La parrocchia ha la cura pastorale dei cristiani ortodossi del Patriarcato di Mosca nella città di Torino e in Piemonte / Valle d'Aosta

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09/07/2016

Un miracolo poco noto di san Giovanni di Kronstadt

Un miracolo poco noto di san Giovanni di Kronstadt

Il generale Dzambolat Abatsiev (1857-1939), aiutante di campo dell'imperatore Alessandro III, era a Livadia (luogo di villeggiatura estiva degli ultimi sovrani russi in Crimea), dove l'imperatore era malato, e dove sarebbe morto il 1 novembre 1894.

Padre Giovanni era stato chiamato al capezzale dell'imperatore morente il 17 ottobre per dargli la comunione e l'unzione degli infermi. Il padre era già noto per le sue cure miracolose e la gente accorreva da tutto l'impero per vederlo - ortodossi, ma anche musulmani ed ebrei. Si ebbero centinaia di casi di guarigioni.

Una sera una signora chiese al generale Abatsiev di farle avere un incontro con padre Giovanni, e il generale decise di andare a trovarlo alle 5 di mattina. Nonostante l'ora mattutina una piccola folla si era riunita all'esterno della dimora del taumaturgo, compresi alcuni tatari locali a cui la polizia non permetteva di avvicinarsi.

Sulla porta di casa una donna tatara piangeva e la polizia non capiva cosa volesse. Abatsiev, che era nato in Ossezia e conosceva il tataro, chiese alla donna che cosa desiderasse. La donna spiegò che aveva portato il marito malato, che giaceva in un carretto sulla strada, e lo pregò di lasciar avvicinare il "mullah Giovanni". Abatsiev trovò padre Giovanni nelle sua preghiere del mattino, anche se erano le 5, e gli parlò della donna tatara. Padre Giovanni chiese di lasciarla entrare.

Attraverso Abatsiev, padre Giovanni chieste alla donna se credeva in Dio e alla sua risposta positiva, disse: "Pregheremo insieme, tu prega al modo tuo, e io pregherò al modo mio". Quando padre Giovanni ebbe finito la sua preghiera, benedisse la donna tatara con un segno della croce e poi Abatsiev uscì con lei, e con loro grande stupore, videro il marito malato venire verso di loro perfettamente guarito.

08/07/2016

La Chiesa russa accoglie con favore la chiusura della 'Chiesa di Scientology di Mosca'

La Chiesa russa accoglie con favore la chiusura della 'Chiesa di Scientology di Mosca'

Russia Insider, 6 luglio 2016

La Chiesa ortodossa russa ha accolto con favore una sentenza della Corte suprema russa, che ieri ha confermato la legittimità della chiusura della "Chiesa di Scientology di Mosca".

"Il sostegno da parte della Corte suprema alla legittimità della chiusura della cosiddetta Chiesa di Scientology è visto come un precedente importante che dimostra la determinazione dello stato a non riconoscere come religiose quelle organizzazioni che utilizzano i sentimenti religiosi della gente per scopi maligni", ha detto a Interfax-Religion il portavoce della Chiesa ortodossa russa Vakhtang Kipshidze.

La sentenza nel caso degli scientologi non è una violazione della libertà di religione in quanto "è stato dimostrato in tribunale che l'attività stessa di questa organizzazione è un affronto alla libertà umana in quanto tale", ha detto Kipshidze.

La Chiesa ortodossa russa viene regolarmente in contatto con persone la cui appartenenza a sette totalitarie le ha lasciate profondamente ferite spiritualmente e mentalmente, e ha rovinato la loro vita e la loro felicità, ha detto il portavoce. "Questo è il motivo per cui noi vediamo la decisione contro Scientology come una misura diretta a proteggere la libertà e la dignità dei cittadini russi", ha detto Kipshidze.

Il 29 giugno la Corte suprema russa ha emesso una sentenza definitiva che conferma la chiusura della "Chiesa di Scientology di Mosca" per inadempienza ai requisiti per un'organizzazione religiosa.

Il tribunale di primo grado aveva ritenuto che l'attività della organizzazione religiosa era piuttosto di natura societaria e a scopo di lucro, cosa che è in contrasto con gli obiettivi di un'organizzazione religiosa. "Nel frattempo, l'organizzazione ha ricevuto preferenze fiscali ingiustificate da parte dello Stato", come riportano i fascicoli del caso.

