La parrocchia ha la cura pastorale dei cristiani ortodossi del Patriarcato di Mosca nella città di Torino e in Piemonte / Valle d'Aosta

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04/06/2019

Aggiornato il programma del nostro pellegrinaggio in Russia

Aggiornato il programma del nostro pellegrinaggio in Russia

Abbiamo aggiunto dettagli al programma del pellegrinaggio in Russia (Mosca, Murom, Diveevo, Optina) che la nostra parrocchia sta organizzando per il 7-14 settembre 2019. Ricordiamo a chi è interessato che ci si può iscrivere fino al 14 luglio.

04/06/2019

Gli scismatici alla ricerca di alleati

Gli scismatici alla ricerca di alleati

È stata compiuta una grande ingiustizia contro una Chiesa ortodossa locale: tutte le altre Chiese locali hanno rifiutato di avallare questo gesto... cosa si potrebbe desiderare di più? Ebbene, proprio quando sembra che l’indignazione sia generale nel mondo ortodosso, è importantissimo non abbassare la guardia, perché – che noi lo si voglia o no – sono in corso febbrili tentativi di ribaltare la situazione. Accogliamo pertanto con favore i tentativi di spiegare cosa sta succedendo dietro le quinte. Eccovi:

1) L’articolo in russo e in italiano di Kirill Aleksandrov sulle vere motivazioni per cui è stato messo un greco in un “episcopato” formato da sciovinisti ucraini, motivazioni che ribaltano curiosamente la figura della “guardia dei variaghi” (i mercenari slavi che combattevano per la corte di Costantinopoli) in un moderno apporto di “variaghi greci” alla causa dell’ucrainismo radicale.

2) La traduzione italiana del resoconto di Tamara Lomidze sui movimenti all’interno della Chiesa ortodossa georgiana, minacciata di un’incursione in Abkhazia analoga a quella dell’anno scorso in Ucraina, se non si piegherà al ricatto dell’accettazione dello scisma fanariota.

03/06/2019

Bugie sulle labbra del patriarca Bartolomeo

Bugie sulle labbra del patriarca Bartolomeo

Vi presentiamo il testo russo e italiano dello studio di Kirill Aleksandrov sulle ultime menzogne del patriarca Bartolomeo, diffuse a profusione nell’intervista all’agenzia bulgara BGNES e a quella ucraina Glavkom. A chi si chiede perché sembriamo accanirci sulla figura di un patriarca che non è neppure il nostro, suggeriamo di andare a rivedere la lista da noi diffusa alcuni giorni or sono: lì si possono trovare 89 buone ragioni per continuare a chiedere che questo scempio ecclesiale abbia termine.

02/06/2019

L'unione fa la farsa: la consacrazione dell'archimandrita Epiphanios a Kiev

L'unione fa la farsa: la consacrazione dell'archimandrita Epiphanios a Kiev

Seguire per voi gli sviluppi della crisi ucraina sta diventando difficile, perché ogni giorno si riversano notizie sempre più inverosimili da raccontare.

Tuttavia, una chiave di lettura è il principio che non è saggio costruire una casa sulla sabbia. Fin dalla disgraziata decisione di creare unilateralmente un'autocefalia ucraina a partire dai gruppi scismatici, si poteva prevedere che la barca avrebbe iniziato a fare acqua appena salpava, e la crisi di potere all'interno nella nuova struttura ucraina ne è una conferma.

Oggi, grazie alla "unificazione" operata dal Fanar, non abbiamo un solo corpo autocefalista, ma ben tre: i due gruppi precedenti non ancora ufficialmente sciolti ed entrambi ancora ben ufficialmente registrati presso lo stato ucraino, e la cosiddetta "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", ai ferri corti con il proprio cosiddetto "patriarca onorario".

Per rafforzare i legami con Costantinopoli (o forse per intorbidare ancor più le acque), arriva un nuovo "vescovo": l'archimandrita Epiphanios (Dimitrou, al centro nella foto) è stato consacrato a Kiev il 26 maggio come "vescovo di Olvia", incaricato della pastorale delle comunità greche dell'Ucraina.

Le circostanze che hanno portato a questa nuova nomina sono da sole degne di un gioco enigmistico. Padre Epiphanios (che aveva effettivamente lavorato per anni con le comunità di lingua greca in Ucraina, situate principalmente attorno a Mariupol') era un cherico della diocesi di Dimitrias (con sede a Volos, in Grecia: la stessa diocesi dove era stato a lungo metropolita il defunto arcivescovo Christodoulos d'Atene).

