→ Il Blog del Parroco
Nella sua prima collaborazione con il portale Russia Insider, Saker, che oggi è notato da sempre più canali giornalistici come fonte seria e attendibile, ci spiega a suo giudizio di analista militare perché la riconquista ucraina della Crimea, millantata dal ministro della difesa della giunta, è semplicemente impossibile. Presentiamo i dati di Saker nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
24/09/2014
Sito della memoria degli uccisi in Ucraina![]()
Per non dimenticare tutti quelli che hanno perso la vita nel conflitto del 2014 in Ucraina, è apparso il sito della memoria che commemora i loro nomi (tutti noti al Signore, ma non devono sparire anche dal nostro ricordo). Per ora, vi hanno un posto prominente i giornalisti che hanno dato la vita per far sapere a tutto il mondo ciò che stava succedendo in questa terra tanto più martoriata quanto più coperta da assurdi silenzi stampa. Gli italiani riconosceranno il fotografo Andrea Rocchelli, uno dei pochi di cui la stampa italiana ha detto qualcosa, ma non sarà male passare di tanto in tanto a ricordare anche le altre vittime.
Eterna memoria! Вечная память! Veşnica pomenire!
23/09/2014
L'aritmetica del teatro diplomatico
È difficile riuscire a comprendere gli effetti di un documento controverso come il Protocollo di Minsk, che dovrebbe riuscire a portare una pace tanto necessaria quanto poco sperata in Ucraina. In una situazione tanto complessa, anche parole abbastanza chiare e inequivocabili come quelle del ministro degli esteri russo Sergej Lavrov (nella foto) sono interpretate nei modi più diversi, anche come un trucco o una copertura. Gleb Bazov, autore del blog Slavyangrad, suggerisce di cercare di analizzare le parole del ministro Lavrov attraverso le regole immutabili (di fatto matematiche) del linguaggio diplomatico. Presentiamo l’analisi di Gleb Bazov nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
Partendo dal discorso al Congresso americano di Petro Poroshenko (nella foto), che nonostante gli applausi non ha ottenuto le armi desiderate, Saker inizia una delle sue attente analisi delle forze in gioco attorno alla composizione del conflitto ucraino: chi vuole la pace, chi non la vuole, chi si sente minacciato e perché… Presentiamo l'analisi di Saker nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
22/09/2014
Precisazioni del Santo Sinodo sui confessori
Lo ieromonaco Petru (Pruteanu) ci ha presentato nel suo blog la traduzione di un importante documento sinodale del 1998 sugli abusi della pratica della confessione, in particolare le imposizioni, da parte dei padri spirituali, di cambiare la propria vita in modo che dovrebbero essere solo il risultato di una scelta libera e personale. Anche se padre Petru insiste in modo particolare su questo documento perché vi si ammette implicitamente la possibilità che tutti gli ortodossi sposati con non credenti o con eterodossi siano ammessi alla comunione (un punto di grande importanza pastorale), la lettura di questo documento offre anche molti altri spunti di riflessione, sia a chi ascolta le confessioni sia a chi va a confessarsi. Presentiamo il documento originale russo, la traduzione romena di padre Petru e la nostra traduzione italiana nella sezione “Pastorale” dei documenti.
21/09/2014
Tradurre la Bibbia in ebraico
Israel (Adam) Shamir, di cui abbiamo presentato sul sito alcune analisi e articoli di rara lucidità, ci introduce oggi in un progetto apparentemente strano e marginale, ma dalle conseguenze possibilmente immense: la ricostruzione del testo originale ebraico della Bibbia dei Settanta, che potrà invertire la tendenza attraverso la quale un nazionalismo esclusivista, frutto delle traduzioni del Testo Masoretico anti-cristiano, si è fatto strada tra gli stati cristiani con effetti devastanti. Presentiamo con piacere le considerazioni di Israel Shamir nella sezione “Confronti” dei documenti, e ci auguriamo che questo articolo possa essere un utile complemento a quelli che già abbiamo tradotto per il nostro sito, a proposito dell’importanza della traduzione dell’Antico Testamento dalla versione (che per la Chiesa ortodossa, è quella divinamente ispirata) della LXX.
