→ Il Blog del Parroco
Il ribaltamento della perizia degli "esperti" del DESS sulla Chiesa ortodossa ucraina (o piuttosto, contro la Chiesa ortodossa ucraina), a cui abbiamo accennato ieri, ha implicazioni ben più profonde di quanto sembri: vediamo in un saggio di Kirill Aleksandrov come questo evento può essere un campanello di allarme su ciò che succederà quando l'Ucraina (o quel che ne resta) ritornerà alla legalità.
04/05/2026
Gli "esperti" del DESS sono legati a Dumenko mentre giudicano la Chiesa ortodossa ucraina
Dmytro Vovk (nella foto) è il direttore del Centro per gli studi sullo stato di diritto e la religione a Kiev. Recentemente, in una doverosa strigliata pubblica, ha fatto notare come gli "esperti" del Servizio statale ucraino per l'etnopolitica e la libertà di coscienza (il DESS, l'ente presieduto da Viktor Elenskij), chiamati a condurre la revisione dello Statuto della Chiesa ortodossa ucraina, sono pubblicamente legati alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", e quindi operano "nell'orbita di un'impresa concorrente", violando il principio di imparzialità. Il 10 gennaio 2023, la Metropolia di Kiev della Chiesa ortodossa ucraina ha presentato una mozione per la ricusazione di quattro dei sette esperti: Ihor Kozlovskyi, Liudmyla Fylypovych, Yuriy Chornomorets e Oleksandr Sahan. Kozlovskyi aveva chiesto in televisione l'adozione di una legge che mettesse al bando la Chiesa ortodossa ucraina. Fylypovych si era riferita alla Chiesa ortodossa ucraina come a una "quasi-religione". Chornomorets aveva chiamato la Chiesa ortodossa ucraina "Chiesa dell'FSB" e aveva chiesto l'espulsione dei suoi vescovi dallo stato. Sahan aveva fatto pressioni per la rescissione degli accordi di proprietà con le comunità della Chiesa ortodossa ucraina. I legami di questi "esperti" con la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" sono stati confermati anche da eventi successivi, incluse benemerenze date da Dumenko ed esempi del loro attivismo a favore della sua struttura. Il 6 aprile 2026, la Sesta Corte Amministrativa d'Appello di Kiev ha annullato l'ordinanza del DESS che approvava la conclusione degli "esperti" sulla Chiesa ortodossa ucraina, ritenendo che la mancata considerazione della richiesta di ricusazione costituisse una grave violazione procedurale che "mette in discussione l'imparzialità della revisione condotta". L'agenzia è tenuta a riconsiderare la stesura e l'approvazione della revisione degli studi religiosi dello Statuto della Chiesa ortodossa ucraina. Il 1° maggio 2026, il DESS ha presentato ricorso in cassazione alla Corte Suprema dell'Ucraina.
Attraverso uno studio storico delle fonti che si riferiscono ai chierici dopo i secoli delle persecuzioni primitive, Andrej Vlasov ci mostra come la progressiva espansione della Chiesa ha coinciso anche con l'ingresso nei ranghi clericali di persone meno che degne, e ci fa riflettere sui pericoli di una Chiesa che si adagia sull'acquiescenza della società civile.
02/05/2026
Quando Cristo è trasformato in uno strumento
Vi presentiamo un saggio di riflessione, che ci fa capire quanto sia facile strumentalizzare Cristo e trasformarlo in una giustificazione di posizioni politiche o di parte, e quanto invece sia difficile tenerlo fuori da tali controversie.
Durante la Liturgia del 26 aprile 2026 (Domenica delle Mirofore) è stata consacrata la nuova iconostasi della chiesa ortodossa macedone dei santi Cirillo e Metodio a Parigi. La Liturgia era presieduta dall'arcivescovo Stefan di Ohrid: concelebravano il metropolita Pimen d'Europa (ordinario del luogo, come anche dell'Italia), il metropolita Iosif di Tetovo e il vescovo Iustin dell'Europa Occidentale della Chiesa ortodossa serba. I momenti di concelebrazione tra ortodossi serbi e macedoni (attesi da alcuni per oltre mezzo secolo) segnano una nuova fase della vita della Chiesa che non sarà mai enfatizzata abbastanza.