Le regole canoniche richiedono che per la consacrazione episcopale di un prete di una data diocesi, questi riceva una lettera dimissoriale canonica dal proprio vescovo. Ora, si afferma che il neo-consacrato "vescovo" abbia avuto una lettera dimissoriale dal metropolita Ignatios di Dimitrias: se così fosse, avremmo un chierico trasferito "canonicamente" a un corpo ecclesiale che la Chiesa autocefala di Grecia non riconosce e non commemora come ortodosso, e tutto questo senza un avallo del Sinodo della Chiesa di Grecia o del suo primate, l'arcivescovo d'Atene.

Il puro surrealismo ecclesiologico di questa consacrazione (che è verosimile abbia avuto luogo solo per difendere il prestigio dell'altro Epifanio nelle sue lotte contro il proprio "patriarca onorario") lascia abbastanza stupefatti, mentre non stupisce la reazione di uno dei fedeli di Filaret, il "metropolita" Ioasaf (Shibaev), contrario alla nomina di vescovi per gruppi etnici diversi da quello ucraino: di fatto, tale procedura potrebbe far cadere il castello di carte dell'ucrainismo attorno al quale è stata costruita questa pseudo-autocefalia.

Non ci resta che concludere con le parole del nostro confratello, l'ipodiacono Claude Lopez-Ginisty, che riassume molto appropriatamente questa vicenda con il titolo L'union fait la farce.

02/06/2019

Vladyka Antonij (Sevrjuk) diventa metropolita dell’Europa occidentale

Vladyka Antonij (Sevrjuk) diventa metropolita dell’Europa occidentale

Venerdì 31 maggio, alla Divina Liturgia presso il convento Novodevichy a San Pietroburgo, l’arcivescovo Antonij (Sevrjuk) ha ricevuto il rango di metropolita, per guidare l’Esarcato dell’Europa occidentale, che gli era stato affidato il giorno prima dal Santo Sinodo.

Il metropolita Antonij torna anche a occuparsi delle parrocchie dell’Italia (dove ha passato molti anni e ha imparato bene l’italiano), coadiuvato dal vescovo Ambrozie (Munteanu) per la cura pastorale delle parrocchie moldave.

01/06/2019

Srebrenica e Jasenovac: la genuina differenza tra un genocidio falso e uno vero

Srebrenica e Jasenovac: la genuina differenza tra un genocidio falso e uno vero

Vi abbiamo già presentato anni fa uno studio dettagliato che spiega perché il cosiddetto genocidio di Srebrenica sia una vera e propria montatura creata per demonizzare ad arte una – e solo una – delle parti in un conflitto. Ora, abbiamo l’occasione di paragonare questa montatura con un genocidio vero e proprio, che avvenne a poca distanza qualche generazione prima. Non perdetevi la versione italiana dell’articolo di Stephen Karganovic sul Saker blog italiano, dove si può incominciare a capire come i genocidi perpetrati nell’ex Jugoslavia siano sempre stati trattati con un cinismo e un doppiogiochismo davvero diabolici.

01/06/2019

"Sono arrivati l'anziano Gabriele e il nostro Serafino"

"Sono arrivati l'anziano Gabriele e il nostro Serafino"

Vi presentiamo il resoconto in russo e in italiano di una straordinaria iniziativa: un viaggio attraverso Russia e Bielorussia dell’icona detta "Amicizia dei popoli ortodossi russo e georgiano", che raffigura i due più amati anziani spirituali dei due popoli, Serafino di Sarov e Gabriele (Urgebadze). Il pellegrinaggio dell’icona e delle reliquie di san Gabriele ha reso maggiormente nota tra i russi la figura dell’anziano georgiano, oltre a provocare una moltitudine di miracoli.

31/05/2019

Marcia per la famiglia in Moldova

Di fronte alle pressioni per introdurre le parate del gay pride, che per qualche inspiegabile ragione il pensiero dominante ritiene una cartina di tornasole del livello di civiltà di una nazione, la piccola e povera Moldova risponde con questa marcia per la famiglia, organizzata dalla Chiesa locale nelle vie della sua capitale, dove i vescovi e i monaci sfilano accanto ai chierici sposati con le loro famiglie, e a tanti credenti che non hanno paura a portare in piazza i loro veri valori.

31/05/2019

Pubblicato il libro dei documenti d'archivio sulla riunificazione della metropolia di Kiev con la Chiesa russa

Pubblicato il libro dei documenti d'archivio sulla riunificazione della metropolia di Kiev con la Chiesa russa

È stato finalmente pubblicato il libro che vi abbiamo annunciato già dallo scorso settembre, e che riporta le fonti di archivio storico sul ritorno della metropolia di Kiev alla Chiesa russa. Vi presentiamo la traduzione italiana del testo che ne spiega la pubblicazione, e vi invitiamo a riflettere ancora una volta sulle posizioni di Mosca e di Costantinopoli sulla crisi ucraina:

- Da una parte si invita a una seria ricerca, si pubblicano documenti storici e si analizzano le fonti.

