→ Il Blog del Parroco
Il parlamento ucraino, su proposta del Consiglio dei ministri, è pronto a produrre nuovamente una legge che finirà a totale discapito della Chiesa ortodossa ucraina: osserviamone i particolari nella traduzione italiana dell’ultimo saggio di Kirill Aleksandrov.
07/06/2021
Due passi nella tradizione armena
Vi presentiamo un’intervista di alcuni anni fa, ma tuttora di grande interesse, a un monaco della Chiesa ortodossa finlandese, padre Serafim Seppälä (nella foto) che è divenuto una vera autorità sulla fede e la cultura degli armeni. Inoltre, un nostro studio sul velo dei monaci armeni è tornato di un certo interesse con l’arrivo del caldo dell’estate, nel quale alcuni dei nostri monaci si chiedono come sia composto un copricapo monastico che ritengono meno caldo e pesante del proprio.
Migliaia di fedeli hanno accolto al suo arrivo in Montenegro il nuovo metropolita Joanikije (Mićović), già vescovo di Budimlja-Nikšić. Il miglior tributo al compianto metropolita Amfilohije è che il suo posto sia stato preso da colui che lo ha affiancato per decenni come vescovo vicario e assistente pastorale. Un augurio di molti anni al metropolita Joanikije e al coraggioso popolo ortodosso del Montenegro!
Continuiamo a tradurre le interviste in due parti di Vladimir Basenkov a rappresentanti della Chiesa ortodossa nel mondo: questa volta ve ne presentiamo un paio, all'arciprete Václav Ježek di Praga (a sinistra nella foto), e all'arciprete Dejan Krstić di Niš (a destra nella foto), che ci offrono punti di vista specifici dell’Ortodossia ceca e di quella serba.
Ci siamo già occupati su questo blog dei delicati legami tra lo yoga e l’Ortodossia, analizzando il tema dalle posizioni più possibiliste di un legame positivo, a quelle più critiche degli eventuali pericoli, o addirittura totalmente negative. Oggi vi presentiamo un nuovo articolo che vuole fare una comparazione tra i sostenitori delle tesi più contrapposte su questa commistione.
LGBT è una sigla fortemente contraddittoria in se stessa: se L, G e B indicano scelte di orientamento sessuale esclusivamente interiori, T non si riferisce a orientamenti, ma a devastanti modifiche del proprio corpo, dalle quali non si torna indietro se non a prezzo di indicibili sofferenze. E sì, ci sono persone che tornano indietro, anche se le loro storie non sono generalmente ascoltate. In questi giorni, la trasmissione 60 minutes dell’ultra-liberale CBS ha dato spazio alla storia di Grace Lidinsky-Smith (nella foto), una delle poche donne pentite di un intervento di cambiamento di sesso ad avere avuto accesso alla platea mediatica per parlare dei casi come il suo. Vi presentiamo in traduzione italiana un’intervista a Grace, che parla di tutto quello che non vi hanno fatto sapere fino a ora. In un mondo in cui anche dire banali verità sul transessualismo (per esempio l’ineccepibile verità scientifica che dopo un cambiamento di sesso il corpo mantiene i caratteri genetici e fisici del sesso d’origine) ci può far etichettare come “transfobici” (come è successo a J. K. Rowling, abbandonata da molti giovani lettori imbevuti di propaganda LGBT), è opportuno essere pronti anche noi ad applicare l’etichetta di “detransfobici” a tutti coloro che vogliono far passare sotto silenzio le sofferenze dei transessuali che si sono pentiti delle loro scelte.
Pubblichiamo il testo completo dell’appello della Chiesa ortodossa ucraina che richiama l'attenzione della comunità internazionale sulle continue violazioni dei diritti dei credenti in Ucraina.
