La parrocchia ha la cura pastorale dei cristiani ortodossi del Patriarcato di Mosca nella città di Torino e in Piemonte / Valle d'Aosta

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21/06/2016

Putin e la sua visione del futuro

Putin e la sua visione del futuro

Phil Butler, autore di un articolo sugli attacchi alla religione della Russia, che abbiamo già presentato sul nostro sito, ci offre un saggio che vuole analizzare l’influenza del filosofo Ivan Il’in (uno degli autori preferiti del presidente Putin) nella ricerca di una possibile “terza via” diversa sia dal comunismo sia dal capitalismo, centrata sulla realtà spirituale dell’uomo. Presentiamo il saggio di Phil Butler in traduzione italiana nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti. 

21/06/2016

Antiochia non ha mai dato l'assenso alla convocazione del Concilio

La scansione del documento dice, al posto riservato alla firma di Antiochia:

"La Chiesa di Antiochia ha un'opinione contraria e pertanto non firma".

Ringraziamo l’agenzia stampa Romfea per avere rivelato quello che noi sapevamo già, ma di cui non si è voluta dare notizia alla stampa. Ci auguriamo che i soloni vaticanisti che hanno sproloquiato in questi giorni sul Concilio di Creta boicottato da Mosca vogliano trarne le dovute conseguenze, e magari ammettere che se non sapevano di questo semplice dato di fatto, sono degli ignoranti irresponsabili; se lo sapevano, invece, sono complici di una mistificazione; in entrambi i casi, dopo avere diffamato una Chiesa con qualcosa di più di un centinaio di milioni di membri, farebbero cosa carina a chiedere scusa.

20/06/2016

Per capire qualcosa dei conflitti del Concilio di Creta

Per capire qualcosa dei conflitti del Concilio di Creta

Da diversi mesi stiamo cercando di presentare riflessioni sul Concilio di Creta che possano aiutare a capire che non è tutto oro quel che luccica. Ci auguriamo di avere offerto una visione per lo meno pluralista, e siamo particolarmente contenti di aver lasciato la parola ai rappresentanti del patriarcato di Antiochia, dai quali è venuta finora la critica più seria e teologicamente articolata all’intero processo conciliare. Già un anno fa, nel giugno del 2015, il libro di George Ghandour La strada per il Grande Concilio ortodosso faceva notare che le modalità di questo Concilio erano niente meno che destabilizzanti per la stessa ecclesiologia ortodossa:

"la mancanza di partecipazione di tutti i vescovi ortodossi nel lavoro di questo incontro [i.e., l'incontro dei primati ortodossi al Fanar nel marzo 2014] e il ricorso al principio di un voto per ogni Chiesa autocefala è in contrasto con la tradizione conciliare ortodossa e con l'ecclesiologia ortodossa, in cui si afferma che ogni vescovo è responsabile della Chiesa locale (diocesi) per la quale fu consacrato, e che il Concilio è l'incontro delle chiese in cui i vescovi siedono in qualità di pastori di un popolo specifico e custodi della retta fede della Chiesa universale. Forse questa soluzione, che è stata inventata per mantenere l'equilibrio tra Costantinopoli e Mosca, costituisce un grave pericolo per l'ecclesiologia ortodossa, in quanto cancella di fatto la teologia del vescovo locale, sostituendola con una teologia della collettività dei vescovi di una singola Chiesa autocefala, che presume avere opinioni omogenee – di fatto, un'opinione sola – e questo è qualcosa che l'Ortodossia non ha assolutamente mai conosciuto nella sua storia".

Oggi vogliamo lasciare la parola ai commenti di un prete ortodosso antiocheno, moderatore di un forum ortodosso di lingua inglese, che ha cercato di spiegare le radici dei conflitti in un modo molto semplice e diretto. Abbiamo volentieri tradotto in italiano questi commenti molto acuti nella sezione “Confronti” dei documenti.

19/06/2016

I "fossili liturgici"

I "fossili liturgici"

Padre John Whiteford ci aiuta a capire il senso di parti della Liturgia che sembrerebbero oggi anacronistiche, e che sono pertanto denominate "fossili liturgici": ci spiega il senso del congedo dei catecumeni (anche in un’era in cui i catecumeni non sono più una presenza generalizzata) e del mantenimento del segreto eucaristico (anche in un’era in cui chiunque può sapere ogni dettaglio della Liturgia), in un saggio che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Domande e Risposte” dei documenti.

