hanno smesso di assillare tutto il mondo ortodosso a loro conosciuto in questi ultimi mesi, in una molto improbabile crociata da paladini della giustizia ortodossa). Una delle promesse dei postulanti all'ordinazione nella Chiesa russa è "prometto di non giocare d'azzardo", e su questo singolo punto sua Eminenza il metropolita Nestor ha disatteso una promessa. Tralasciamo il dibattito se fondare una parrocchia ortodossa in Occidente sia o meno una forma di gioco d'azzardo... e limitiamoci a dire che vladyka Nestor non aveva ricevuto una benedizione ecclesiale per una partita a poker. Tutto qui: come oggetto di un procedimento giudiziario è ben poca cosa, e tutta la buriana mediatica attorno a questa storia giustifica bene il detto "tempesta in un bicchier d'acqua" (in russo, "буря в стакане воды"):

Tuttavia, esigenze di giustizia e di immagine pubblica hanno richiesto una soluzione ufficiale, e l'incarico temporaneo del metropolita Mark è diventato definitivo con una decisione del Santo Sinodo del 12 marzo 2026, che fa di lui il nuovo titolare della sede metropolitana di Korsun (Chersoneso) ed esarca patriarcale dell'Europa occidentale. Il metropolita Nestor ha inviato a sua Santità il patriarca Kirill una lettera con l'ammissione di aver commesso atti che hanno turbato i fedeli e contraddetto i sacri Canoni: "Capisco di aver portato tentazione nella comunità ecclesiale <…> Vedo quante persone ho deluso e fatto soffrire. Pertanto, accetterò con ferma disponibilità qualsiasi decisione prendiate, anche la più dura". Ora, "la più dura" delle decisioni è stata la ri-assegnazione del metropolita Nestor alla diocesi ispano-portoghese dell'Esarcato (una diocesi che ha aiutato a costruire praticamente dalle fondamenta) e il suo posizionamento come ausiliare del metropolita Mark; non è stato privato neppure del suo rango di metropolita, e questo dovrebbe confermare, a chi ha orecchi per intendere, che lo scandalo dei mesi passati è stato di una natura alquanto modesta. A noi, che in questi mesi abbiamo sostenuto in preghiera vladyka Nestor astenendoci dal proferire oracoli giudiziari, non resta che confermargli il nostro sostegno, nella certezza che sia lui che vladyka Mark (i due metropoliti condividono decenni di onorato servizio alla Chiesa russa in Europa occidentale) sapranno trovare i migliori modi di adempiere al loro ministero.

13/03/2026

Persecuzione della Chiesa ortodossa ucraina e liquidazione della Chiesa greco-cattolica ucraina nel 1946: esistono parallelismi?

Persecuzione della Chiesa ortodossa ucraina e liquidazione della Chiesa greco-cattolica ucraina nel 1946: esistono parallelismi?

In questi giorni c'è stato l'80° anniversario del Concilio di Leopoli (nella foto) in cui fu liquidata la Chiesa greco-cattolica ucraina. Oggi gli uniati sostengono che questo fatto fu la conseguenza del loro rifiuto di asservirsi ai voleri dispotici di Mosca. Ma fu proprio così? In un saggio di comparazione storica, osserviamo come la politica attuale degli uniati differisca ben di poco da quella dei loro persecutori sovietici del 1946.

12/03/2026

Come la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" disprezza i suoi fedeli in affitto

Come la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" disprezza i suoi fedeli in affitto

Dal primo esproprio di chiese alla Lavra delle Grotte di Kiev sono passati oltre tre anni: in tutto questo tempo, il regime ha continuato a offrire luoghi di culto agli scismatici di Kiev, e si è continuato a vedere lo stesso schema: le chiese restano pressoché vuote finché non arriva una visita ufficiale di Dumenko, e i locali si popolano di "fedeli" fatti arrivare da lontano in autobus (tipicamente impiegati statali in "vacanza premio" obbligatoria). Appena Dumenko se ne va, ritorna il deserto. Alla luce di questo spettacolare fallimento di una Chiesa di regime, suonano davvero ipocriti i tentativi di Zorja, il portavoce degli scismatici, di dichiarare un interesse "per la verità e non per i numeri".

11/03/2026

Due parrocchiani della Chiesa ortodossa russa uccisi dagli islamisti in Nigeria

Due parrocchiani della Chiesa ortodossa russa uccisi dagli islamisti in Nigeria

John Akule e Daniel Ahemba: segnatevi questi nomi e pregate per loro, perché sono i primi membri africani della Chiesa ortodossa russa martirizzati per la propria fede. Uccisi da militanti islamisti nel proprio villaggio di Turan (nella foto) in Nigeria, sono solo due tra le innumerevoli vittime del terrorismo islamista in Africa, e sarebbe ingiusto iscriverli in una categoria speciale. Piuttosto, il loro sacrificio mostra come la Chiesa russa abbia fatto in pochi anni passi da gigante nell'evangelizzazione ortodossa dei popoli africani, riuscendo già a radicarsi nei posti più pericolosi in cui i missionari possano spingersi.

10/03/2026

Un gregge senza tetto, ma non senza Dio

Un gregge senza tetto, ma non senza Dio

Leggiamo un appello del nostro amico il metropolita Luka (Kovalenko, nella foto) di Zaporozh'e e Melitopol' al suo gregge e a tutti i cristiani ortodossi perseguitati: le sue sono parole di avvertimento (scacciando monaci e fedeli ortodossi dalle loro chiese, il regime ucraino si priva della stessa protezione che la città di Sodoma perse quando scacciò Lot), ma anche di conforto a quanti hanno perso i luoghi sacri a loro cari e il frutto di decenni di sacrifici (nulla è perduto, poiché la grazia di Dio non è legata ai luoghi, ma ai cuori dei fedeli, che a suo tempo ritorneranno a edificare).

09/03/2026

Il venerabile Antonio fondò un monastero, non una riserva

Il venerabile Antonio fondò un monastero, non una riserva

Vi presentiamo un estratto della riflessione del metropolita Antonij (Pakanich, nella foto) riguardo al destino della Lavra delle Grotte di Kiev, e alla società ucraina che permette lo scempio delle proprie radici spirituali più autentiche.

08/03/2026

Ritiro quaresimale su padre Seraphim (Rose) presso la cattedrale di San Francisco a fine marzo

Ritiro quaresimale su padre Seraphim (Rose) presso la cattedrale di San Francisco a fine marzo

Tra due domeniche, il 22 marzo 2026, è previsto un ritiro quaresimale su padre Seraphim (Rose) presso la cattedrale della santa Vergine della ROCOR a San Francisco. I due relatori al ritiro, l'arciprete Martin Person di Sunnyvale e il vescovo James di Sonora, hanno conosciuto personalmente padre Seraphim; inoltre, il vescovo James è il responsabile della commissione che sta preparando la canonizzazione di padre Seraphim.

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