07/07/2016

Di ritorno dall'altro mondo

Di ritorno dall'altro mondo

Presentiamo il testo in russo e la trascrizione in italiano della video-intervista di padre Georgij Maksimov a Vasilij Lazarev (nella foto), che ha cambiato completamente la sua vita dopo un’esperienza ai confini della morte. Abbiamo già da tempo presentato sul nostro sito un’esperienza di pre-morte vissuta da un autore russo del XIX secolo, e vi invitiamo a paragonarla con quella di questo testimone dell’Ortodossia dei nostri giorni, per vedere se e quanto queste esperienze abbiano un carattere immutabile nel tempo.

06/07/2016

Metropolita Onufrij: come raggiungere la pace tra tutti i popoli

Metropolita Onufrij: come raggiungere la pace tra tutti i popoli

Presentiamo il testo russo e la traduzione italiana di un articolo sul metropolita Onufrij di Kiev e la sua recente omelia sugli operatori di pace: il testo ci offre spunti di riflessione in questi giorni in cui il conflitto in Ucraina ha subito una recrudescenza.

05/07/2016

Una regola di preghiera

Una regola di preghiera

Dopo la nostra pausa, eccoci di ritorno, con la traduzione italiana di alcuni consigli di san Teofane il Recluso (che scriveva lettere a figli e figlie spirituali che vivevano nel mondo) su come creare una propria regola domestica di preghiera e come trarne il massimo beneficio.

02/07/2016

Qualche altro giorno di pausa

Come già abbiamo fatto lo scorso anno, andiamo ancora a trovare padre Andrew Phillips alla parrocchia di san Giovanni il Taumaturgo a Colchester, in occasione della festa patronale. Questo significa anche qualche giorno di assenza di novità sul sito, ma vi preghiamo di non scoraggiarvi: lo scorso anno siamo tornati dall’Inghilterra con spunti nuovi e interessanti, e speriamo di avere anche quest’anno la stessa ispirazione. Per chi soffre di assuefazione alle nostre novità quotidiane... può essere un momento giusto per fare un po’ di ripasso di tutto quello che in questi anni abbiamo lasciato a disposizione dei lettori sul nostro sito.

01/07/2016

I Padri greci e la cultura secolare

I Padri greci e la cultura secolare

Presentiamo la traduzione italiana di un saggio sull’attitudine dei Padri di lingua greca verso l’istruzione e la filosofia pagana del loro tempo. L’autrice, Eirini Artemi, ricercatrice di teologia e filologia classica all’arcidiocesi ortodossa di Atene, spiega accuratamente come i Padri siano riusciti ad accettare il pensiero greco a loro contemporaneo, pur respingendo quegli elementi cultuali e religiosi del paganesimo che sono in contrasto con la fede cristiana.

30/06/2016

L'ossessione bolscevica dell'invenzione dell'Ucraina

L'ossessione bolscevica dell'invenzione dell'Ucraina

Presentiamo la traduzione italiana di un piccolo ma esauriente testo sulla formazione dello stato ucraino nel XX secolo, che riporta alcuni dati storici meno noti, ma non per questo meno rilevanti, tipo il fatto che non è mai esistito uno stato ucraino prima della rivoluzione bolscevica. L’autore, Vladislav Sotirović, è docente di scienze politiche a Vilnius, nonché attivo blogger di saggistica geopolitica.

29/06/2016

Dopo il Concilio...

Dopo il Concilio...

Dopo avere offerto la carrellata storica degli elementi rilevanti di tutti i Concili ecumenici, padre Petru (Pruteanu) trae le conclusioni di ciò che è venuto fuori da Creta, con i principali risvolti positivi e negativi, e soprattutto la rilevanza teologica delle affermazioni sinodali. Presentiamo le considerazioni conclusive di padre Petru nell’originale romeno e in traduzione italiana nella sezione “Confronti” dei documenti.

28/06/2016

Aggiornamento sull'icona dei santi locali

Iniziano a delinearsi i volti dei santi:

28/06/2016

Come sono stati convocati e tenuti i Concili ecumenici

Come sono stati convocati e tenuti i Concili ecumenici

Attendendo qualche considerazione finale sul Concilio di Creta, presentiamo in romeno e in italiano un saggio storico di padre Petru (Pruteanu), che ci accompagna in un breve esame di tutti gli elementi rilevanti degli antichi Concili ecumenici, per un doveroso confronto storico con quello che vediamo accadere oggi. 