19/06/2016

Perché le chiese sono decorate con rami di betulla nel giorno di Pentecoste?

Perché le chiese sono decorate con rami di betulla nel giorno di Pentecoste?

Uno dei tratti distintivi della Pentecoste in una chiesa ortodossa è la presenza di vegetazione al di là dei consueti addobbi floreali. Foglie e rami, letti di erba e ghirlande di fiori alle icone sono solo alcuni dei vari modi in cui le chiese ortodosse cambiano aspetto nei giorni della festa di Pentecoste. I russi (che non hanno mai bisogno di chiedere scusa se fanno le cose alla grande) arrivano a portare in chiesa anche interi alberi di betulla. L’arciprete Boris Stark (1909-1996, nella foto) ci ha lasciato in uno dei testi delle sue prediche una spiegazione semplice e chiara di questa usanza, che presentiamo nell’originale russo e in traduzione italiana nella sezione “Ortoprassi” dei documenti.

18/06/2016

L'officio funebre: storia e attualità

L'officio funebre: storia e attualità

Nonostante in questi giorni sia piuttosto impegnato nell’analisi del Sinodo di Creta, padre Petru (Pruteanu) ci ha voluto offrire un saggio della sua competenza liturgica con risvolti pastorali e missionari, che presentiamo nell’originale romeno e in traduzione italiana nella sezione “Preghiera” dei documenti.

Anche se non sappiamo quanto effetto possa avere il suo invito al ricupero delle Liturgie abbinate ai funerali, apprezziamo la sua insistenza sul legame tra il funerale e una vita vissuta nella Chiesa. In particolare, la sua denuncia di vari abusi legati a una mal compresa pietà per i defunti è radicata nella sua insistenza che si sta facendo troppo poco per catechizzare i cristiani sul senso della morte. Se i fedeli nominali sono distrutti dal dolore, secondo padre Petru (e in questo concordiamo con lui in pieno) “non è perché è morta loro una persona cara, ma perché non capiscono niente di morte e di risurrezione”.

18/06/2016

Da dove viene il blocco nel Sinodo panortodosso?

Da dove viene il blocco nel Sinodo panortodosso?

Padre Petru (Pruteanu) ci ha lasciato alcune delle più interessanti critiche del periodo pre-conciliare odierno. Ora aggiunge ancora un saggio, che presentiamo nell’originale romeno e in traduzione italiana, sulle difficoltà più basilari del processo della sinodalità ortodossa, e su cosa si dovrebbe fare (forse utopisticamente, ma bisogna ribadirlo) perché tale processo porti a risultati positivi.

18/06/2016

Due autorevoli voci alla vigilia del Concilio

Due autorevoli voci alla vigilia del Concilio

Presentiamo il testo russo e la traduzione italiana del messaggio inviato dal patriarca Kirill ai partecipanti al Concilio di Creta, nonché il testo russo e la traduzione italiana dell’intervista rilasciata al metropolita Onufrij, primate della Chiesa autonoma ucraina. Le due voci più autorevoli del patriarcato di Mosca spiegano concisamente la posizione della Chiesa ortodossa russa e la sua attitudine non negativa (pur nel rifiuto di prendervi parte) all’incontro che si terrà a Creta.

17/06/2016

Racconto di un viaggio a Patmos

Racconto di un viaggio a Patmos

Ringraziamo di cuore Stefano, che ci ha inviato il racconto di un pellegrinaggio davvero interessante: poco tempo dopo il suo ingresso nella Chiesa ortodossa, ha potuto infatti visitare l’isola di Patmos, “la Gerusalemme dell’Egeo”, di cui possiamo approfondire anche noi i tesori spirituali grazie alle sue esperienze di viaggio.

17/06/2016

Il Concilio pan-ortodosso non dovrebbe assomigliare a un Congresso del Partito Comunista

Il Concilio pan-ortodosso non dovrebbe assomigliare a un Congresso del Partito Comunista

Padre Filipp Il'jashenko (nella foto), docente di storia all’Università San Tikhon di Mosca, propone in un testo che presentiamo in russo e in italiano alcuni paralleli storici di un certo interesse tra le procedure previste per il Concilio di Creta e la vera prassi conciliare antica, dove nel paragone, per essere buoni, possiamo dire che il Concilio di Creta non fa la figura migliore.