In un saggio di Kirill Aleksandrov, vediamo come le restrizioni imposte dal governo estone alla Chiesa ortodossa locale rischiano di far crollare le basi stesse di uno Stato di diritto, e costituiscano una pericolosa misura di interferenza a gamba tesa degli stati secolari nella natura stessa della Chiesa.
29/04/2026
Tre candidati al trono patriarcale georgiano
da sinistra a destra: il metropolita Iobi (Akiashvili), il metropolita Shio (Mujiri), il metropolita Grigoli (Berbichashvili) Il 28 aprile 2026, presso la sede del Patriarcato a Tbilisi, 38 vescovi del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa georgiana hanno nominato i tre candidati al trono patriarcale. Il metropolita Shio (Mujiri) di Senaki e Chkhorotsku, locum tenens del trono patriarcale, ha ricevuto 20 voti. Gli altri due candidati hanno ricevuto 7 voti ciascuno: il metropolita Grigoli (Berbichashvili) di Poti e Khobi; e il metropolita Iobi (Akiashvili) di Urbnisi e Ruisi. I tre candidati saranno presentati a un concilio allargato della Chiesa ortodossa georgiana, che eleggerà il nuovo patriarca di tutta la Georgia.
28/04/2026
Nestorianesimo: l'eresia dei professori
Ripercorriamo la storia di un'antica eresia che, anche se oggi ridotta al lumicino, ricompare spesso quando si cerca di dare una dimensione "logica" ai misteri della fede, perdendone in questo processo l'essenza.
Sabato 25 aprile 2026, in occasione del quarantesimo giorno dalla scomparsa di sua Santità il catholicos-patriarca Ilia II, la Chiesa ortodossa georgiana ha rivelato l'ultimo desiderio espresso dal defunto per i suoi fedeli: il patriarca ha chiesto a ogni georgiano, per la gloria di Dio, di correggere almeno un difetto personale e di abbandonarlo per sempre. "Se ognuno di noi facesse questo nel nome del nostro patriarca, immaginate quanta grazia e misericordia del Signore verrebbe elargita alla nostra nazione, come rallegreremmo sua Santità e Beatitudine con questo, e quale grande aiuto sarebbe per la nostra anima e per la sua", ha affermato il Servizio di relazioni pubbliche della Chiesa.
26/04/2026
10 ragioni per cui non sono cattolico
Vi presentiamo un video con trascrizione italiana di Michael Davis (nella foto), il direttore editoriale dell'Unione dei giornalisti ortodossi in America. Il tema delle "ragioni per cui non si fa parte di una certa Chiesa" è abbastanza sfruttato dai creatori di contenuti su YouTube, e potrebbe sembrare un argomento da principiante, o una polemica sterile. Quel che rende invece questo video assolutamente geniale è che ribalta ad arte sui cattolici quelle stesse accuse che gli apologeti cattolici muovono alla Chiesa ortodossa, e lo fa con garbo e con perizia. Sentire accuse del genere "la Chiesa cattolica non ha un'autorità centrale", oppure "il Cattolicesimo è troppo etnico" può far sorridere, ma se vi prendete un po' di tempo per analizzare queste ragioni, scoprirete che stanno in piedi abbastanza bene. Per lo meno, non sono meno serie delle argomentazioni parallele portate da parte cattolica contro la Chiesa ortodossa...
Un disaccordo su questioni di fede può causare gravi danni all'interno di una famiglia: ecco una breve guida su come reagire a queste emergenze, con consigli scritturali e patristici sul mantenimento della pace.