31/05/2021
In cerca di riconoscimento per la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", il Fanar allontana tutti noi
Il metropolita Hilarion (Kapral, nella foto), primo ierarca della ROCOR, ha espresso la sua posizione sulla crisi ecclesiale ucraina: una netta condanna del capo del Fanar e della sua cerchia (per i quali comunque la ROCOR continua a pregare il Signore, affinché doni loro ragione, illuminazione e misericordia) e una rinnovata fiducia all’unica Chiesa ortodossa canonica in Ucraina, terra ancestrale dello stesso metropolita Hilarion.
L'arciprete Nikolaj Danilevich (nella foto) offre un interessante paragone storico al viaggio del patriarca Bartolomeo a Kiev programmato per agosto: ci chiede di immaginare cosa sarebbe stato un viaggio papale nelle terre ortodosse bielorusse e ucraine due anni dopo la nascita dell’uniatismo, o un viaggio di Lutero a Roma due anni dopo la nascita del protestantesimo.
29/05/2021
Ricordate in Grecia le parole di un defunto teologo sulla politica del Fanar negli anni '80
L’avvocato e teologo Athanasios Sakarellos (nella foto), defunto nel febbraio 2021, è stato un discepolo e collaboratore di padre Ioannis Romanides, accanto a figure di spicco come padre Gheorghios Metallinos e il metropolita Hierotheos Vlachos. Negli ultimi giorni sono stati ricordati i suoi scritti di 40 anni fa, in cui prevedeva la degenerazione del mondo fanariota, e che ricordiamo in un breve saggio.
29/05/2021
Lettera aperta di Testimonianza ortodossa
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente lettera aperta dal Direttivo di Testimonianza Ortodossa, di cui sosteniamo pienamente le ragioni. Lettera aperta a Sua Eminenza il Metropolita d’Italia Polycarpo Cristo è Risorto! Eminenza Reverendissima, con profondo dolore ci rivolgiamo oggi a Lei. Abbiamo ascoltato e letto con grande sconforto la Sua intervista all’Osservatore Romano, dopo la Sua visita in Vaticano, ove ha definito il capo dello Stato Vaticano, Bergoglio, suo padre, suo primate e suo patriarca. Le Sue parole ci hanno profondamente addolorati, stupiti e amareggiati. Tutti noi siamo per un dialogo onesto che miri alla Verità e alla pienezza della fede. Tutti noi desideriamo il ritorno degli eterodossi all'Ortodossia e all'unità della fede. La Chiesa, come Lei ha giustamente detto, non è una istituzione di questo mondo, ma è il Corpo mistico divino e umano di Cristo; di conseguenza la piena unità non può essere di tipo amministrativo-istituzionale ma deve avvenire attraverso un processo di pentimento e di conversione alla pienezza della fede di coloro che se ne sono allontanati. Umilmente crediamo che non può esserci unità con uno stato – lo stato Vaticano – con coloro che invece di ritornare alla fede apostolica vanno spediti verso il protestantesimo. Un’unità di tipo amministrativo-istituzionale come si è tentato di fare in passato è destinata al fallimento. Eminenza, con rammarico, la nostra coscienza ci obbliga a dissociarci dalle Sue dichiarazioni. Preghiamo che il Cristo Risorto dai morti preservi e custodisca la Sua Chiesa. Testimonianza Ortodossa Il Direttivo dell’Associazione all’unanimità PS. Ci teniamo a sottolineare che né da parte nostra né – come siamo sicuri – da parte dell’associazione esiste del malanimo personale nei confronti del metropolita, a cui ci lega un’amicizia pluridecennale e nei confronti del quale non abbiamo mai avuto risentimenti. Qui tuttavia si sono toccate le corde ben più sensibili della nostra fede, per la quale non deve stupirci di vedere i fratelli levarsi gli uni contro gli altri (cfr Lc 12:49-53).