27/06/2016

Il trono di spade e la morte dell'Occidente

Il trono di spade e la morte dell'Occidente

Giunti al momento del finale di stagione della popolare serie televisiva Game of Thrones (in Italia Il trono di spade), presentiamo alcune osservazioni sullo spettacolo da un punto di vista cristiano tradizionale. Un articolo di Gunnar Bjornson, scritto per il sito Katehon all'inizio di quest'ultima stagione televisiva, analizza la serie come specchio della decadenza della letteratura fantasy, utilizzata in questo contesto per rispecchiare la morte della cultura cristiana. Alle interessanti valutazioni dell'articolo, che abbiamo tradotto in italiano nella sezione "Confronti" dei documenti, vogliamo aggiungere solo una nostra osservazione: in questo mondo fantastico estremamente dettagliato, che pesca a piene mani da immagini della storia medievale (feudale) dell'Europa occidentale e anche da civiltà antiche dell'Asia e dell'Africa, non c'è un solo riferimento alla storia europea, asiatica o africana del cristianesimo ortodosso. Questo ci sembra un dato da sottolineare.

27/06/2016

Nel patriarcato di Mosca hanno sottolineato a Costantinopoli l'irrilevanza delle regole della democrazia nella vita della Chiesa

Nel patriarcato di Mosca hanno sottolineato a Costantinopoli l'irrilevanza delle regole della democrazia nella vita della Chiesa

Mosca. 25 giugno. Interfax

Nella Chiesa ortodossa russa hanno ricordato al patriarcato di Costantinopoli l'incompatibilità delle tradizioni della democrazia nelle decisioni conciliari.

La ragione per la discussione sono state le parole dell'arcivescovo costantinopolitano che ha ricordato che tutte le decisioni prese nel forum inter-ortodosso a Creta saranno obbligatorie per tutte le Chiese ortodosse, comprese quelle che hanno rifiutato di parteciparvi.

"Purtroppo, in un paese democratico, non tutti partecipano alle votazioni. Questo significa che il voto che ha avuto luogo in un tale paese è illegittimo?", ha detto l'arcivescovo Giobbe di Telmisso in un briefing dopo la sessione di venerdì del forum, rispondendo alla domanda di una giornalista russa.

"Capisco che l'atmosfera a Creta sia tesa, e comunicare con i giornalisti sia estenuante. Tuttavia mettere a confronto un concilio ecclesiale con una procedura di elezione democratica mi sembra maldestro e difficilmente rilevante, sulle labbra di un portavoce di un concilio", ha detto sabato in proposito al corrispondente di Interfax-Religion il vice capo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, l'arciprete Nikolaj Balashov.

"Nella Chiesa non c'è democrazia, fin dal primo secolo, e non ci sarà mai", ha aggiunto, spiegando che la democrazia è il potere del popolo e nella Chiesa "il potere appartiene a Dio."

Secondo il sacerdote, "se si cerca di verificare i canoni ecclesiastici secondo il loro rispetto degli standard democratici, si ottiene una grande confusione."

"Qualsiasi democratico che si rispetti avrebbe chiesto a vladyka Giobbe qual è la durata del suo mandato e quando tale mandato perderà la sua legittimità; infatti, dal punto di vista della democrazia, ogni potere irrevocabile è un male. E da noi le donne non solo elette all'episcopato. Che democrazia è questa?" ha detto il rappresentante della Chiesa russa.

Ha inoltre ricordato ai sostenitori di Costantinopoli che nelle elezioni democratiche una piccola percentuale di maggioranza porta già a una convincente vittoria, come è stato il caso con Brexit, di cui si è pure discusso durante la conferenza stampa a Creta.

"Ma nella Chiesa c'è un meccanismo decisionale del tutto diverso", ha detto il sacerdote, ricordando le parole del primo concilio apostolico: "Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi..."

"Perché i vescovi possano parlare così, deve esserci l'unanimità, una concordia comune", ha detto l'intervistato all'agenzia.

L'incontro, che doveva essere un Concilio pan-ortodosso, si è aperto il 20 giugno e durerà fino al 25 giugno: vi hanno partecipato i capi di dieci delle 14 chiese ortodosse.

In precedenza, le Chiese bulgara, antiochena, georgiana, serba e russa sono state favore del rinvio del Concilio per la risoluzione delle controversie e il completamento de progetti di suoi documenti. Tuttavia, il Patriarcato di Costantinopoli ha respinto l'iniziativa e ha insistito che fosse condotto come da programma. Di conseguenza, hanno preso parte al forum Chiese che rappresentano una minoranza dell'episcopato, del clero e dei fedeli del mondo ortodosso.

Per questo il capo del Dipartimento sinodale per le relazioni esterne, il metropolita Ilarion, in un'intervista a Interfax-Religion, ha detto che se il Concilio avrà ancora luogo in questa situazione", non avrà carattere né autorità pan-ortodossi".