Vi presentiamo una testimonianza dalla vita di san Luca della Crimea: e un insegnamento su come resistere alla pressione "cortese" delle autorità statali che non perseguitano apertamente la Chiesa, ma fanno di tutto per renderla ininfluente nel mondo, e per farle seguire la "corrente" del tempo. La risposta del santo vescovo, che disse che solo "i pesci morti seguono la corrente", dovrebbe richiamarci tutti al nostro dovere di confessare la fede.
Nei giorni seguenti alla Settimana Luminosa, riprendono le consuete commemorazioni dei defunti che si erano interrotte nei giorni della Settimana Santa e della Pasqua. Abbiamo già trattato il tema in un articolo teologico; vi presentiamo ora un'intervista a un arciprete di Kiev, padre Oleg Ribchinskij, che ci spiega i potenziali abusi dei memoriali post-pasquali per i defunti, e il modo ideale per celebrarli senza deviazioni.
Attraverso una conversazione ideale, impariamo dalle reali parole che ci ha lasciato san Luca della Crimea come non perdere la fede a causa dell'indebolimento della determinazione di tante persone.
L'arcivescovo Elia (Wallgrén), primate della Chiesa autonoma di Finlandia (dipendente dal Fanar), ha lanciato un allarme che non avremmo mai voluto sentire. Secondo lui, la parrocchia della Chiesa ortodossa ucraina a Turku (nella foto), fondata nel 2023, rappresenterebbe, per il fatto stesso di esistere, "una potenziale minaccia non solo per la struttura della Chiesa, ma anche per la sicurezza dell'intera società finlandese". L'arcivescovo ha descritto la nascita di questa parrocchia come "un'attività incontrollata" e "un'invasione di territorio straniero", collegando i suoi timori alla possibile "influenza di Mosca" sui processi interni del Paese. I rappresentanti della parrocchia di Turku e il loro parroco, il sacerdote Aleksander Shevchenko, si mantengono pienamente conformi alla legge finlandese e alle norme canoniche. La loro richiesta di dipendere dalla Chiesa canonica ucraina viene dal loro desiderio di preservare il culto tradizionale in slavonico ecclesiastico secondo il calendario liturgico. I media finlandesi non riportano alcuna prova di attività distruttive, né si è rilevata alcuna influenza russa nell'attuale opera della comunità.
20/04/2026
Il donatismo: come la sete di una Chiesa ideale ha trasformato la fede in un campo di battaglia
Ripercorriamo la storia di una pericolosa eresia che ha funestato i cristiani dell'Africa nord-occidentale per circa tre secoli, opponendo al messaggio del Vangelo l'utopia di una "Chiesa dei puri" e dimostrando come spesso il meglio sia nemico del bene.
19/04/2026
Lo scisma come conseguenza dell'indebolimento della fede e della fiducia nel Cristo risorto
L'Unione dei giornalisti ortodossi ci propone una riflessione del metropolita Antonij (Pakanich), cancelliere della Chiesa ortodossa ucraina, che sottolinea la vera causa (la perdita di fede) che scatena i fenomeni scismatici.
Esaminiamo le ipocrisie degli pseudo-ortodossi (uniati e scismatici) che affermano di amare l'Ucraina mentre continuano a contribuire alla sua distruzione, in particolare con la disumana politica dei reclutamenti forzati e con il conseguente spopolamento del paese.
Agli occhi di chi si rifiuta di credere, la Risurrezione di Cristo sembra non aver cambiato nulla: si continua a vedere la morte e la sofferenza come prima. Eppure, la fede di chi è disposto a soffrire torture e morire dopo aver sperimentato quell'evento testimonia che qualcosa si è rotto nel muro che ci separava dall'eternità.
Eccovi una spiegazione del perché durante la Settimana Luminosa (quella dopo la Pasqua) le porte di tutte le iconostasi ortodosse restano aperte, una testimonianza del ruolo assolutamente unico della risurrezione di Cristo nel cammino della nostra salvezza. |