20/09/2014
Un tributo alla sovranità della ScoziaCon una percentuale "strana" (curiosamente simile a quella dei votanti per Poroshenko nelle ultime elezioni presidenziali ucraine, anche se in questo caso applicata a tutta la popolazione, e non a una misera minoranza degli aventi diritto al voto) è fallito il referendum per l'indipendenza scozzese. Questo risultato metterà fine a ogni progetto di indipendenza scozzese per almeno una generazione, ma non si tratta della sconfitta più umiliante che il popolo scozzese ha dovuto subire. Da oltre due secoli e mezzo (quando un tentativo di indipendenza ebbe effettivamente un certo successo, ma fallì e fu soffocato nel sangue), gli scozzesi aspettano il ritorno del loro re da oltre il mare, e può ben darsi che il loro re - quello vero - debba manifestarsi solo alla Parusia. Intanto, offriamo il nostro tributo a quest'attesa con le note della canzone The Skye Boat Song:
Ci hanno segnalato un interessante articolo di Srđa Trifković (nella foto), un giurista e politologo serbo-americano con cui abbiamo avuto diversi contatti di corrispondenza negli anni passati. Conoscendo la sua competenza e serietà di scrittore ortodosso, abbiamo letto con piacere l’articolo, e ci siamo resi conto con tupore che, anche se vecchio di esattamente 10 anni (l’articolo riporta riferimenti alla “recente” guerra del Kosovo), avrebbe potuto essere scritto quasi interamente in questi giorni! L’articolo di Trifković, che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Confronti” dei documenti, è un appello alla realizzazione dei legami di tradizione cristiana che ancora uniscono i cristiani di diverse confessioni, e che possono ancora costituire una voce molto potente contro la distruzione del mondo cristiano oggi in atto soprattutto in Occidente.
Saker continua a offrirci le sue accurate analisi della situazione ucraina, osservando cosa succede in Novorossija, in Russia, nel regime monco che si definisce ancora Ucraina e nei media mondiali. La calma di questi giorni non è una calma di pace, tutt’altro: in tutti i luoghi si consumano piuttosto gli effetti di conflitti interni, che se anche non sono il primario interesse dei cristiani ortodossi, sono certamente da tenere in considerazione. In particolare, il commento di chiusura dell’articolo, che paragona l’attuale giunta ucraina al regime di Kerenskij del 1917 in Russia, merita a nostro parere una seria attenzione. Presentiamo il rapporto di Saker nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
Da poco è stato messo in rete un articolo introduttivo a un video risalente a fine luglio. Il video riporta oltre 40 minuti di una predica estremamente dura contro la giunta di Kiev da parte del vescovo Longin (Zhar), di cui vi abbiamo parlato lo scorso anno come “un papà per 400 anime”. Presentiamo questo video con l’articolo originale romeno, la traduzione russa e la nostra traduzione italiana nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti. Una domanda piuttosto ingenua, ma comunque legittima, che possono farsi gli osservatori del conflitto, è questa: “ma perché, mentre il vescovo Longin denuncia così apertamente la giunta di Kiev, il resto dell’episcopato del Patriarcato di Mosca in Ucraina (anche nella stessa Kiev) tace?” Vogliamo ricordare a chi si pone queste domande che vladyka Longin è etnicamente romeno, e rappresenta la non indifferente minoranza dei cittadini ucraini di etnia romeno-moldava. Ora, il governo romeno deve aver dato sufficienti assicurazioni alla giunta di Kiev che ogni repressione o intimidazione contro la minoranza romena in Bucovina sarà seguita da adeguate ritorsioni (non escluso un intervento militare) da parte romena. Non è un caso che le proteste delle madri contro la guerra siano scoppiate alla grande proprio nelle zone dei villaggi romeni della Bucovina. Possiamo concludere che vladyka Longin vive per il momento in una sorta di “isola protetta”, e gli è concesso di esprimere quel che l’episcopato ortodosso ucraino nelle altre zone è costretto a tenere nascosto… vantaggi dell’essere in “Occidente”, e di poter dire la verità!
Presentiamo nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti la biografia di un sacerdote ortodosso serio e coraggioso: padre Libor Serafim Galik (nella foto), rettore di una minuscola parrocchia nella Repubblica Ceca ed energico attivista per il diritto alla vita dei nascituri. Leggendo la sua testimonianza nell’originale russo e in traduzione italiana, scopriremo come un uomo solo ha talvolta la capacità di muovere le montagne.
17/09/2014
Il governo di Kiev ha un piano?