17/06/2016

La delegazione della Chiesa ortodossa serba andrà a Creta, ma potrebbe lasciare il Concilio

Presentiamo la traduzione italiana della nuova dichiarazione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa serba (nella foto): il Sinodo ha deliberato la partecipazione della propria delegazione al Concilio di Creta, ma con la severa condizione che le obiezioni portate dalle Chiese non partecipanti siano oggetto di una seria discussione conciliare, senza la quale (o in presenza di una esautorazione delle Chiese non presenti) la delegazione serba abbandonerà il Concilio.

16/06/2016

Prosegue il lavoro dell'icona

Con questo video ha inizio la fase conclusiva e più impegnativa della pittura della nostra icona dei santi locali, ovvero i volti dei santi. Si parte dalla stesura di un colore di base.

16/06/2016

Intervista al metropolita Ilarion sul Concilio

Intervista al metropolita Ilarion sul Concilio

Sua Eminenza il metropolita Ilarion (Alfeev) ha rilasciato a Maria Finoshina di Russia Today una video-intervista che aiuta a capire le attitudini del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa nel chiedere il rinvio del Concilio di Creta. Presentiamo il video assieme alla trascrizione in italiano nella sezione “Confronti” dei documenti.

15/06/2016

Come non trasformare il Concilio in una parodia

Come non trasformare il Concilio in una parodia

Assieme alla decisione del Santo Sinodo russo di chiedere un rinvio del Concilio pan-ortodosso, il sito Pravoslavie i Mir ha iniziato a presentare alcune analisi di un certo buon senso di chierici e laici ortodossi. Tra questi ultimi, un nostro caro amico, il professor Aleksej Lidov (nella foto), ha voluto offrire alcune osservazioni che ricordano uno dei grandi “temi dimenticati” del Concilio: la difesa del cristianesimo. Presentiamo il saggio del prof. Lidov in russo e in italiano nella sezione “Confronti” dei documenti.

14/06/2016

Due pericoli nel mondo ortodosso di oggi: gli abusi della confessione e della preghiera del cuore

Due pericoli nel mondo ortodosso di oggi: gli abusi della confessione e della preghiera del cuore

In questi ultimi giorni abbiamo incontrato due articoli che sottolineano due pericoli nella pratica spirituale ortodossa: l’abuso della confessione slegata dal pentimento (che si ritrova più spesso tra i fedeli di famiglia ortodossa) e l’abuso della preghiera del cuore slegata dalla disciplina ecclesiale (che si ritrova più spesso tra i convertiti all’Ortodossia). Il primo testo è dell’archimandrita Vassilios (Papavassiliou) e il secondo dell’arciprete Andrew (Phillips), entrambi sacerdoti ortodossi in Inghilterra. Il problema, beninteso, non è nella confessione né nella preghiera interiore in sé, ma nella loro pratica “sganciata” dal contesto della vita spirituale ortodossa, cosa che le trasforma in due esempi di esercizio ascetico fine a se stesso. Per questo motivo, ci sembra importante includere entrambi i documenti nella sezione “Ortoprassi”.

14/06/2016

Decisione del Santo Sinodo russo sul Concilio di Creta

Decisione del Santo Sinodo russo sul Concilio di Creta

Nel pomeriggio di lunedì 13 giugno, il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa si è riunito in sessione straordinaria per discutere della situazione creatasi con il rifiuto di alcune Chiese ortodosse di prendere parte al Concilio pan-ortodosso a Creta. Il Sinodo ha deciso di sostenere le ragioni delle Chiese antiochena, georgiana, serba e bulgara e di chiedere un rinvio del Concilio. Qui potete leggere la dichiarazione del Santo Sinodo nell’originale russo e nella nostra traduzione italiana.

13/06/2016

Guy Mettan: le radici della russofobia? L'anti-Ortodossia!

Guy Mettan: le radici della russofobia? L'anti-Ortodossia!

Il giornalista svizzero Guy Mettan (nella foto) è divenuto un buon esperto della Russia a partire dal 1994, quando l’adozione di una bambina russa gli ha aperto un mondo prima sconosciuto, o meglio, conosciuto per stereotipi falsi. Le sue ricerche lo hanno portato ad approfondire il fenomeno della russofobia (a cui ha dedicato un libro), e a concludere che la russofobia di oggi ha radici essenzialmente religiose: non è altro che la trasposizione della precedente propaganda della Chiesa di Roma contro la Chiesa e l’Impero romano d’Oriente, sfruttata tale e quale dai poteri moderni. Presentiamo un’intervista a Guy Mettan in russo e in italiano nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.