- Dall'altra si pretende il diritto di agire senza consultare tali fonti, e si sostiene che le argomentazioni della controparte siano "leggende nere", "fake news" e sforzi di propaganda pagata.

Qui la contesa non ci sembra tanto tra i patriarcati di Mosca e di Costantinopoli, ma tra la serietà e il ciarlatanismo.

30/05/2019

La Chiesa di Gerusalemme è la Madre di tutte le Chiese?

La Chiesa di Gerusalemme è la Madre di tutte le Chiese?

Vi presentiamo le versioni russa e italiana di uno studio di Andrej Vlasov sulle affermazioni recenti del patriarca Teofilo III (nella foto), che, presumibilmente per contenere le assurde pretese del Patriarcato dei Costantinopoli di essere “Madre di tutte le Chiese e garante dell'unità ortodossa”, ha avanzato le stesse pretese per il suo patriarcato, rimanendo così coinvolto in un’analoga spirale d’assurdità.

29/05/2019

Preghiamo per i nostri fratelli perseguitati

Preghiamo per i nostri fratelli perseguitati

Vi presentiamo in russo, in romeno e in italiano la lista dei parroci delle chiese perseguitate (sequestrate, vandalizzate, minacciate) della Chiesa ortodossa ucraina, pubblicata come progetto speciale dal sito ucraino Православная жизнь (Vita ortodossa) su richiesta di clero e laici, perché tutti possano ricordare alle funzioni o nelle preghiere private i loro fratelli rappresentati da questi sacerdoti.

La lista è pubblicata in russo su file PDF, e sarà aggiornata periodicamente. La pagina del sito che presenta questa iniziativa ha anche l'elenco completo delle chiese con i dettagli delle persecuzioni da loro subite.

Cosa possiamo fare con questa lista? Stampiamola (ci vuole proprio poco) o scriviamola su un foglio di carta (quanto tempo ci vuole? Pochi secondi per scrivere il nome di un prete sono nulla in confronto alle sofferenze che l’intera parrocchia ha dovuto subire), e leggiamo la lista nelle nostre preghiere quotidiane. Portiamola anche in chiesa al nostro prete, che ha il dovere di ricordare i suoi confratelli che soffrono. E se il nostro prete capita essere uno dei preti del Patriarcato di Costantinopoli, portiamogli a maggior ragione questa lista da ricordare: il Signore ci comanda di pregare per i nostri persecutori, ma non ci vieta affatto di pregare per quelli che noi stessi perseguitiamo!

29/05/2019

Il patriarca consacra la chiesa di Tutti i Santi a Strasburgo

Il patriarca consacra la chiesa di Tutti i Santi a Strasburgo

In una domenica in cui in molte parti d’Europa intere popolazioni hanno votato per mandare a Strasburgo i loro rappresentanti, la Chiesa ortodossa russa ha deciso di mandarvi... lo Spirito Santo, con la consacrazione da parte del patriarca Kirill della chiesa di Tutti i Santi, un evento che attendevamo da diversi anni. Il rettore, padre Filipp (Rjabykh), è il portavoce della Chiesa presso le istituzioni europee: speriamo che faccia sentire la voce della fede cristiana in ambienti che se ne stanno sempre più allontanando.

28/05/2019

Una cappella monastica per Spruce Island, Alaska

Una cappella monastica per Spruce Island, Alaska

Vi presentiamo un altro progetto di Andrew Gould, il designer di chiese ortodosse che sicuramente passerà alla storia come la figura di riferimento per gli stili ortodossi di questa generazione nei paesi occidentali. Il compito di questa volta è stato progettare la chiesa maggiore per un eremo in Alaska (una dipendenza del monastero di Platina, fondata l’anno successivo alla morte di padre Serphim Rose), cercando uno stile reminiscente di quello delle chiese russe storiche dell’Alaska, ma con un tratto distintivo nel rispetto della stessa tradizione. Anche questo è un progetto di frontiera (i monaci dell’eremo non sono nativi dell’Alaska, ma provengono dagli altri stati degli USA), e può essere un’ispirazione per chiese simili in altre parti del mondo.

28/05/2019

7 anni di attività del sito

7 anni di attività del sito

La scorsa settimana il nostro sito ha compiuto 7 anni dal suo rinnovo sotto forma di blog nel 2012: sono stati anni di continua crescita non solo di conoscenze relative all’Ortodossia, ma anche di materiale messo a disposizione del pubblico (quasi 7500 tra voci di blog, documenti, articoli, video e altri materiali) e di impegno (calcoliamo circa 12.000 ore di lavoro complessivo, in maggior parte dedicate a ricerche e traduzioni).