Sergej Kirichuk (nella foto) è un membro del movimento socialista “Borotba”, che in Ucraina si era opposto al regime oligarchico di Viktor Janukovich. Oggi l’Ucraina “indipendente” e “democratica” lo sta perseguitando come nemico della nazione. Per capire cosa abbia fatto per meritarsi tutto questo odio, leggete nella sezione “Geopolitica ortodossa” la sua analisi del collasso del sistema ucraino, assolutamente condivisibile e di buon senso, ma altrettanto evidentemente pericolosa per un regime totalitario.
17/09/2014
Come l'Occidente divenne ateo
Un testo che riteniamo di un’importanza fondamentale è stato pubblicato pochi giorni fa sul blog The Soul of the East. Si tratta di un’analisi spietata della filosofia tomista, e alcuni potranno ritenere complessi (o magari troppo semplificati) i suoi passaggi logici. Il punto che solleva l’autore del saggio è che la filosofia di Tommaso d’Aquino, presa come base per la teologia cristiana, è il primo passo fondamentale verso l’ateismo. Vi preghiamo di leggere attentamente il saggio Come l'Occidente divenne ateo, che presentiamo nella sezione “Confronti” dei documenti, e di rifletterci sopra, perché una corretta vita cristiana non può prescindere da una corretta serie di principi di pensiero.
16/09/2014
Rivoluzionari a rischio
(da un commento di Saker, 16 settembre 2014)
Chi aveva dubbi sulla posizione del Vaticano sulla guerra civile in Ucraina, ora potrà semplicemente leggere l'articolo intitolato "Una Chiesa con verve è a rischio in Ucraina" sul sito Crux. A quanto pare, la sconfitta della giunta nazista mette a rischio gli uniati perché, citazione: "i greco-cattolici sono diventati anche protagonisti di spicco negli affari nazionali. Sono stati i principali fautori della Rivoluzione Arancione in Ucraina nel 2004/2005, e hanno contribuito a guidare all'inizio dell'anno le proteste del Maidan che hanno rovesciato dalla carica il presidente pro-Mosca Viktor Janukovich".
Abbiamo accennato nel mese scorso a una protesta comune dei russini e degli ungheresi della Rus’ Carpatica, un fenomeno che potrebbe innescare sviluppi del tutto inaspettati nella crisi ucraina. Grazie al collaboratore del blog di Saker, ‘American Kulak’, che ci ha aiutato alcuni giorni fa a capire i paralleli tra Scozia e Novorossija, esaminiamo oggi nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti il caso dell’Ungheria e l’insolita posizione del suo presidente Viktor Orban (nella foto), che oggi i media asserviti non sanno come trattare.
Patriarchia.ru, 10 settembre 2014.
Con la benedizione di sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus', il comitato della Chiesa cristiana ortodossa di Cambogia (Patriarcato di Mosca) ha firmato un contratto per la costruzione della chiesa del santo grande martire e guaritore Panteleimone nella città di Sihanoukville (Kampong Saon) in Cambogia
La società di costruzioni "Sam Sarath" è stata scelta come contraente. La stima complessiva dei costi è di 301.663 dollari USA. La durata totale della costruzione sarà di 60 settimane.
La chiesa di san Panteleimone a Sihanoukville sarà la prima di tre chiese, la cui costruzione è prevista nel Regno di Cambogia. La superficie totale della chiesa sarà di 144 metri quadrati, con un'altezza di oltre 21 metri, riporta il sito web della Chiesa ortodossa in Thailandia.
Ulteriori informazioni sulla chiesa a Sihanoukville si possono trovare sul sito web della Chiesa ortodossa in Cambogia.
In quella che può essere solo definita come l’ascesa di un eroe locale a livello di eroe nazionale, Strelkov (nome di battaglia di Igor’ Girkin), ex comandante della milizia del Donbass, ha annunciato l’11 settembre in una conferenza stampa un suo cambiamento di lotta in un campo di strategia molto più globale. Nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti, presentiamo un post di contenuto multiplo: il video della conferenza stampa (russo, con sottotitoli in inglese), la nostra trascrizione in italiano, e il commento di Saker che ci porta molto più a fondo di quanto possiamo pensare nelle complessità dei conflitti per il potere in Russia e, di riflesso, in tutto il mondo. Ci rassicura il fatto che, a vegliare sugli interessi della Russia ma anche della sovranità non egemonistica delle nazioni del mondo, ci possa essere un coerente cristiano ortodosso che ha saputo dare un esempio di servizio e di abnegazione alla sua patria e alla sua fede.