Il nuovo inizio di un conflitto a Gerusalemme riporta alla luce una tensione apocalittica nel mondo cristiano, in cui la venuta dell’Anticristo è collegata alla ricostruzione del tempio di Gerusalemme, un evento che sembra farsi sempre più realistico. Ma è proprio alle liti tra ebrei e musulmani a Gerusalemme che i cristiani dovrebbero guardare nelle loro attese escatologiche, oppure ci sono altre possibilità? Scopriamolo nel saggio di Andrej Vlasov che fa il punto su questo controverso tema.
27/05/2021
Una nuova celebrazione della Liturgia armena
Padre Tirayr Hakobyan (nella foto) torna presso la nostra parrocchia a presiedere la Divina Liturgia armena al mattino di sabato 29 maggio. Lo accogliamo con molta gioia, e seguiamo con piacere lo sviluppo della comunità della Chiesa apostolica armena a Torino.
26/05/2021
L'abate della Lavra di Pochaev denuncia la menzogna nazionalista dello scismatico Dumenko
Ennesima bugia degli scismatici ucraini, ennesima necessità da parte nostra di unirci alla difesa della verità: di fronte alla dichiarazione di Dumenko che nella Lavra di Pochaev i monaci non sarebbero ucraini, ma in gran parte importati da altrove, risponde il metropolita Pavel (Moroz), abate della Lavra di Pochaev, ricordando che tutti i 150 monaci di Pochaev sono ucraini.
Vi presentiamo in traduzione italiana le due parti dell’intervista di Vladimir Basenkov al sacerdote ortodosso olandese Hildo Bos, che ci apre gli occhi sulla storia e sulle condizioni dell’Ortodossia nei Paesi Bassi.
24/05/2021
Due risposte di padre John Whiteford
Nel maggio del 2021, padre John Whiteford ci ha offerto un paio di risposte che possono essere utili a chi si avvicina all’Ortodossia, in particolare dal mondo pentecostale. Le domande riguardano rispettivamente il valore della tradizione, e il significato del battesimo in acqua e nello Spirito Santo.
Vi presentiamo un’analisi di Konstantin Shemljuk sulle recenti domande di un’igumeno greco, l'archimandrita Maximos (Karavas) all’episcopato ortodosso. In un coerente stile patristico, con candore ma assieme con rigore, padre Maximos mette il dito nella piaga degli atteggiamenti discutibili dei vescovi contemporanei, soprattutto sulla coerenza tra aperture ecumeniche e spirito patristico, e sulla difesa della tradizione rispetto alle imposizioni dovute alla pandemia.
Vi presentiamo un riassunto delle affermazioni del patriarca Porfirije, desideroso di far capire che il sostegno della Chiesa serba al metropolita Onufrij e alla Chiesa ortodossa ucraina non è dettato da prese di partito ecclesiastico, ma dal rigoroso rispetto dei canoni e dell’ecclesiologia ortodossa.
Il metropolita Ilarion (Alfeev, nella foto) di Volokolamsk ci offre una confutazione delle idee esposte dal patriarca Bartolomeo nella sua ultima intervista, confutando anche alcune delle sfacciate menzogne da questi espresse: per esempio, parlare dell’autocefalia della Chiesa ortodossa in America “non riconosciuta da nessuno” proprio a un canale TV della Georgia, la cui Chiesa riconosce tale autocefalia!
L'archimandrita Gerasim (Eliel, al centro nella foto) è stato eletto all’episcopato della Chiesa Ortodossa in America alla sessione del Santo Sinodo di martedì 18 maggio 2021. La vita di padre Gerasim è stata documentata in un lungo articolo biografico, presente sul nostro sito già dal 2013, e che vi preghiamo di rileggere con attenzione. Nel fare i nostri migliori auguri a padre Gerasim, concludiamo dicendo che la sua elezione a vescovo era un gesto che aspettavamo da fin troppo tempo, e forse il minimo riconoscimento dovuto a uno dei convertiti occidentali che, in 40 anni di vita nell’Ortodossia, ha dato uno dei maggiori contributi personali alla crescita della Chiesa. Per molti anni, presule! Unto many years, Master! |