13/06/2016

Il Sinodo pan-ortodosso di Creta e la metropolia di Bessarabia

Il Sinodo pan-ortodosso di Creta e la metropolia di Bessarabia

Sul nostro sito ci siamo occupati poco fino a oggi del fenomeno della metropolia di Bessarabia, che è un caso molto marginale nel mondo ortodosso (ma non per i moldavi...), e ci siamo limitati a tradurre in italiano il documento che chiarifica la posizione del patriarcato di Mosca a proposito.

In questa settimana il caso è tornato alla ribalta, dopo che la Chiesa ortodossa romena ha nominato i suoi delegati al Sinodo di Creta, con la clamorosa esclusione del metropolita di Bessarabia Petru (Paduraru, nella foto) e del suo vescovo ausiliare Antonie di Orhei. Di fronte all’indignazione del clero della metropolia di Bessarabia per questa omissione, padre Petru (Pruteanu) ha formulato una brillante ed esauriente risposta, che al tempo stesso aiuta a capire le dinamiche della risoluzione dei conflitti inter-ortodossi. La presentiamo in romeno e in italiano nella sezione “Confronti” dei documenti.

13/06/2016

Il metropolita Kallistos suggerisce di rimandare il Concilio

Il metropolita Kallistos suggerisce di rimandare il Concilio

Il metropolita Kallistos (Ware), già indicato come membro della delegazione del patriarcato di Costantinopoli al Concilio di Creta, suggerisce in un’intervista (riportata da fonti in francese e in romeno) che sarebbe meglio rinviare il Concilio a un momento migliore, a causa dell’assenza di diverse Chiese locali. Il metropolita sottolinea come vi sia un bisogno che la Chiesa ortodossa trovi una voce unita su alcuni temi, come l’organizzazione delle sedi episcopali della diaspora o le relazioni con i non ortodossi, mentre certi temi come il digiuno (incluso tra gli argomenti conciliari) non necessitano veramente di alcuna formulazione nuova, e altri temi come il calendario (escluso dagli argomenti conciliari) sono semplicemente inopportuni da discutere in tale sede.

12/06/2016

Una nuova testimonianza di cammino verso l’Ortodossia

Una nuova testimonianza di cammino verso l’Ortodossia

Fa sempre piacere ascoltare una voce che racconta come ha avuto luogo il suo cammino verso l’Ortodossia. Mario Marchisio, già affermato scrittore di saggi su letteratura, poesia e arte, non ha avuto bisogno di particolari incoraggiamenti a narrare il suo incontro con la Chiesa ortodossa nel libro Ricerca di Dio e retta Fede, che si può acquistare on-line da E-bay.

Per gentile concessione dell’autore, proponiamo qui la pagina di prefazione del libro:

UNO SGUARDO NUOVO

Una sera d’aprile, entrai in una chiesa ortodossa ed ebbi occasione di assistere alla Divina Liturgia. Era la vigilia di Pasqua, sette giorni dopo la celebrazione di quella cattolica. Alle prime ore del mattino, il lunghissimo rito si stava esaurendo e allorché l’officiante si mise a impartire le benedizioni finali compresi di essere diventato un altro uomo. La Liturgia ortodossa mi aveva trasformato in un ortodosso.

La tristezza e la malinconia che mi affliggevano da tempo durante la messa cattolica e le sue cervellotiche omelie, la sensazione di trovarmi fra un gruppo di estranei preoccupati soltanto di timbrare il cartellino virtuale che ne certificasse la presenza, l’atmosfera a metà strada fra l’obitorio e l’assemblea condominiale, da cui sottrarsi nel giro di mezz’ora; tutto questo, e molto altro, svanì, riducendosi in fretta a un fastidioso cumulo di ricordi sfocati.

Rievocare quell’esperienza notturna è un atto dovuto, non solo perché essa avrebbe poi causato in me un mutamento di prospettiva religiosa, ma anche e soprattutto perché in mancanza di quella notte di Pasqua avrei ormai abbandonato il cristianesimo, che da sempre identificavo con la fede propugnata dalla Chiesa cattolica. Se sono rimasto cristiano, e ho evitato di cadere nell’abisso della miscredenza, lo devo dunque alla mano invisibile che volle guidarmi davanti all’iconostasi.

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