In alcuni degli ultimi articoli di Saker che abbiamo tradotto, si faceva riferimento a un articolo del 24 febbraio, il giorno del colpo di stato in Ucraina, in cui il nostro amico e corrispondente cercava di spiegare le origini storiche e la natura del golpe. Altri nostri amici ci hanno pregato di provvederne una traduzione italiana, che vi presentiamo nella sezione “Geopolitica Ortodossa” dei nostri documenti. In una delle sue analisi precise e acute, Saker fa una lunga digressione storica che analizza l’identità dell’Ucraina come un progetto storico anti-russo della Chiesa cattolica romana (nell’immagine, uno dei principali architetti del progetto ucraino, papa Clemente VIII): questa sola introduzione dovrebbe bastare a spiegare perché abbiamo tanto insistito sulla questione ucraina in tutti questi mesi. Le nostre osservazioni e i nostri sforzi in questo campo hanno ben poco a che fare con “dibattiti politici contemporanei”; piuttosto, hanno TUTTO a che fare con l’affermazione della nostra identità di cristiani ortodossi. Vi preghiamo comunque di leggere le parole di Saker scritte nel giorno stesso del putsch maidanista, e di riflettere su quanto delle sue previsioni di sviluppi futuri si è avverato nel corso di questi mesi. Come tutti gli analisti militari seri, Saker non pretende alcun carisma speciale, e molte delle indicazioni che dà sono semplici osservazioni di una persona intelligente (dal latino, uno che “legge dentro” le cose). C’è tuttavia da stupirsi quanto ben azzeccate siano state le conclusioni di uno che legge nelle cose non solo come analista professionale, ma soprattutto come credente.
14/09/2014
Lettera a Putin e al popolo russoDa alcuni giorni è in rete una sottoscrizione internazionale di solidarietà con il presidente Putin e il popolo della Russia, in diverse lingue, tra cui l’italiano. Vi invitiamo a leggerla a questo indirizzo, oppure cliccando sull’immagine qui sotto: Letta? Vi sentite di condividerne i principi? In tal caso vi invitiamo a firmarla, e a condividerla il più possibile tra i vostri amici e contatti. Di solito non coinvolgiamo i nostri lettori negli appelli internazionali, ma questo ci sembra importante e urgente. Con la campagna di demonizzazione mediatica contro la Russia in generale, e contro Vladimir Putin in particolare, una voce di solidarietà rappresenta un fortissimo segnale contrario. Pensate che in questi giorni l’appello è stato firmato da poco più di 20.000 persone IN TUTTO IL MONDO. Se i 300 e più lettori quotidiani del nostro sito volessero aggiungere la loro firma, questo rappresenterebbe finora più dell’1,5% delle firme nel mondo. E solo dagli amici della parrocchia di san Massimo di Torino... Chi conosce la portata degli appelli nel mondo, sa che ogni persona che scrive qualcosa (una lettera a un giornale, una firma a un appello, e così via) corrisponde a circa CENTO persone che la pensano in tal modo. Ecco perché, quando un governo riceve una serie considerevole di firme a favore di una certa causa, di solito si preoccupa. Questo appello, poi, ha qualcosa di assolutamente speciale: a fronte dell’indifferenza causata dai media asserviti in Italia e in molti altri paesi, il peso di ciascuna firma è moltiplicato. Quante persone rappresenterà una firma su questo appello? Mille? Diecimila? Non lo sappiamo, ma siamo sicuri che il loro potenziale di cambiamento sarà certamente devastante! Pertanto, se volete fare la vostra parte per non ritrovarci coinvolti in una nuova guerra a livello mondiale, firmate e fate firmare!
13/09/2014
Analogie tra Jugoslavia e Ucraina
Un parallelo che non sarà mai evidenziato con troppa forza è quello delle due guerre da cui l’Europa è stata insanguinata nell’ultimo ventennio. Chi le ha preparate? Chi ha esacerbato gli animi di due paesi, e perché? Chi ne trae vantaggio? Perché ci sono stati tanti episodi orribili di crudeltà? A queste domande tenta di dare una risposta il saggio di Stephen Karganovic pubblicato sul blog di Saker, che presentiamo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti. |