I partecipanti discutono sei temi: il rapporto della Chiesa ortodossa con il resto del mondo cristiano, il digiuno, il matrimonio, la missione della Chiesa nel mondo moderno, la cura degli ortodossi nella diaspora, la proclamazione dell'autonomia delle Chiese ortodosse.

26/06/2016

Un dialogo su cristianesimo e reincarnazione

Il gruppo Ortodossi nel mondo ci propone un video nel quale cerchiamo di dare alcune risposte ai giovani in ricerca, che si chiedono se il cristianesimo è compatibile con la reincarnazione:

25/06/2016

Sulla 'de-giudaizzazione' del cristianesimo

Sulla 'de-giudaizzazione' del cristianesimo

Sull'onda del dialogo inter-religioso degli ultimi decenni, in diversi cristiani è sorto il dubbio che la Chiesa abbia perso qualcosa, rinunciando a seguire molte delle regole della legge di Mosè (regole indubbiamente seguite dai primi cristiani, che iniziarono la predicazione della Chiesa all'ombra del Tempio di Gerusalemme). Rispondiamo a un nostro corrispondente riguardo a questo processo di 'de-giudaizzazione' del cristianesimo, in un articolo che presentiamo nella sezione "Domande e risposte" dei documenti.

25/06/2016

Risposta del patriarcato di Antiochia al portavoce del Concilio di Creta

Risposta del patriarcato di Antiochia al portavoce del Concilio di Creta

In questi giorni, uno dei rappresentanti del patriarcato di Costantinopoli (incidentalmente, una nostra conoscenza), agendo come portavoce della segreteria del Concilio di Creta, ha fatto alcune dichiarazioni relative all’assenza del patriarcato di Antiochia. Tali dichiarazioni hanno provocato una secca smentita del metropolita Damaskinos del Brasile, che abbiamo tradotto in italiano nella sezione “Confronti” dei documenti.

24/06/2016

Due figure inquietanti dietro il Concilio di Creta

Due figure inquietanti dietro il Concilio di Creta

Il protopresbitero Alexander Karloutsos e il politico Alex Rondos (nella foto) sono due personaggi di grande importanza per il patriarcato di Costantinopoli, e gestiscono i flussi di cassa dalla ricca arcidiocesi greca d’America e una rete impressionante di influenze internazionali. In questi giorni, il loro contributo all’organizzazione del Concilio pan-ortodosso è stato di estrema importanza. Quello che davvero lascia molto inquieti è l’estensione delle loro attività, che mette alcuni enti benefici della Chiesa ortodossa pericolosamente vicini alle organizzazioni che manovrano le rivoluzioni colorate e le destabilizzazioni internazionali, a partire da quelle nei Balcani. Il sito di analisi Katehon ha pubblicato due allarmanti articoli su questi personaggi, e noi presentiamo le traduzioni in italiano di questi articoli nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti. Questi dati giustificano i nostri dubbi su quali siano le Chiese ortodosse veramente libere.

23/06/2016

Recensione cinematografica: Cirillo e Metodio – Apostoli degli Slavi

Recensione cinematografica: Cirillo e Metodio – Apostoli degli Slavi

Presentiamo nella sezione “Pastorale” dei documenti la recensione di un film sui due santi che più di tutti hanno segnato il cammino della pastorale ortodossa: i fratelli Costantino (noto con il nome moastico di Cirillo) e Metodio, oggetto nel 2013 di un film e di una serie televisiva di co-produzione internazionale (con una parte assegnata anche all’Italia!) e con base nella Repubblica Ceca. Anche se non è il massimo come produzione cinematografica e televisiva, rimane comunque una preziosa testimonianza di una storia ortodossa poco conosciuta dal grande pubblico.

22/06/2016

Storia della Russia in fotografie

Storia della Russia in fotografie

Presentiamo un articolo introduttivo che annuncia la nascita di un nuovo portale web con 80.000 fotografie della Russia dal 1860 al 2000, a cura del Museo d'arte multimediale di Mosca. Il portale è di uso semplice, anche per chi non sa il russo, e aiuta ad approfondire ogni ricerca legata alla storia del paese più grande del mondo.

22/06/2016

Il Concilio pan-ortodosso rende la vita difficile ai media

Samuel Lieven, per La Croix, Kolymbari (Creta), 20 giugno 2016

Cronaca del Concilio 1. Dei 140 giornalisti accreditati presso il patriarcato di Costantinopoli, diverse decine hanno gettato la spugna dopo che il patriarca di Mosca ha rinunciato a venire a Creta, ma anche a causa di un'organizzazione complicata.