Anche i visitatori sono stati in continua crescita (oltre 784.000 accessi unici, corrispondenti a oltre 306 visitatori al giorno), e questo testimonia un genuino interesse. Siamo grati a tutti quelli che ci hanno aiutati con contributi, segnalazioni, commenti e facendo conoscere il sito in vari modi, ma soprattutto ai lettori passati e presenti, che ci hanno motivato a continuare su questo cammino.

 

27/05/2019

Metropolita Meletij di Chernovtsy: Non siamo bestiame – siamo il popolo dell’Ucraina (+VIDEO)

Metropolita Meletij di Chernovtsy: Non siamo bestiame – siamo il popolo dell’Ucraina (+VIDEO)

Siamo lieti di presentarvi un video con spiegazione in russo e in italiano che mostra una popolazione ortodossa a noi cara (quella di Chernovtsy e della Bucovina settentrionale) guidata da due vescovi a noi cari (il metropolita Meletij e l’arcivescovo Longin) mentre va in processione per le vie della città fino alla sede dell’amministrazione regionale, per dire la propria contro lo scempio perpetrato alla Costituzione ucraina, alla legge e al buon senso attraverso le persecuzioni statali contro la Chiesa.

26/05/2019

Una storia di insipienza pastorale: la chiesa di South Stony Island Avenue a Chicago

Una storia di insipienza pastorale: la chiesa di South Stony Island Avenue a Chicago

La recente notizia che l’imponente chiesa greco-ortodossa della Santa Trinità a Chicago (nella foto) è stata messa all’asta per bancarotta ci ha fatto riflettere sul pericolo pastorale del fare passi più lunghi delle nostre gambe. In questi stessi giorni, abbiamo appreso da un nostro confratello, il monaco James (Silver) della OCA, la storia di una precedente chiesa greco-ortodossa a Chicago, costruita con abbondanza di fondi sul modello di Santa Sofia a Costantinopoli, e divenuta in breve (per ironia della sorte) una moschea. Vogliamo raccontarvi la storia di quest'altra chiesa, perché possiamo maturare insieme una prudenza pastorale nel valutare quali luoghi di culto siano ottimali per i fedeli ortodossi.

25/05/2019

Perché il patriarca Kirill non dà l'autocefalia alla Chiesa ortodossa ucraina

Perché il patriarca Kirill non dà l'autocefalia alla Chiesa ortodossa ucraina

Studiamo in russo e in italiano la risposta a una domanda che si sente talvolta in giro, e che in sé è più che legittima: perché, se il Patriarcato di Mosca ritiene anticanonica l’autocefalia data all’Ucraina da Costantinopoli, non offre a sua volta un’autocefalia legittima alla Chiesa legittima? Forse è difficile per molti accettare che l’autocefalia alla Chiesa ucraina (quella vera) non è data perché la Chiesa ucraina non la vuole, ma solo così si può capire perché invece l'autocefalia offerta da Costantinopoli non è stata percepita come un dono, ma piuttosto come uno stupro.

24/05/2019

Il Canone 28 e il papismo orientale: causa o effetto?

Il Canone 28 e il papismo orientale: causa o effetto?

Vi presentiamo in traduzione italiana il lungo saggio del nostro amico George Michalopulos sul Canone 28 del Concilio di Calcedonia, usato oggi profusamente per giustificare le pretese universalistiche del Fanar. Questo saggio è stato scritto addirittura nel 2009, dopo l’inquietante discorso dell’allora archimandrita Elpidophoros (oggi arcivescovo greco d’America) passato alle cronache con la sigla primus sine paribus. A rileggerlo, però, potrebbe essere stato scritto in questi giorni di arrogante uso di precedenti storici e canonici per giustificare ogni sorta di prevaricazione ecclesiale.

23/05/2019

L'arcivescovo Hieronymos ha raggiunto un vicolo cieco nella questione ucraina

L'arcivescovo Hieronymos ha raggiunto un vicolo cieco nella questione ucraina

Padre Theodoros Zisis ci spiega in russo e in italiano cosa sta succedendo nelle Chiese ortodosse di lingua greca, in particolare la Chiesa di Grecia, come risultato della crisi ucraina: grazie a padre Theodoros capiamo qualcosa di più sulla situazione imbarazzante verso cui porta la politica di temporeggiamento dell’arcivescovo Hieronymos d’Atene (nella foto) nei confronti delle posizioni del Fanar.

22/05/2019

Il canto pasquale di un monaco cieco

Eccovi il filmato del Canone pasquale cantato dal nostro confratello, il monaco Geremia del monastero di Dečani. Padre Geremia, da non vedente, ha sviluppato un particolare talento per la musica sacra, che qui ci offre nella celebrazione della Risurrezione del Signore.

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