Priva di esperienza in questo settore, la Chiesa ortodossa ha preferito rendere l'evento quanto più possibile bloccato, il che rende difficili le condizioni di lavoro dei giornalisti presenti.

la tenda dove i giornalisti aspettano pazientemente al margine del Concilio pan-ortodosso (Samuel Lieven)

La sala stampa è una grande tenda eretta ai piedi dell'Accademia ortodossa, a quindici metri da una spiaggia cretese da cartolina. Fin qui, tutto va bene. Ma dentro, i quaranta gradi a mezzogiorno, l'aria condizionata guasta e la carenza di infrastrutture hanno già messo alla prova i nervi dei giornalisti più determinati a coprire il "santo e grande" Concilio, che si tiene dalla mattina di lunedì 20 giugno fino a sabato 25 giugno, sotto la presidenza del patriarca ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli.

"Gli organizzatori hanno commesso un grave errore bloccando tutto"

L'annuncio che il patriarca Kirill di Mosca non sarebbe stato presente aveva già seriamente sgonfiato l'appetito delle redazioni internazionali, che privilegiano una lettura politica dell'evento. "L'agenzia per la quale lavoro sporadicamente non mi ha commissionato altro che un resoconto per lunedi e sembra poco interessata al seguito", dice Stefanis, un giornalista greco presente a Heraklion alla vigilia del Concilio per la celebrazione della Pentecoste.

Quanto agli inviati speciali a Kolymbari, la località all'altra estremità di Creta dove si tengono le sedute del Concilio, si sono trovati fin dall'apertura di fronte a un dispositivo di sicurezza che impedisce l'accesso ai 200 vescovi e metropoliti che partecipano al Concilio. Debitamente scortati in gruppi di dieci, i giornalisti non hanno potuto entrare che per soli tre minuti in aula quando il patriarca Bartolomeo ha pronunciato il suo testo di apertura, appena il tempo per un selfie o per fare qualche foto...

"Gli organizzatori hanno commesso un grave errore bloccando tutto", sostiene Andromaca Nikoulara, giornalista della televisione pubblica greca, che non ha lesinato sulle risorse con l'invio di una grande squadra per garantire la trasmissione in diretta per cinque ore. Una delusione. A parte i fotografi del patriarcato, nessun'altra fotocamera è stata ammessa all'interno. "La recente esperienza della visita di papa Francesco e del patriarca Bartolomeo a Lesbo ha tuttavia dimostrato che è possibile combinare le esigenze di sicurezza e il contatto con il pubblico e i media".

Niente pubblico

Di pubblico, non ce n'era neppure alla celebrazione di Pentecoste, in cui i primati erano soli nella cattedrale di san Mina a Heraklion. "Che segnale di comunione si vuole inviare? Comunione con chi?", si chiede un altro giornalista greco.

A essere messa in causa è un'organizzazione subappaltata alle staffette americane del patriarcato di Costantinopoli, che è incapace di assicurare lo svolgimento di un tale evento con il proprio denaro, o di fare affidamento su un'infrastruttura che non ha. "La Grecia, che ospita l'evento, non ha più soldi", conclude Gheorghios Ferdis, giornalista greco specializzato nell'Ortodossia. "Il patriarcato cerca dunque il denaro e le risorse altrove".

Costituita da una sequenza di chiese indipendenti (dieci sono presenti a Creta sulle 14 invitate), l'Ortodossia non ha l'esperienza del Vaticano nell'organizzazione degli eventi.

Alcuni media generalisti

Se i media greci, confessionali o generalisti, costituiscono il grosso delle troupe sotto la tenda, alcuni media europei malgrado tutto hanno fatto il viaggio. Hildegard Suehling anima in Germania un programma laico dedicato alle religioni sulla catena WDR5. "Già molte in Germania a causa di un'immigrazione antica, le comunità ortodosse sono rafforzate dal recente afflusso di profughi dal Medio Oriente. Il dieci per cento tra loro è costituito da cristiani, di cui la maggior parte è legata al patriarcato ortodosso di Antiochia".

Christian Rathner, della televisione pubblica austriaca, stima a 400.000 il numero di ortodossi nel suo paese. Come in Germania, le conversioni all'Ortodossia aumentano con il numero di rifugiati. Abbastanza da alimentare per lui l'interesse del grande pubblico per il mondo ortodosso.

In ogni caso, anche l'accesso ai lavori del Concilio può ancora rischiare di complicarsi nei prossimi giorni. Le sessioni di lavoro dei vescovi si terranno questa volta completamente al chiuso fino alla presentazione del messaggio finale. Questo sarà sabato 25 giugno, e a quel punto, la tenda dal fascino di una serra tropicale potrebbe ben essersi svuotata... 

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